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Post Privacy Shield, a che punto è il nuovo accordo Usa-Ue sul trasferimento dati

Dati Commissione Ue

Gli Stati Uniti e l’Ue sono vicini a un nuovo accordo sui flussi di dati transatlantici?  Per Washington sì, per Bruxelles nì. Che cosa scrive Politico

A un anno dall’affossamento del Privacy Shield, ancora non c’è un un nuovo accordo Usa-Ue sul trasferimento i dati personali degli europei attraverso l’Atlantico per uso commerciale.

Ma per le alte sfere di Washington un nuovo accordo è vicino, ha riportato Politico.

Da quando lo scorso luglio la Corte di Giustizia Ue ha annullato il cosiddetto accordo “Privacy Shield”, i negoziatori su entrambe le sponde dell’Atlantico hanno lavorato su un accordo sostitutivo che consentirebbe alle aziende di trasferire i dati europei negli Stati Uniti con garanzie sufficienti contro le leggi statunitensi in materia di sorveglianza e sicurezza della privacy.

Finora i funzionari Ue hanno respinto le affermazioni secondo cui un accordo può essere concluso prima della fine del mese. Gli alti funzionari di Stati Uniti e Unione europea si incontreranno a Pittsburgh, in Pennsylvania, il 29 settembre per la riunione inaugurale del Consiglio per il commercio e la tecnologia Usa-Ue (Ttc).

Per Bruxelles anche un accordo prima della fine dell’anno sarebbe già un colpo di scena, riporta Politico.

Le grandi società su entrambe le sponde dell’Atlantico hanno supplicato i funzionari dell’Ue di ottenere qualsiasi accordo ma il prima possibile.

La continua incertezza sui colloqui sarà un duro colpo per le migliaia di imprese che fanno affidamento sulla possibilità di trasferire dati dall’Ue agli Stati Uniti. La cosiddetta sentenza Schrems II dello scorso luglio non solo ha annullato il Privacy Shield, ma ha anche sollevato dubbi sulla liceità delle clausole contrattuali standard.

Tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DI WASHINGTON

Secondo quanto scrive Politico, “Washington ha informato i gruppi industriali e gli attivisti per la privacy di aver proposto soluzioni “potenziate” per superare l’impasse, sebbene i dettagli su ciò che è stato offerto rimangano scarsi”.

Funzionari statunitensi affermano che un accordo politico potrebbe essere annunciato il 29 settembre per la riunione inaugurale del Consiglio per il commercio e la tecnologia Usa-Ue (Ttc)

E QUELLA DI BRUXELLES

“Stiamo lavorando per avere risultati specifici che non sappiamo ancora se saranno maturi. Ma è un dato di fatto che non raggiungeremo alcun tipo di maturità quando si tratta di flussi di dati”, ha dichiarato Margrethe Vestager, responsabile digitale dell’UE, in riferimento all’imminente riunione Ttc.

Come sottolinea Politico, “la Commissione europea è desiderosa di evitare l’ignominia di avere un terzo accordo sul trasferimento di dati annullato dalla più alta corte d’Europa. Per mantenere il patto, hanno fatto sapere i funzionari dell’Ue, gli Stati Uniti devono apportare modifiche legislative per limitare il modo in cui le agenzie di sicurezza nazionale americane possono accedere ai dati europei e offrire ai cittadini europei un modo più significativo per contestare tale accesso nei tribunali statunitensi”.

LE PRESSIONI USA

“Il libero flusso di dati con la protezione della privacy è ciò che mantiene competitive le nostre attività e le nostre economie”, ha detto il segretario al commercio degli Stati Uniti Gina Raimondo a una conferenza in Estonia all’inizio di questo mese. Il funzionario degli Stati Uniti ha anche incontrato di recente i commissari Thierry Breton, Didier Reynders e Věra Jourová per insistere sulla necessità di raggiungere un accordo sul trasferimento dei dati quanto prima.

“Tutti consideriamo la privacy un valore fondamentale e tutti apprezziamo la protezione dei dati”, ha aggiunto Raimondo durante il suo discorso a Tallinn. “Colmare il divario tra i nostri sistemi di protezione dei dati richiede di costruire su questi punti in comune e di farlo insieme”.

Tuttavia, quando i funzionari Usa si incontreranno con quelli Ue a Pittsburgh, discuteranno delle catene di approvvigionamento e della regolamentazione delle piattaforme, ma non di trasferimento transatlantico dei dati, secondo i funzionari di Bruxelles.

Per i funzionari europei i negoziati per un nuovo accordo post Privacy Shield richiedono discussioni separate.

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