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Tutte le polemiche poco spaziali sull’Asi

Asi

Che cosa succede all’Asi? E il governo che cosa fa? L’analisi di Francis Walsingham

 

Dopo il commissariamento de facto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) di due mesi fa con il trasferimento ad Esa della gestione di buona parte dei fondi che il Pnrr assegnava all’agenzia nessuno si sarebbe aspettato nuovi coups de theâtre nel settore; invece il presidente Saccoccia ha offerto ulteriori esempi delle sue capacità.

Poco prima di Natale, grazie anche alla generale disattenzione politica dovuta all’agitazione collettiva per la nomina del Presidente della Repubblica, Saccoccia ha concretizzato una nomina che presenta punti ancora non del tutto chiari: con una selezione in cui tutti i candidati hanno avuto uguale valutazione — salvo poi selezionare il vincitore solo dopo un colloquio — ha proposto al CdA la nomina, come direttore amministrativo, dell’ex presidente dei Revisori dei Conti dell’agenzia Natale Monsurrò che aveva terminato il suo compito solo pochi mesi prima; per di più facendolo passare dal livello di seconda fascia sino ad allora ricoperto al Mef, da cui proveniva, ad uno di prima fascia con un decreto del direttore generale dell’Asi.

Il fatto presenta molti dubbi sia sul piano dell’opportunità sia su come l’operazione è stata portata a termine. In altre istituzioni sia pubbliche che private non è mai successo che chi per alcuni anni ha svolto un ruolo di controllo dei conti di un ente venga poi dallo stesso assunto non appena termina il ruolo precedente; di norma sono richiesti anni di interruzione dal rapporto precedente proprio per fugare dubbi.

Ancora più stano, secondo la ricostruzione del quotidiano La Verità, è stato il supporto all candidatura portato dal sostituto del Rappresentante della Corte dei Conti che in CdA, dove è prassi che il Consigliere della Corte dovrebbe tacere e valutare, invece è specificatamente intervenuto sostenendo la scelta.

Tuttavia, nella rettifica inviata dall’Asi a La Verità in merito alla ricostruzione del quotidiano sulla nomina, l’Agenzia replica che “l’Asi, d’intesa proprio con il Mur […], prima di approvare la nomina ha richiesto un parere al Dipartimento della funzione pubblica che ha confermato che non si ravvisavano elementi ostativi e che il conferimento dell’incarico dirigenziale in questione era conforme al quadro giuridico di riferimento”.

Saccoccia da tempo non si risparmia per offrire motivo di discussione, ecco un nuovo esempio in cui, va detto con orgoglio, l’Asi ha battuto in fantasia e velocità tutte le Agenzia spaziali internazionali più importanti.

È da poco infatti che sul sito dell’agenzia è apparsa una pubblicità che certamente ci fa superare come Italia ogni record precedente sul tema: dal catalogo del negozio on line dell’Asi spicca la pubblicità di un fondamentale prodotto molto qualificante per l’Agenzia spaziale italiana: un dispenser per sacchetti igienici necessari a raccogliere le feci dei cani su cui svetta il logo dell’agenzia.

Il Mur appare oramai del tutto cancellato dal quadro forse anche, come alcuni suggeriscono, per mettere la sordina all’errore fatto dal Ministero che si era completamente schiacciato sulle posizioni assunte a suo tempo da Tabacci, quando era delegato. Questo dovuto alla scelta strategica, rivelatasi errata, del consigliere (non ufficiale ma importante suggeritore) della ministra Messa, ex Presidente del Cnr, e da lei molto ascoltato.

Comincia ad aleggiare anche qualche perplessità sui comportamenti del ministro Colao: ci si chiede, ma è possibile che sia all’oscuro di quanto succede in Asi? Non si rende conto che questo limbo in cui oramai si galleggia non nuoccia alla credibilità dell’Agenzia ma anche del Governo?

Sono domande lecite che si spera trovino una risposta rapida e possibilmente prima dell’arrivo delle prossime elezioni del 2023. Questo nell’interesse di quanti operano nel settore ad ogni livello, industriali e ricercatori, tutti stanchi dei riflessi negativi che la situazione determina.

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