Innovazione

Perché l’Ue e l’Italia vogliono spegnere la cinese Hikvision

di

Hikvision

Tutti i problemi in Europa per la società cinese Hikvision

 

Il Parlamento europeo ha deciso di spegnere le telecamere della cinese Hikvision. Il motivo? La società del Dragone è accusata di riconoscimento facciale ai danni della minoranza cinese degli uiguri.

La decisione avrà conseguenze anche in Italia: Camera e Senato dovranno cambiare fornitori, così come diverse procure del Paese.

LA DECISIONE DELL’UE

Il Parlamento europeo, con l’89% dei voti, ha approvato la mozione della deputata socialista olandese, Lara Wolters, chiudendo il contratto con la società cinese Hikvision. La decisione, scrive La Verità, ha valenza immediata e rescisso il contratto saranno rimossi tutti i device presenti.

LE ACCUSE AD HIKVISION

La mozione approvata nasce dalle accuse mosse dagli Stati Uniti alla società cinese: è nella black list di Washington perché accusata di attività di riconoscimento facciale ai danni della minoranza cinese degli uiguri, una minoranza musulmana che vive nella provincia interna dello Xinjiang,

HIKVISION

Hikvision (Hangzhou Hikvision Digital Technology) è un colosso cinese attivo nella produzione cinese di sistemi e prodotti di videosorveglianza. Fondata nel 2001 e con sede a Hangzhou, l’azienda ha chiuso il 2019 con un giro d’affari di 57,6 miliardi di renminbi, circa 7,45 miliardi di euro.

UN RIAVVICINAMENTO ALL’AMERICA?

Una mossa, questa, che avvicina Europa ed America? Forse.

La decisione, sottolinea Claudio Antonelli del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, “arriva dopo lo stop delle trattative sugli accordi multilaterali tra Ue e Cina e soprattutto l’approvazione di una golden ruole che permetterà di bloccare tutte le scalate ostili di aziende sostenute o sovvenzionate dalle casse statali”.

LE RICADUTE SULL’ITALIA

Intanto, l’approvazione della mozione ha già avuto i primi effetti sull’Italia. Questione di moral suasion.

I funzionari di Camera e Senato hanno già avviato le procedure per la sostituzione delle telecamere e dei termoscanner Hikvision, seppur nessuna di queste lenti ha il riconoscimento facciale.

NON SOLO CAMERA E SENATO

La questione non si ferma solo a Camera e Senato. Nelle procure italiane ci sono oltre mille telecamere della multinazionale cinese.

“In Italia le telecamere della multinazionale sono in 134 Procure almeno da tre anni. Quando, nel 2017, la riforma del codice penale varata dall’allora ministro della Giustizia, Andrea Orlando, prescrive di dotare i centri intercettazioni telefoniche”, ha scritto di recente Wired.it rivelando che l’appalto viene assegnato nel 2018, per un valore di 6 milioni di euro.

IL NODO DAHUA

Stesso nodo, da risolvere anche per la cinese Dahus technology, filiale italiana dell’omonina azienda cinese. La società è stata inserita nella lista nera Usa, ritenuta una minaccia per la sicurezza nazionale. E palazzo Chigi, proprio nel settembre del 2020 ha installato 19 totem per il controllo della temperatura.

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