Innovazione

Perché non andremo via dall’Italia. L’annuncio di De Vecchis (Huawei)

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Huawei

Che cosa ha detto Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la presentazione a Roma del Centro per la sicurezza e la trasparenza del gruppo cinese

Huawei replica a distanza alle minacce Usa e promette che non lascerà l’Italia nonostante il governo italiano si stia allineando di fatto agli input trumpiani contro il gruppo cinese. Ecco tutte le novità.

Huawei, nonostante gli attacchi Usa, non lascerà il mercato italiano e non abbandonerà il mercato. Lo ha precisato Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la presentazione del Centro per la sicurezza e la trasparenza proprio nel giorno in cui il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, è in visita a Roma anche per sollecitare il governo a bandire del tutto il gruppo cinese dalla realizzazione della rete di quinta generazione (anche se i paletti previsti dal governo sono stati giudicati positivamente da ambienti americani).

Una concomitanza di eventi che, spiega De Vecchis, “è una coincidenza, lavoravamo a questo evento da un anno”. Quanto agli attacchi “non sono nella testa di Trump” e “rimango basito – aggiunge De Vecchis – per il fatto che un Paese di quelle dimensioni faccia attacchi di demolizione” nei confronti del gruppo cinese.

“Il confronto geopolitico tra Paesi – ha aggiunto – ci ha disorientato, oggi continuiamo a lavorare dal punto di vista tecnico”. Nonostante tutto “noi non molliamo, non molleremo” e “non andremo via dall’Italia, non andremo via da questo mercato”.

In generale ha proseguito De Vecchis, “noi siamo diventati leader di mercato, vogliamo continuare a essere trend setter”. Inoltre “ci auguriamo che questa pressione geopolitica diventi regolare contrapposizione tra sistemi politici diversi sui quali noi non entriamo, non siamo economisti e politici, noi continuiamo a lavorare, a investire cercando di mantenere la leadership”.

Riguardo al rischio che Huawei rallenti nella costruzione delle reti, De Vecchis chiarisce che “se dovessimo rallentare un pochino per lo shortage (la carenza, ndr) di materie prime, semiconduttori, ci vorrà qualche anno ma noi diventeremo indipendenti. Cosa che non vorremmo perché vorremo invece continuare a lavorare con tutte le aziende del mondo che ci stimano”.

Quanto al tema della sicurezza dell’hardware, De Vecchis ha sottolineato che si tratta di “un tema complesso sul quale abbiamo ricevuto richieste dagli operatori a seguito di notifiche che abbiamo ricevuto. Ci siamo detti disponibili a effettuare queste verifiche, finora nel mondo non ci era stato chiesto, è una cosa nuova che sta venendo fuori in Italia. E’ un tema su cui dobbiamo confrontarci con gli operatori e le istituzioni per capire che cosa intendono per verifiche dell’hardware, mantenendo il tema della proprietà intellettuale”.

Huawei Italia lancia il “Cybersecurity & Transparency Center” , la cui inaugurazione è prevista a settembre. Nel centro, che sarà realizzato a Roma, è prevista la messa a disposizione per clienti ed operatori del codice sorgente, al fine di verificarne la sicurezza. Come ha spiegato Giuseppe Pignari, Cyber Security Officer di Huawei Italia, il centro si svilupperà su tre aree: una dedicata alla cooperazione e all’innovazione, un’area dedicata alle demo “che accompagnerà i visitatori attraverso le tematiche della cybersecurity” e una zona per i test e le verifiche.

Oggi, continua Pignari, “siamo alla fine della fase uno, abbiamo scelto la location e approvato il budget, da domani partirà la fase due che ci porterà alla selezione delle aziende per realizzare e costruire il centro”. A settembre 2021, prosegue Pignari, “prevediamo di inaugurare il centro”. L’apertura dei codici sorgenti, ha precisato Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia, “non è stata fatta da nessun altro, c’è una grande padronanza della nostra tecnologia”.

Il centro, in particolare, illustrerà le pratiche di cyber security end-to-end adottate da Huawei per la sicurezza e la privacy, dalle strategie alla catena di approvvigionamento, alla ricerca e sviluppo, fino ai prodotti e soluzioni. Fornirà ai clienti l’opportunità di sperimentare le nuove tecnologie e le relative sfide di cyber security. Inoltre sarà disponibile una struttura in cui saranno realizzati workshop, corsi di formazione ed eventi.

Riguardo all’area “Verifica e test”, è prevista l’apertura ai clienti e alle organizzazioni governative e indipendenti impegnate nei test, che saranno invitati a eseguire verifiche di sicurezza imparziali e indipendenti secondo gli standard e le best practice di cyber security riconosciuti dal settore.

I Centri Huawei sono dotati di ambienti di collaudo dedicati per fornire ai clienti e alle terze parti i prodotti Huawei, il software, la documentazione tecnica, gli strumenti di collaudo e il supporto tecnico necessari. Ciò consentirà ai clienti di eseguire ulteriori verifiche come la revisione del codice sorgente e il controllo dei progetti hardware.

‘Le tecnologie 5G  – ha aggiunto De Vecchis – stanno rimodellando i servizi e le interazioni con gli utenti, introducendo una nuova dimensione digitale a cui non siamo ancora abituati. Il 5G è uno dei punti di svolta che amplierà il potenziale del cyber-spazio per le nostre società, economie e stili di vita, ma non e’ l’unico elemento della trasformazione digitale. Ecco perché c’è bisogno di un ambiente digitale sano, basato sulla fiducia. Quando si parla di sicurezza informatica, sia la fiducia che la sfiducia dovrebbero essere basate su fatti, non su sensazioni, speculazioni e voci infondate. Con l’annuncio di oggi, miriamo a fornire un ambiente costruttivo in cui dimostrare il nostro spirito di apertura, collaborazione e trasparenza per costruire un’Italia digitale”.

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