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Perché l’app italiana Weople ha denunciato Google all’Antitrust

Weople

L’Antitrust italiano ha avviato un’istruttoria nei confronti di Google sulla portabilità dei dati dopo la denuncia di Weople, app creata dalla start up italiana Hoda. Tutti i dettagli

 

Faro Antitrust su Google in Italia riguardo la valorizzazione economica dei dati personali.

Secondo l’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli, Google avrebbe ostacolato l’interoperabilità nella condivisione dei dati con altre piattaforme, in particolare con l’app Weople, gestita dalla startup italiana Hoda, che ha sviluppato una banca di investimento dati.

Già perché con la data economy si assiste all’attribuzione di un vero e proprio controvalore al dato personale. E l’app di Weople promette agli iscritti di monetizzare i dati personali richiesti alle altre aziende grazie alla portabilità dei dati prevista dall’articolo 20 del Gdpr. In particolare, Google starebbe abusivamente ostacolando l’emergere di servizi innovativi di valorizzazione dei dati personali degli utenti.

Pertanto, l’Autorità Garante della Concorrenza (Agcm) ha avviato un’istruttoria nei confronti del colosso di Mountain View ipotizzando un abuso di posizione dominante in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue.

A segnalare nel 2021 all’Agcm le condotte di Google ritenute illecite ci ha pensato proprio Weople, l’app che funziona come una sorta di conto corrente dei dati personali e che promette una remunerazione agli utenti in cambio della cessione dei loro dati personali.

Nel frattempo, ieri l’Autorità ha condotto accertamenti ispettivi nelle sedi di Google, avvalendosi della collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, rendo noto l’Agcm.

E concedere tale accesso, ha affermato, significherebbe “mettere a rischio la privacy delle persone, oltre a incoraggiare attività fraudolente. Esistono già modi per le aziende di aumentare la portabilità diretta dei dati nei loro servizi. Secondo la legge italiana, Google rischia una multa fino al 10% delle sue vendite globali annuali se ritenuto colpevole di aver abusato della sua posizione, sottolinea Reuters.

Tutti i dettagli.

LA SONDA AVVIATA DALL’ANTITRUST SU GOOGLE

L’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti di Google per abuso di posizione dominante nella portabilità dei dati.

Il gruppo Alphabet/Google — si legge nel comunicato dell’Agcm — detiene una posizione dominante in diversi mercati che consentono di acquisire grandi quantità di dati attraverso i servizi erogati (Gmail, Google Maps, Android) e nel 2021 ha realizzato un fatturato di 257,6 miliardi di dollari. Nello specifico Google avrebbe ostacolato l’interoperabilità nella condivisione dei dati presenti nella propria piattaforma con altre piattaforme, in particolare con l’APP Weople, gestita da Hoda.

COME FUNZIONA LA PORTABILITÀ DEI DATI

L’istituto della portabilità dei dati, nella misura in cui permette di facilitare la circolazione dei dati e la mobilità degli utenti, offre ad operatori alternativi la possibilità di esercitare una pressione concorrenziale su operatori come Google, che fondano la propria dominanza sulla creazione di ecosistemi basati sulla gestione di quantità tendenzialmente illimitate di dati, funzionale solo al proprio modello di business, spiega l’Autorità.

Inoltre il diritto alla portabilità, se accompagnato da effettivi meccanismi di interoperabilità, può offrire agli utenti la possibilità di conseguire il massimo potenziale economico dall’utilizzo dei dati personali, anche attraverso modalità di sfruttamento alternative a quelle attualmente praticate dall’operatore dominante.

LA CONDOTTA CONTESTATA

Secondo l’Autorità, il comportamento di Google è in grado di comprimere il diritto alla portabilità dei dati personali, disciplinato dall’articolo 20 del Gdpr, e di limitare i benefici che i consumatori potrebbero trarre dalla valorizzazione dei loro dati. La condotta contestata determina una restrizione della concorrenza perché limita la capacità degli operatori alternativi a Google di sviluppare forme innovative di utilizzo dei dati personali.

LA DENUNCIA DI WEOPLE (HODA)

In particolare, Hoda ha rappresentato all’Autorità gli effetti negativi della condotta di Google sulla sua iniziativa volta a valorizzare i dati personali con il consenso del titolare degli stessi e che offre opportunità di utilizzo innovative e prospettive merceologiche ancora inesplorate.

