Innovazione

Piaggio Aerospace, ecco novità e subbugli

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L’approfondimento dell’analista ed esperto di cose militari, Aurelio Giansiracusa, di Ares-Osservatorio Difesa

 

Arrivano a Piaggio Aerospace, da qui alla fine dell’anno, circa 700 milioni di euro che il governo intende destinare per la continuità industriale gravemente compromessa dalla stasi aziendale che ha colpito la ditta ligure nell’ultimo biennio.

Si tratta di una serie commesse destinate all’Aeronautica Militare e, marginalmente, alle altre Forze Armate.

In dettaglio, saranno stanziati 160 milioni di euro per l’acquisto di un sistema P1HH, UAV di categoria MALE (Medium Altitude Long Endurance) formato da due velivoli e una stazione di controllo a terra.

Come noto, trattasi di un progetto nato su iniziativa privata della Piaggio Aerospace che prevede la trasformazione del velivolo P-180 in un drone per missioni ISR (Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione).

Questo UAV trovò l’interesse degli Emirati Arabi Uniti che, tramite il fondo sovrano Mubadala, decise l’acquisto del pacchetto di maggioranza azionario della società ligure già in condizioni economiche non particolarmente brillanti.

Nel 2015 il governo dell’epoca, in accordo con Abu Dhabi, decise di “aiutare” il progetto, indicando l’Aeronautica Militare come ente di riferimento per lo sviluppo e la imprescindibile certificazione militare (e civile per i voli nelle aerovie civili) nonché quale cliente di lancio dell’UAV con otto sistemi, ognuno con due velivoli ed una stazione di controllo a terra.

Il velivolo ha avuto più di un problema, con un atterraggio fuori campo nell’aeroporto militare di Trapani-Birgi. e, soprattutto, un “bagno” fuori programma nelle acque antistanti il sedime aeroportuale siciliano.

Questo grave incidente ha segnato lo sviluppo del P1HH, bloccandolo perché l’inchiesta sull’incidente ha messo in luce gravi errori e problematiche non risolte.

A tutto ciò, si è aggiunto il disinteresse emiratino a proseguire il programma ed a “pompare” soldi per la necessaria ricapitalizzazione di Piaggio Aerospace, costringendo il governo, tramite il Ministero del Tesoro che mantiene una quota di minoranza, nonché il golden share, a scendere in campo per risolvere la grave crisi aziendale.

Tra l’altro, l’Aeronautica Militare, a seguito delle problematiche emerse con le prime esperienze del P1HH, aveva deciso di rinunciare agli otto sistemi che avrebbe dovuto acquistare, puntando invece su un progetto nuovo, il P2HH, profondamente rivisto, ed in grado di assicurare un miglioramento sostanziale sotto tutti i profili del P1HH, definito in un’audizione parlamentare nel 2018 dall’ex Capo di Stato Maggiore della Aeronautica, Generale Vecciarelli, oggi Capo di Stato Maggiore della Difesa, un velivolo non idoneo a rispondere ai requisiti dell’Arma Azzurra, con troppe limitazioni e criticità, privo di margine di sviluppo e buono solo per l’esportazione in Paesi che non avessero requisiti stringenti come quelli italiani.

Per il P2HH il governo Gentiloni prevedeva uno stanziamento di 766 milioni di euro, per lo sviluppo e l’acquisto di 10 sistemi ognuno con due velivoli ed una stazione a terra.

Ma il cambio di governo ha bloccato il progetto, ed è tornato di attualità il completamento del programma di certificazione del P1HH.

A questa commessa, palesemente indigesta per l’Aeronautica Militare, che come detto puntava a ben altro, si aggiungerà un’ulteriore commessa per l’ammodernamento di 19 P-180 già in servizio presso le FF.AA e l’acquisto di 9 velivoli di nuova costruzione (in buona parte già in avanzato stato di allestimento), aerei non indispensabili per le esigenze della Difesa.

Infine, sono stanziati fondi per la manutenzione motoristica, questa sì indispensabile, della flotta P-180 Avanti.

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