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SoftBank si dilegua dal colosso cinese Alibaba?

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Softbank ha venduto un terzo della quota in Alibaba e ne ricava 22 miliardi. La svolta del conglomerato giapponese, storico finanziatore di Jack Ma, arriva quando il colosso dell’e-commerce cinese sta affrontando complicazioni

Softbank si preparare a cedere la sua quota di Alibaba.

Il conglomerato giapponese Softbank ha sottoscritto contratti derivati sulla vendita con opzione di riscatto per circa un terzo della sua storica quota sul gigante dell’e-commerce cinese Alibaba, da cui ha ricavato circa 22 miliardi di dollari. Lo riferisce il Financial Times sulla base delle documentazioni contabili prodotte dal gruppo nipponico, che ora si ritrova con oltre metà della sua partecipazione sulla società cinese impegnata in contratti di vendita analoghi.

Il tutto si verifica mentre la US Securities and Exchange Commission (Sec) ha aggiunto Alibaba a un elenco di oltre 250 società cinesi che potrebbero subire il delisting a Wall Street a causa del mancato rispetto dei requisiti di revisione finanziaria.

Alibaba si “sforzerà” di mantenere la quotazione di New York nonostante l’aggiunta alla watchlist della Sec ha affermato la società lunedì in una dichiarazione alla borsa di Hong Kong. Le nuove regole contabili è il fronte su cui si è aperto un nuovo contenzioso tra Washington e Pechino. Il gruppo ha fatto richiesta di quotazione primaria al mercato di Hong Kong.

Tuttavia, ieri il titolo di Alibaba ha guadagnato l’1,5%, grazie a una trimestrale migliore delle attese. Nonostante Alibaba abbia battuto le stime, è la prima volta che l’azienda registra una crescita piatta. Il gruppo cinese dell’e-commerce ha registrato un leggero calo dei ricavi trimestrali per la prima volta nella sua storia.

Tutti i dettagli.

SOFTBANK DISMETTE QUOTE DI ALIBABA

Softbank, il gruppoguidato dal miliardario fondatore Masayoshi Son, ha venduto quest’anno circa un terzo della sua partecipazione in Alibaba.

A meno di futuri ripensamenti, e relative massicce spese, la quota di Softbank nel risulterà drasticamente ridotta. Una svolta storica, secondo il quotidiano finanziario londinese, dato che il gruppo era stato tra i principali finanziatori della società di Jack Ma quando era una startup, con un finanziamento di circa 20 milioni di dollari 20 anni fa, che sono andati a lievitare e che il gruppo nipponico non ha mai liquidato.

Queste vendite prevedono appunto un patto di riscatto con cui la società potrebbe riappropriarsi delle azioni. Ma secondo il Ft è improbabile che venga esercitato.

La scommessa di SoftBank su Alibaba durante la sua nascita aveva reso il suo ceo Masayoshi Son l’uomo più ricco del Giappone nell’ultimo decennio. Tuttavia, ha perso questo titolo quando le azioni di Alibaba sono diminuite a causa delle pressioni normative.

LA STRETTA DI PECHINO SUL COLOSSO CINESE

Nel frattempo, in Cina il colosso tecnologico fondato da Jack Ma ha affrontato un’indagine antitrust e una multa da 2,8 miliardi di dollari l’anno scorso.

Negli ultimi tempi il fondatore Jack Ma è quasi scomparso dalla vista del pubblico. E ora sta ora pianificando di rinunciare al controllo della consociata di Alibaba, Ant Group, secondo il Journal. Da oltre un anno Ant Group è nel nel mirino delle autorità di regolamentazione del mercato di Pechino. Nel 2020 le autorità cinesi hanno bloccato in extremis l’offerta pubblica iniziale (Ipo) da oltre 34 miliardi di dollari che avrebbe dovuto portare la compagnia sulle borse di Shenzhen e Hong Kong.

LO SCENARIO GEOPOLITICO

Non si può escludere nemmeno che tra le considerazioni che hanno portato Softbank a queste transazioni vi siano anche elementi di natura geopolitica sulle crescenti tensioni che si stanno creando tra Usa e alleati da una parte, tra cui il Giappone, e Russia e Cina e diversi paesi emergenti dall’altra su una molteplicità di episodi, tra cui la guerra in Ucraina e le mire cinesi su Taiwan.

IL PRIMO CALO DEL FATTURATO NELLA STORIA DI ALIBABA

Infine, il gruppo cinese dell’e-commerce Alibaba ha registrato un leggero calo dei ricavi trimestrali per la prima volta nella sua storia. Per il primo trimestre dell’anno fiscale 2022-2023 il fatturato è stato di 205,55 miliardi di yuan, dai 205,7 miliardi di yuan dello stesso periodo del 2021. L’utile netto si attesta a 22,73 miliardi di yuan contro i 18,72 miliardi di yuan attesi dal consensus degli analisti.

Nel trimestre, Alibaba ha dovuto affrontare una serie di venti contrari, tra cui una recrudescenza del Covid in Cina che ha portato al blocco delle principali città e un’economia cinese fiacca nel secondo trimestre.

In una nota il gruppo ha parlato di un ‘declino’ delle attività commerciali compensato da quelle sul cloud. “Dopo aprile e maggio relativamente deboli, a giugno vediamo segni di ripresa nella nostra attività”, ha affermato il ceo del gruppo Daniel Zhang.

 

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