Innovazione

Stephenson (Ceo AT&T): serve una carta dei diritti di Internet

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Sulla questione della Net neutrality, AT&T chiede un intervento deciso del Governo

 

Internet ha cambiato le nostre vite e si è sviluppato oltre ogni immaginazione: tutto sembra vicino e a portata di mano. Tutto sembra possibile, mentre si diffondono nuovi modi per informarsi, studiare, conoscere.

AmazonInternet ha aperto anche grandi dibattiti. Fin dalla nascita della rete, c’è sempre stato un acceso dibattito sulla sua regolamentazione, un dibattito nato già prima che il termine “net neutrality” fosse coniato, quindici anni fa. Negli anni, l’accesso è stato regolamentato grazie a poche – ma spesso cruciali – leggi. In America, le autorità regolatrici che si sono succedute, sotto quatto differenti presidenti, hanno affrontato la questione con approcci sempre diversi. I tribunali hanno spesso ribaltato le decisioni normative e gli stessi legislatori hanno cambiato rotta rispetto ai loro predecessori.

L’amministrazione Trump ha abolito la normativa approvata sotto la presidenza di Barack Obama, che rendeva internet aperto e libero, con l’obiettivo di favorire di una rete (così sperano i commissari) più efficiente e a più velocità. Dunque, i provider di internet non saranno più obbligati a non discriminare il traffico,trattando tutti contenuti alla stessa materia. In pratica i fornitori di accesso a internet, quali AT&T, Verizon e Comcast, potranno differenziare la velocità garantendo un accesso facilitato ai fornitori di contenuti disposti a pagare.

Internet è da sempre una questione spinosa per tutti, sono comprensibili confusione e preoccupazione quando le norme vengono nuovamente cambiate. E’ per questo che scendono in campo anche le Tlc.

AT&T, tra le altre, chiede un intervento definitivo del Governo. “E’ giunto il momento che il Congresso. venga a capo della questione e crei nuove leggi che regolino internet e tutelino il consumatore. Fino ad allora, voglio chiarire che cosa ci si deve aspettare da AT&T”, ha affermato Randall Stephenson, CeoAT&T . “L’azienda è impegnata nella creazione di una rete internet aperta. Non blocchiamo i siti, non censuriamo i contenuti presenti online e non pregiudichiamo le prestazioni della rete basandoci solo sul contenuto. Da oltre dieci anni siamo pubblicamente impegnati a rispettare questi principi e continueremo a farlo garantendo ai nostri clienti ciò che si aspettano da noi: una rete aperta. Purtroppo l’impegno di una sola realtà non è sufficiente”.

E’ necessaria – ha continuato Randall Stephenson – un’azione da parte del Congresso per redigere una vera e propria “Internet Bill of Rights” che si applichi a tutte le realtà che operano nel settore e che garantisca neutralità, trasparenza, apertura, non discriminazione e tutela della privacy per tutti gli utenti. Una legislazione di questo tipo garantirebbe non solo la tutela dei diritti dei consumatori, ma anche un insieme di regole e norme per tutte le aziende in materia di siti web, contenuti, dispositivi e applicazioni. Molto presto le innovazioni tecnologiche come le auto a guida autonoma, gli interventi chirurgici da remoto e la realtà aumentata richiederanno performance sempre maggiori da parte di internet. Senza regole chiare sul funzionamento di internet, risulterà sempre più difficile soddisfare la domanda creata da queste nuove tecnologie. Per questo motivo è nostra intenzione collaborare nei prossimi mesi con il Congresso, con le altre realtà che operano nel settore e con le associazioni dei consumatori alla creazione di una “Internet Bill of Rights” che garantisca a tutti gli utenti l’accesso e la disponibilità di internet in modo libero e aperto, incoraggiando per il futuro un investimento continuo per la nuova generazione di innovazioni nel campo di internet”.

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