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Spazio, l’Italia punta a scavalcare la Francia in Algeria?

Firmato il protocollo tra l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e l’Agenzia Spaziale Algerina (Asal). Ora per l’Algeria è tempo di vendere il gas e di acquistare satelliti, servizi satellitari e competenze. Il punto di Enrico Ferrone

 

La Presidente Giorgia Meloni è dunque in Algeria. E come ha scritto StartMag, la delegazione italiana non pensa solo al gas, che -sappiamo bene- è un business essenziale in un momento così drammatico per l’economia e per l’intera comunità, con il freddo che incalza. C’è evidentemente dell’altro oltre gli affari di Eni che rappresenta il principale asse portate italiano delle imprese pubbliche nazionali.

È così che intendiamo la presenza di Giorgio Saccoccia nella prima visita africana della premier. E ci sta la firma del protocollo con il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Algerina (Asal) Azzedine Oussedik. Per stabilire un quadro di cooperazione nel campo dell’esplorazione spaziale, dell’osservazione della Terra, delle tecnologie spaziali e della formazione, al fine di attuare progetti di reciproco interesse. Temi di ampio respiro che potrebbero stabilire una valenza di grande efficacia tra i due Paesi, visto che la cerimonia si è perpetrata alla presenza del capo dell’esecutivo italiano e del Presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune.

Il Protocollo, recita un comunicato della nostra agenzia spaziale, rimarrà valido per un periodo di cinque anni e mira a rafforzare la collaborazione bilaterale tra Italia e Algeria attraverso progetti di interesse comune tramite l’interscambio di conoscenze nei campi di scienza e tecnologia spaziali, l’organizzazione di seminari e workshop congiunti, lo sviluppo di progetti, l’attuazione di programmi di formazione, la conduzione di progetti di ricerca congiunti.

Un patto di lunga durata per il presidente Saccoccia che in molti corridoi si sussurra pronto per un’altra destinazione? Può darsi, anche se la componente che lo scelse ai suoi tempi fa parte della compagine di governo e non sembra voler mollare le sue posizioni. Più plausibile, la mossa di un accordo con l’Algeria è quello di mettere qualche altro granello di sabbia nei difficili ingranaggi che muovono l’alleanza dell’Italia con la Francia: che i nostri vicini pensano e sperano di non aver mai smesso di esercitare tutte le loro pressioni politiche di una passata colonia, quale è stata l’Algeria, non lo dubita nessuno, mentre si continua a far prosperare la povertà tramite corruzione e oppressione.

Ora per l’Algeria è tempo di vendere il gas e di acquistare satelliti, servizi satellitari e competenze. E non con la Francia!

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