Con ogni probabilità nessuno ricorderà del Fire Phone di Amazon, uno dei flop più clamorosi a livello hardware della multinazionale americana che già più di due decadi fa provava a espandere i propri affari e la propria sfera di influenza piombando in un mercato che iniziava a essere saldamente nelle mani di produttori cinesi.
IL FIRE PHONE DI AMAZON NON INFIAMMÒ NESSUNO
Nessuno o quasi si ricorda del Fire Phone perché restò in commercio appena un anno e tre mesi: dal mega evento del 18 giugno del 2014 al 10 settembre del 2015. Il device debuttò con un prezzo di listino da 649 dollari ma dopo sessanta giorni le scorte erano tali nei magazzini di Seattle che Amazon aveva iniziato a prezzarlo 230 dollari, fino all’uscita di scena improvvisa (ma non inattesa) con il colosso dell’e-commerce che dichiarava avere approfittato dell’esaurimento di tutte le scorte e gli analisti che malignavano di un numero di device invenduti a dir poco alto.
AMAZON CI RIPROVA CON GLI SMARTPHONE
Secondo Reuters, la Big Tech fondata da Jeff Bezos nonostante l’evidentissimo flop, non avrebbe accantonato il desiderio di dire la sua anche nel segmento dei dispositivi portatili, tanto più che Google ha ripreso a correre nella produzione di smartphone e smartwatch (accantonata invece quella dei tablet, dopo un ultimo device che si poneva più come una interfaccia per i servizi di domotica, sulla falsariga dei recenti Echo Show proprio di Amazon).
UNO SMARTPHONE CHE SIA ANCHE UN DEVICE AI?
Le indiscrezioni parlano di un dispositivo strettamente connesso non solo all’ecosistema software di Amazon (ecommerce, servizi di streaming musicale e video, ebook e ovviamente pure la linea per la casa smart) ma soprattutto all’Intelligenza artificiale: con ogni probabilità si fa riferimento a quella proprietaria nota come Alexa Plus. Costituirebbe insomma la “zampata” alle rivali che i fan del marchio attendono da parecchio tempo dal momento che finora Amazon in fatto di Ai ha solo inseguito.
La sola certezza in merito è che i tempi non paiono sufficientemente maturi per rivoluzionare il settore: chi nell’ultimo periodo ha cercato di costruire dispositivi totalmente incentrati sugli algoritmi intelligenti nella convinzione che gli smartphone tradizionali abbiano i giorni contati si è rapidamente scontrato con l’indifferenza del mercato: emblematici i fallimenti commerciali di Humane AI (nonostante gli investimenti che avevano portato la startup fondata da due ex Apple a valere 1 miliardo di dollari) e Rabbit R1. La crisi delle RAM potrebbe inoltre rendere tutto ancora più difficile dal momento che molti produttori stanno ritornando a tagli più piccoli ed economici. E le Ai invece hanno bisogno di tanta memoria per funzionare come si deve.
AMAZON HA UN ASSO NELLA MANICA PER ANIMARE IL PROPRIO SMARTPHONE?
La scorsa estate Amazon aveva ufficializzato l’acquisizione di Bee, startup fondata da Maria de Lourdes Zollo ed Ethan Sutin che aveva fatto notizia proprio per avere sviluppato un dispositivo indossabile basato sull’intelligenza artificiale ambientale. Anche in quel caso Amazon aveva già all’attivo esperimenti fallimentari (la linea Halo chiusa nel 2023 ad appena tre anni dal lancio della fitness band senza display) e pertanto potrebbe voler riallacciare il discorso, questa volta declinandolo sottoforma di smartphone.
Per Reuters comunque il progetto dello smartphone made in Amazon sarà guidato da ZeroOne, team recentissimo, nato appena nel 2025 proprio per esplorare soluzioni innovative in nuove categorie tecnologiche. A capo del progetto c’è J Allard, ex Microsoft nonché co-founder del team Xbox che starebbe lavorando assieme a un altro volto noto in quel di Redmond: Panos Panay (responsabile del progetto Surface).
UN TABLET PER CONTROLLARE LA PROPRIA CASA SMART?
Sempre indiscrezioni di stampa parlano pure dello sviluppo di un tablet Android: data la seconda giovinezza vissuta da questo tipo di dispositivi portatili sempre più venduti non si può dire che tale notizia sorprenda anche perché seguendo l’esempio di Google (e forse pure di Apple) potrebbe trattarsi di un dispositivo portatile pensato per interfacciarsi con la domotica, segmento che Amazon presidia da tempo.







