Innovazione

L’industria farmaceutica ha abbandonato l’Alzheimer? Po sente Cattaneo (Ebri)

di

francobollo

Il “Senno di Po”, l’audio-blog di Ruggero Po per Start con il prof Antonino Cattaneo, presidente di Ebri (European Brain Research Institute), approfondisce lo stato della ricerca sull’Alzheimer

Il “Senno di Po”, l’audio-blog di Ruggero Po per Start, con il prof Antonino Cattaneo, presidente di Ebri, sullo stato della ricerca sull’Alzheimer.

L’Ebri (European Brain Research Institute) è l’istituto di ricerca fondato da Rita Levi Montalcini, specializzato nel campo delle neuroscienze.

Gli italiani colpiti da demenza sono 1 milione duecento mila e circa la metà è affetta da Alzheimer. Eppure, anni di ricerca non hanno ancora portato a un farmaco.

Dalla conversazione emerge che l’industria farmaceutica ha smesso di investire e tratta questa malattia che coinvolge 600mila italiani alla stregua di una malattia rara.

“Il nostro paese ha un problema cronico di non investire a sufficienza nella ricerca. Ma questo problema è ancora ulteriormente aggravato nel caso della ricerca sulla malattia di Alzheimer”. In particolare all’Ebri, la difficoltà consiste che l’accesso competitivo ai finanziamenti nazionali, non è permesso per i regolamenti vigenti”.

“I 60 ricercatori dell’Ebri finanziano le proprie ricerche partecipando a bandi competitivi internazionali ma non possono accedere alla competizione su bandi nazionali”.

“L’industria farmaceutica ha investito tantissimo nei 20 anni passati, puntando su pochi approcci, rivelatesi inefficaci”. Per questo ora si ritrova alla casella di partenza con molte big pharma che si stanno ritirando dalla ricerca sull’Alzheimer.

“Se si lascia al puro mercato la scelta di investire su una malattia o un’altra, l’industria farmaceutica considera l’Alzheimer alla stregua di una malattia rara”.

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