Innovazione

Perché serve un Cloud nazionale. Report Farefuturo

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“La sovranità dei dati è necessaria non solo per aumentare la sicurezza, ma anche perché la gestione delle stesse informazioni digitali si traduce in un potenziale enorme business che il nostro Paese oggi lascia alle grandi multinazionali”, si legge tra l’altro nel Rapporto sull’interesse nazionale appena pubblicato dalla Fondazione Farefuturo

 

Rapporto sull’Interesse nazionale: 52 autori, di destra e di sinistra, da Tremonti a De Masi, da Massolo ad Arcuri, da Sapelli a Pelanda, da Messa ad Aresu, per riflettere sull’interesse nazionale.

Italia 20.20 è il Rapporto sull’interesse nazionale appena pubblicato dalla Fondazione Farefuturo presieduta da Adolfo Urso (senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir), con più di 50 autori di diversi orientamenti culturali e politici. Si tratta di un’analisi ad ampio spettro sui principali dossier dell’interesse italiano, dalla demografia alla politica industriale, dall’organizzazione dello Stato alla politica internazionale. Un’attenzione particolare è dedicata alla sicurezza nazionale e alla difesa del patrimonio tecnologico, finanziario e industriale del Paese, delle sue infrastrutture materiali e immateriali.

Tra gli altri, ci sono due spunti rilevanti: da un lato un sì convinto a una sorta di Cloud statale per la Nuvola in cantiere per tutte le pubbliche amministrazioni; dall’altro la necessità di “rilanciare un multilateralismo possibile”.

Ecco due brevi estratti dal rapporto che riguardano proprio questi due aspetti:

Con il cloud tricolore, sovranità dei dati.  Un altro dossier sul quale il governo italiano dovrebbe accelerare riguarda la realizzazione di un cloud nazionale. L’operazione non è certo semplice per come è fatto il mercato. Certo, un cloud italiano consentirebbe di guadagnare la sovranità dei dati digitali in Italia che rafforzerebbe la sicurezza, la tutela della privacy e la cyber sicurezza dei dati digitali prodotti nel nostro Paese: che sia da privati, imprese o pubbliche amministrazioni. La sovranità dei dati è necessaria non solo per aumentare la sicurezza e la protezione delle informazioni digitali, ma anche perché la gestione delle stesse informazioni digitali si traduce in un potenziale enorme business che il nostro Paese oggi lascia alle grandi multinazionali. La sovranità dei dati, delle nostre informazioni, caratteristiche e conoscenze è alla base della sovranità nazionale.

Rilanciare un multilateralismo possibile. Il contesto internazionale in cui si muovono gli Stati è sempre più privo di «ombrelli protettivi». È sempre più un mondo di competitors nel quale ancoraggi tradizionali come la Nato, la stessa Ue, l’Onu sembrano attenuarsi come mezzi di legittimazione dell’attività internazionale. Per un Paese come il nostro e più in generale per i Paesi europei, è invece fondamentale rilanciare un multilateralismo possibile, meno ideologico rispetto al passato, e in linea con le nostre alleanze e con i nostri interessi nazionali. Per superarne la crisi oggi bisogna partire con un approccio bottom up, dagli interessi concreti, 333 promossi da coalizioni di Paesi che intendano compiere lo stesso percorso, per dirigersi auspicabilmente nella medesima direzione. Oltre a questo, in un mondo «multi-concettuale» diventa prioritario ricercare temi unificanti, fra tutti quelli della sicurezza cibernetica e dei cambiamenti.

ECCO LA SINTESI DEL RAPPORTO

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