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Technoprobe

Microchip, come vanno i conti di Technoprobe

I risultati del primo trimestre del 2024 sono positivi per Technoprobe, nonostante i rallentamenti sui mercati auto e industrial. Ecco conti e prossimi passi della società di semiconduttori, tra acquisizioni e aumento di capitale.

Technoprobe, azienda lombarda di semiconduttori quotata sul mercato Euronext Milan, ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2024. Risultati che, a detta dell’amministratore delegato Stefano Felici, “evidenziano una progressiva ripresa dei volumi del segmento consumer e confermano la crescita di quelli relativi all’intelligenza artificiale”.

Ecco i dettagli.

I RISULTATI DI TECHNOPROBE NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2024

Nel primo trimestre del 2024 Technoprobe ha riportato ricavi per 101,8 milioni di euro, l’11,5 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2023: merito dell’interesse per l’intelligenza artificiale – i cui sistemi richiedono un’elevata potenza di calcolo, fornita appunto dai semiconduttori – ma anche della normalizzazione dei livelli di inventario per i processori destinati agli smartphone e ai computer, dopo le grandi scorte del periodo pandemico.

L’azienda precisa però che “l’andamento positivo dei suddetti segmenti è stato parzialmente compensato dal rallentamento dei volumi nei segmenti automotive e industrial”.

Nel periodo gennaio-marzo Technoprobe ha visto calare di oltre l’8 per cento il suo Ebitda consolidato, sceso a 24,7 milioni. Il margine è stato del 24,3 per cento, sul quale ha influito l’acquisizione di Harbor Electronics (azienda di elettronica con sede in California, negli Stati Uniti) e la decisione di “mantenere inalterata la struttura produttiva e le risorse impiegate al fine di garantire una risposta adeguata all’attesa ripresa dei volumi”.

Al 31 marzo la posizione finanziaria netta consolidata di Technoprobe risultava positiva per 340 milioni di euro. Le attività operative hanno generato una liquidità di 12 milioni, mentre gli investimenti – concentrati soprattutto nell’aumento della capacità produttiva – sono ammontati a 24 milioni.

L’ACCORDO CON TERADYNE

L’8 novembre scorso Technoprobe ha firmato un accordo da 85 milioni di dollari per acquisire il ramo dedicato ai circuiti stampati della società statunitense Teradyne con l’obiettivo di potenziare le proprie competenze in questo mercato e portare avanti il processo di integrazione verticale.

Teradyne otterrà una partecipazione del 10 per cento in Technoprobe. L’operazione prevedrà un aumento di capitale dal valore complessivo di 384,7 milioni di euro.

COSA FA TECHNOPROBE E CHI LA CONTROLLA

Technoprobe ha sede a Cernusco Lombardone, in Lombardia, ma possiede ventuno stabilimenti nel mondo, soprattutto in Europa e in Asia orientale. È stata fondata da Giuseppe Crippa, un ex-dipendente di STMicroelectronics, ed è attualmente controllata dalla sua famiglia: Roberto Alessandro Crippa è vicepresidente di Technoprobe; Cristiano Alessandro Crippa è presidente del consiglio di amministrazione.

L’azienda è specializzata nella produzione di probe card (o schede sonda) di fascia alta, utilizzate per testare il funzionamento dei chip durante il processo di costruzione.

LE PREVISIONI PER IL RESTO DELL’ANNO

Per il resto dell’anno, Technoprobe dice di aspettarsi una “progressiva crescita” del mercato dei semiconduttori, con volumi crescenti soprattutto nel segmento dell’elettronica di consumo (“la porzione più significativa a cui si rivolge il mercato del Gruppo”) e in quello dell’intelligenza artificiale.

Technoprobe si aspetta ricavi consolidati per 141 milioni di euro nel secondo trimestre del 2024, un margine operativo lordo del 26 per cento.

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