Come si legge nel provvedimento dell’Agcm, dal maggio “del 2019 Hoda ha avviato contatti con Google per l’individuazione di meccanismi di interoperabilità”. “Ma l’unica modalità offerta da Google agli utenti per richiedere e ottenere una copia dei loro dati è attraverso Google Takeout, raggiungibile solo direttamente e individualmente da ciascun utente Google e previa autenticazione tramite ID e password” evidenzia l’Autorità. Ed ecco che, “tale procedura, articolata e complicata, scoraggia l’esercizio da parte degli utenti della portabilità dei dati” sentenzia l’Antitrust.

Secondo le evidenze fornite da Hoda, le richieste di portabilità dei dati da Google a Weople hanno registrato una drastica riduzione (-90-95%) a seguito dell’introduzione, nel luglio 2019, della procedura fai-da-te attraverso Google Takeout passando dalle [20.000-25.000] richieste ricevute da Weople nei tre mesi precedenti (tra aprile e giugno 2019) alle poco più di [1.500-2.500] nei due anni successivi.

LA POSIZIONE DI GOOGLE

Oggi un portavoce di Google ha replicato sull’istruttoria: “Da quasi dieci anni Google offre alle persone la possibilità di estrarre e trasferire i propri dati. Sono strumenti pensati per aiutare le persone a gestire le proprie informazioni personali e non per permettere ad altre aziende o intermediari di accedere a più dati da vendere. Questo significherebbe mettere a rischio la privacy delle persone, oltre che a incoraggiare attività fraudolente”. “Per le aziende – aggiunge il portavoce – esistono già modalità per incrementare la portabilità diretta dei dati nei propri servizi, ad esempio tramite il progetto open source Data Transfer Project, a cui qualsiasi organizzazione è invitata a partecipare”.

COS’È WEOPLE

Hoda è una società costituita nel 2018, con sede a Milano fondata da Silvio Siliprandi, ex amministratore delegato del centro studi Gfk Eurisko. Hoda, in particolare, ha sviluppato una App di banca di investimento dati, realizzando anche le tecnologie complementari necessarie a valorizzare sul mercato i dati gestiti.

Come sintetizza Wired, “Weople adopera i dati depositati sui suoi conti per sviluppare servizi data-driven, remunerando i “correntisti””.

Nello specifico Weople consente alle persone fisiche che si iscrivono ad essa di immettere i propri dati in una sorta di conto/cassetta e di beneficiare di un guadagno ogni volta che le imprese richiedono tali dati, in forma statistica, aggregata e anonima, per lo svolgimento della propria attività di targhettizzazione della clientela o per altri fini, come la creazione di database statistici o strumenti di enrichment.

COME FUNZIONA L’APP DI HODA

In particolare, l’utente — spiega l’Antitrust — pone in essere una procedura di conferimento di delega a favore di Hoda affinché quest’ultima proceda a raccogliere i dati dell’utente disponibili nelle principali piattaforme Internet (Google, Amazon, Meta-Facebook) o di erogatori di altri servizi e applicazioni digitali (Apple, Android) immettendoli in aree denominate cassette di sicurezza. Per un efficace svolgimento del servizio, è necessario che l’interlocuzione fra Weople e la piattaforma avvenga attraverso un protocollo tecnologico che consenta un dialogo e un aggiornamento continuo del flusso dei dati.

Procedimento che non è avvenuto quindi con Google secondo Weople.

Come precisato all’inizio, la portabilità dei dati è garantita dal Gdpr, eppure negli ultimi due anni sono giunte segnalazioni alle Autorità quali Agcm e Garante Privacy proprio su Weople da parte di imprese della grande distribuzione “che lamentavano di aver ricevuto da parte di “Weople” numerosissime richieste di trasferire alla piattaforma dati personali e di consumo registrati nelle carte di fedeltà”.

Nel 2021 l’Agcm ha ufficialmente chiarito di non aver riscontrato problemi anticoncorrenziali a carico di Weople e l’Autorità Garante della Privacy (Gpdp) ha pubblicato una linea guida che autorizza ognuno a esercitare i propri diritti sui dati anche tramite delega a terzi. Tuttavia, il Garante della Privacy non ha ancora dato un riscontro esplicito sull’attività di Weople alle aziende che l’hanno richiesto.

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