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Cosa può fare l’intelligenza artificiale per lo sviluppo dell’Italia

Intelligenza Artificiale

L’intervento di Alessandra Servidori, docente di politiche del lavoro, componente del Consiglio d’indirizzo per l’attività programmatica in materia di coordinamento della politica economica presso la presidenza del Consiglio

 

Lo sviluppo sostenibile è materia di cui si occupa il CIPESS, il Comitato di coordinamento del CIPE, e in questo periodo di forte discussione sulle alleanze – ma poco sui programmi – in vista delle prossime elezioni è importante chiarire cosa è stato ed è l’impegno di questo gruppo di lavoro nel monitorare la spesa sui vari progetti che vengono analizzati anche inerenti al PNRR.

Ma non solo, ed è stata materia particolarmente attenzionata dalla direttiva che il presidente del Consiglio nel dicembre 2021 ha emanato perché il nostro Comitato elaborasse (entro il 2022) le linee guida che devono accompagnare la predisposizione dei progetti.

Lo sviluppo sostenibile rappresenta un tema di notevole rilevanza, affiancandosi alla centralità che parallelamente le tematiche sociali, ambientali ed ecologiche: è evidente  che il pianeta in cui viviamo soffra l’urgenza di un’adeguata tutela e protezione, da realizzarsi per mezzo di un consumo e una produzione sostenibili, affinché sia in grado di supportare nella maniera più efficiente possibile i bisogni delle generazioni presenti e future.

Il legislatore italiano nel novembre 2021 ha approvato il Programma strategico per l’Intelligenza artificiale 2022-2024, consistente nella definizione di politiche volte ad accelerare l’innovazione e lo sviluppo delle potenzialità dell’Intelligenza artificiale nel contesto italiano, strumentale anche all’attuazione del PNNR nella misura in cui dedicato agli obbiettivi di digitalizzazione ed innovazione della PA e del sistema produttivo. A beneficiare della potente intelligenza artificiale non è tuttavia solamente la pubblica amministrazione, ma anche l’ambiente, la vendita, la comunicazione e l’educazione delle persone possono trarre vantaggi consistenti da un proficuo utilizzo di mezzi innovativi.

È evidente il ruolo giocato dall’e-commerce, strumento  che consente  anche ad imprenditori “isolati” di collegarsi ad una rete più ampia, il cui uso è cresciuto sensibilmente nel corso della crisi pandemica che oramai da due anni a questa parte ha stravolto le nostre routine. Analogamente, l’educazione in modalità on-line si è rivelata, in un momento di distanziamento sociale obbligato, imprescindibile e di utilità, al fine di garantire un’adeguata educazione ai giovani, indipendentemente dalle infrastrutture di cui ciascun Paese dispone e in Italia le differenze sono notevoli soprattutto al sud.

Dal punto di vista sociale, l’intelligenza artificiale è d’ausilio, per mezzo di immagini satellitari, nel processo di identificazione delle aree di povertà nonché nel sostenimento di azioni internazionali, ma non sempre i vantaggi tecnologici dalla stessa forniti sono  in grado di produrre un impatto positivo sull’economia, con la capacità di aumentare la produttività e di automatizzare  processi decisionali.

I  sistemi di intelligenza artificiale possono giocare, se utilizzati in maniera corretta, un ruolo rilevante  nella riduzione delle disuguaglianze. L’assenza di equità nella distribuzione dei redditi, diffusa a livello globale in maniera allarmante, si è attestata ai livelli più elevati nei paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OCSE). Tali disparità di reddito sono ancora più evidenti abbinate ad una distribuzione della ricchezza non omogenea. I cosiddetti sistemi di “machine learning” possono fornire un rilevante sostegno nell’individuazione dei soggetti a rischio e nella conseguente prevenzione di situazioni d’emergenza, nella riduzione del ricorso alla finanziarizzazione dell’economia, nell’aumento dell’occupazione.

Dunque vi è comunque la necessità di un uso ragionato e prudente dei sistemi digitali, perché dagli studi effettuati si evince come l’intelligenza artificiale sia in grado di avere un impatto positivo sul 79% dei target ma possa, al contempo, avere un effetto contrario sul 35% degli stessi: prendendo in considerazione gli obiettivi concernenti la categoria sociale, se da un lato la tecnologia può essere d’ausilio nella fornitura di cibo e nell’assistenza sanitaria e incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili e lo sviluppo di città verdi, dall’altro sono inevitabilmente richieste ingenti risorse  disponibili solamente mediante centri di calcolo con un forte impatto energetico. E in questo particolare momento in cui la guerra ci porta ad una riduzione delle fonti energetiche, questo potrebbe, ad esempio, essere ridotto per mezzo di sistemi di raffreddamento più efficienti per data center e di un miglior utilizzo delle energie rinnovabili.

Analogamente comunque, in ambito di disuguaglianze, la sostituzione, favorita dai processi digitali, delle occupazioni tradizionali con nuove posizioni richiedenti maggiori competenze, potrebbe produrre l’opposto effetto di avvantaggiare in maniera eccessiva la classe sociale maggiormente istruita, a scapito invece di quanti presentino maggiori difficoltà nell’accesso all’istruzione.

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