Innovazione

Sulla privacy è guerra aperta tra Apple e Facebook

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Il nuovo datagate che ha colpito Facebook ha fatto infuriare Apple tanto che la Mela di Cupertino ha bloccato il certificato sviluppatori del social

Facebook inciampa di nuovo sulla privacy ma stavolta scatena l’ira di Apple. A seguito di un’inchiesta di TechCrunch, la società di Cupertino ha bloccato una app di Facebook revocando il certificato sviluppatori che in teoria dovrebbe essere usato solo in ambito enterprise. È guerra aperta tra i due titani.

ANNO NUOVO, NUOVO SCANDALO

Non è passato nemmeno un anno dal datagate che ha travolto il gruppo di Mark Zuckerberg e Cambridge Analytica, la società britannica che ha violato 87 milioni di profili Facebook con l’obiettivo di utilizzare i dati per influenzare elezioni politiche. Ora ci risiamo. Martedì il sito americano TechCrunch ha rivelato che dal 2016 Facebook ha pagato utenti tra i 13 e i 35 anni fino a 20 dollari al mese per installare un’app che permetteva al social network di monitorare qualsiasi attività dell’utente.

FACEBOOK RESEARCH, DI COSA SI TRATTA

Nello specifico, si tratta di una Vpn (una rete di telecomunicazione privata) chiamata “Facebook Research”, gestita da tre servizi specializzati nei test di app provvisorie: Applause, BetaBound e uTest. Secondo gli specialisti che hanno analizzato Research, in cambio di 20 dollari al mese gli utenti consentivano l’accesso a messaggi privati sui social media, chat nelle app di messaggistica istantanea (foto e video compresi), email, ricerche web, navigazione, posizione, monitoraggio delle app scaricate. Insomma, un accesso “quasi illimitato” allo smartphone dell’utente.

Ma la scoperta non riguarda soltanto una questione di privacy (con il coinvolgimento di minori tra l’altro). Facebook Research è molto simile a Onavo, altra app del gruppo di Menlo Park con lo stesso obiettivo: raccogliere dati e analizzarli.

LE APP DI ZUCKERBERG CHE NON PIACCIONO A COOK

Proprio Onavo è stata bandita dall’Apple Store la scorsa estate. “Lavoriamo duramente per proteggere la privacy degli utenti e la sicurezza dei dati in tutto l’ecosistema Apple” aveva dichiarato la società di Tim Cook. “Con l’ultimo aggiornamento delle nostre linee guida, abbiamo chiarito esplicitamente che le app non devono raccogliere informazioni su quali altre app sono installate sul dispositivo dell’utente a fini di analisi o marketing e devono chiarire quali dati utente saranno raccolti e come saranno usati”. Proponendo un’applicazione gemella, Facebook ha di fatto aggirato le norme dell’App Store. Inoltre, Research è stata creata utilizzando un certificato di sviluppo aziendale (EDC) rilasciato da Apple alle aziende che hanno bisogno di creare applicazioni per uso interno.

ZUCKERBERG SI GIUSTIFICA

Facebook non ha negato l’esistenza del programma, piuttosto si è difesa dall’accusa di spionaggio insistendo sul fatto che gli utenti che accettavano di partecipare erano a conoscenza dei fatti. Inoltre, gli adolescenti erano “meno del 5%” e “tutti avevano il permesso scritto dei loro genitori”.

MA LE PERPLESSITÀ RESTANO

Tuttavia secondo TechCrunch, era pressoché impossibile per i volontari – dai 13 ai 35 anni – sapere esattamente a cosa si stessero esponendo.

L’IRA DI APPLE

“Facebook ha utilizzato i propri membri per distribuire un’app di raccolta dati ai consumatori, il che rappresenta una chiara violazione dell’accordo con Apple”, ha dichiarato la società di Cupertino. Apple ha “punito” allora Facebook, revocandogli la licenza di distribuzione per i programmi di sviluppo. In questo modo ha interrotto la capacità di Facebook di distribuire versioni beta interne delle app iOS, ostacolando lo sviluppo del prodotto dell’azienda.

I CERTIFICATI DI CUPERTINO

Come spiega Reuters, Apple offre i cosiddetti certificati che consentono alle aziende un maggiore controllo sugli iPhone, con la possibilità di installare da remoto app, monitorare l’utilizzo e l’accesso delle app ed eliminare i dati di proprietà di un’azienda su un iPhone. Apple ha progettato il programma per le imprese che mettono a disposizione dello staff gli iPhone per compiti ufficiali.

FACEBOOK AL BANDO SUGLI IPHONE?

Come avrete notato non è sparito Facebook dagli iPhone. Il bando infatti non influisce sulle app del gruppo Facebook (WhatsApp e Instagram per esempio) nell’App Store di Apple. Con questo divieto Facebook non sarà più in grado di distribuire app interne ai propri dipendenti.

IL BANDO  CHE MANDA IN TILT MENLO PARK

E se ne sono accorti nel quartier generale di Facebook a Menlo Park, in California, dove i dipendenti erano incapaci di comunicare con i colleghi, accedere alle informazioni interne e persino utilizzare il trasporto aziendale.  Secondo un memo interno, ottenuto da Business Insider, all’improvviso hanno smesso di funzionare app come Ride, che consente ai dipendenti di prendere navette tra gli edifici nel campus in espansione della società di Zuckerberg e Mobile Home, un portale di informazioni per i dipendenti.

LA SUPREMAZIA DI APPLE

La mossa ha aumentato drasticamente le tensioni tra Facebook e Apple: nell’ultimo anno infatti Cook non ha perso occasione per prendere le distanze da Zuckerberg e criticare il business model su cui prospera il social network. Ma sulla guerra tra i due i giganti e la momentanea supremazia di Apple, il sito The Verge pone un’interrogativo interessante. Se Tim Cook può causare questo caos, seppur giustificato, in un solo giorno a Facebook,  provate solo a immaginare quale potere Apple ha su noi semplici utenti.

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