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Qualcomm, che cosa sta architettando l’ex ceo Paul Jacobs

Semiconduttori

Dopo Broadcom, Paul Jacobs, l’ex ceo di Qualcomm e figlio del fondatore, prova ad acquisire l’azienda. Tutte le indiscrezioni nell’articolo di Giusy Caretto

Nemmeno Trump è riuscito a mettere la parola “Fine” alla storia della possibile acquisizione (non sollecitata) di Qualcomm. Dopo le varie offerte di Broadcom, più volte rifiutate dalla società americana produttrice di chip, ora a mettere gli occhi sull’azienda è qualcuno di più famigliare: Paul Jacobs, ex ceo e poi presidente esecutivo della società, fino a qualche giorno fa.

PRESTO UNA NUOVA OFFERYA

Secondo le indiscrezioni del Financial Times, Paul Jacobs sarebbe pronto a lanciare un’offerta, insieme ad alcuni investitori, per rilevare l’azienda da 89 miliardi di dollari. La questione, dunque, diventa una cosa di famiglia: Paul Jacobs, infatti, è figlio di Irwin Jacobs, l’uomo che insieme a Andrew Viterbi, nel 1985, ha dato vita a Qualcomm.

I POTENZIALI INVESTITORI

Jacobs effettuerebbe un buyout, un’acquisizione da parte del top management insieme ad investitori, tra cui (sempre secondo indiscrezioni) comparirebbe SoftBank, gruppo giapponese che controlla il fondo Vision da 100 miliardi di dollari. Il fatto che Qualcomm sia un investitore in Vision Fund, però, non renderebbe la cosa semplice.

Paul JacobsL’ex Ceo avrebbe già informato i membri del board circa la sua intenzione di lanciare l’acquisizione secondo tre persone informate dei fatti che cita il Financial Times.

UN NUOVO INTERVENTO DEL GOVERNO AMERICANO?

Se anche Softbank comparirà tra gli investitori, l’operazione di acquisizione coinvolgerebbe un fondo straniero, indispettendo (come già stato per Broadcom) il comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti

COSA E’ SUCCESSO CON BROADCOM

Broadcom ha presentato la prima offerta (130 miliardi di dollari, debito incluso) per l’acquisto non sollecitato di Qualcomm a novembre 2017. Offerta poi rifiutata. A inizio febbraio, Broadcom ha rilanciato portando l’offerta a 146 miliardi di dollari (121 miliardi se si esclude il debito). Sul piatto ci sarebbero 82 dollari per ogni azione di Qualcomm.

Qualcomm stava già cercando di resistere alla proposta di acquisto, ma a chiudere la porta a Broadcom è stato Trump, che ha firmato un decreto col quale blocca l’acquisizione e la battaglia per il controllo del produttore di chip mobile.

“Ci sono prove credibili che mi portano a credere che Broadcom, acquisendo Qualcomm, possa rappresentare una minaccia in grado di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, avrebbe scritto Trump nel provvedimento.

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