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Perché il Qatar comprerà F-35 e Reaper dagli Stati Uniti

Qatar Industria Difesa

Tutti i dossier al centro della partecipazione del ministro della Difesa del Qatar alla cerimonia di inaugurazione dell’impianto aeronautico di Barzan a Charleston, nella Carolina del Sud. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Secondo Intelligence online, il ministro della Difesa del Qatar Khalid bin Mohammad Al Attiyah si recherà nella città di Charleston, nella Carolina del Sud, presto gemellata con Doha, a fine ottobre o inizio novembre per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell’impianto aeronautico di Barzan, la controllata statunitense del conglomerato della difesa del Qatar Barzan Holdings.

LA FILIALE USA DELLA SOCIETÀ QATARIOTA BARZAN

La filiale statunitense è stata aperta nel 2018 con il duplice obiettivo di consentire al gruppo qatariota di attingere alla tecnologia avanzata degli Stati Uniti per sviluppare un drone spia, rafforzando al contempo i legami con Washington e i suoi alleati tramite futuri contratti militari.

IL QATAR PUNTA AI REAPER E F-35 USA

Al Attiyah utilizzerà il viaggio per contattare ancora una volta le autorità statunitensi su un progetto per acquisire aerei da combattimento Lockheed Martin F-35 Lightning II e droni General Atomics MQ-9 Reaper.

LA POSIZIONE DI WASHINGTON

Washington però rifiuta di esportare MQ-Reapers in Medio Oriente e si oppone alla vendita degli F-35 al Qatar — già oggetto di un aspro dibattito con i vicini Emirati Arabi Uniti mentre questi ultimi normalizzavano i rapporti con Israele un anno fa.

COSA FA BARZAN AERONAUTICAL

Guidata dall’ex investigatore privato John Hardwick, Barzan Aeronautical è rappresentata anche dall’avvocato Christopher Ott di Ott, Bielitzki & Neill, anche lui lobbista per il ministero della Difesa indonesiano. Per conto dello stato del Qatar, l’azienda sta sviluppando un drone di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) che può essere armato, soprannominato Nightwarden, basato sull’Aerosonde di Textron.

Il Qatar spera di commercializzarlo agli Stati membri della Nato principalmente come strumento di sorveglianza delle frontiere per i paesi che affrontano grandi flussi migratori come la Grecia o l’Italia.

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