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Problemi di privacy, che cosa ha confessato Google al Senato Usa

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Privacy e non solo al centro dell’udienza al Senato americano che ha convocato Google e altri dirigenti di Apple, Amazon e Twitter per interrogare i giganti della tecnologia sulle loro pratiche di protezione dei dati degli utenti

Sì lo ammette. Secondo Reuters il motore di ricerca numero uno al mondo riconoscerà di aver commesso “errori” nella protezione dei dati personali dei suoi utenti nel corso dell’audizione odierna davanti alla commissione Commercio del Senato americano.

La commissione ha convocato Google e altri dirigenti di big tech – Twitter, Facebook, Apple e Amazon – per chiedere commenti su come impostare le norme sulla privacy dei dati a livello nazionale in seguito ai nuovi severi requisiti adottati dall’Unione europea (il Gdpr entrato in vigore lo scorso 25 maggio) e dalla California.

Le aziende tecnologiche sono finite nel mirino dei regolatori in materia di tutela dei dati in seguito allo scandalo Cambdrige Analytica, una società britannica di consulenza politica, che ha ottenuto informazioni su 87 milioni di utenti di Facebook senza il loro permesso.

L’AMMISSIONE DI GOOGLE

“Riconosciamo di aver commesso errori in passato, da cui abbiamo appreso e migliorato il nostro robusto programma sulla privacy”, dichiarerà il neo Chief Privacy officer di Google Keith Enright al Comitato del Commercio del Senato, secondo l’agenzia stampa Reuters, che ha visionato il documento in anteprima. Avvocato di lungo corso in materia di privacy, Enright è stato nominato soltanto recentemente responsabile della privacy per il colosso di Mountain View. La testimonianza scritta non specifica però quali errori l’azienda avrebbe riconosciuto.

GLI ERRORI DI BIG G

Basta fare un passo indietro a questa estate. A luglio, è stato diffuso un rapporto che rivelava che le applicazioni di terzi avevano consentito ai propri dipendenti di visualizzare i messaggi degli utenti di Gmail, il popolare servizio di posta di Google. Ad agosto, la società madre di Google, Alphabet, è stata citata in giudizio e accusata di tracciare illegalmente movimenti di milioni di utenti di iPhone e telefoni Android anche quando utilizzano un’impostazione di privacy per impedirlo.
Ma queste sono soltanto le più recenti preoccupazioni sulla privacy, per conoscerle tutte si può consultare la pagina di Wikipedia dedicata alla voce “Preoccupazioni sulla privacy relative a Google”.

CORSA AI RIPARI

In vista della convocazione al Senato, il colosso tecnologico di Mountain View ha lanciato lunedì un framework sulla privacy. Il documento contiene suggerimenti alle aziende circa una limitazione alla raccolta dei dati, l’obbligo di tutela verso tali dati e strumenti che consentano alle persone il controllo e un facile accesso alle informazioni raccolte su di loro.
“Questo documento si basa su privacy framework già consolidati, così come sulla nostra esperienza nella fornitura di servizi che si basano su dati personali e il nostro lavoro per conformarci all’evoluzione delle leggi sulla protezione dei dati in tutto il mondo”, ha precisato Keith Enright tramite post sul blog di Google.
Non finisce: è atteso venerdì l’incontro tra il numero uno di Google, Sundar Pichai, con i membri del Congresso americano in forma privata.

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