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Perché i vaccini anti-Covid sono una questione di sicurezza nazionale

Caso Pegasus

L’analisi di Giuseppe Gagliano

 

Secondo le analisi dell’Agence nationale de la sécurité des systèmes d’information francese prendere di mira il sistema sanitario nel suo insieme e le catene di approvvigionamento rappresenta oggi una grave minaccia. Tali attacchi informatici potrebbero effettivamente avere effetti critici sulla capacità di far fronte alla pandemia.

Infatti il settore industriale medico francese pesa molto sull’economia francese con un fatturato di 75 miliardi di euro. Ma la pandemia Covid-19 ha aumentato il numero di attacchi informatici rivolti all’industria farmaceutica, sollevando molte domande dal punto di vista della sua sicurezza e stabilità, ma anche dell’utilità della sua crescente digitalizzazione.

Lo scorso dicembre, l’Agenzia europea per i medicinali ha rivelato di essere stata vittima di un attacco hacker. Gli hacker avevano sequestrato diversi documenti normativi sui vaccini contro il Covid-19 forniti da laboratori, tra cui Pfizer e Moderna.

Un mese dopo, il 12 gennaio, parte del bottino, principalmente relativo a Pfizer, è stato pubblicato su un forum darkweb russo, quindi inoltrato a un altro forum di vendita di dati ben noto e facilmente accessibile.

In questo periodo di pandemia, dove le aziende farmaceutiche sono pesantemente coinvolte, il furto e poi la rivendita di dati medici è fiorente. Guadagnare denaro sembra essere il motivo principale di questi attacchi. Ma non è escluso che gli Stati, ansiosi di guidare la corsa frenetica al vaccino, possano anche servirsi di questo tipo di manovra come una sorta di guerra fatta dietro le quinte e posta in essere da unità speciali di intelligence specializzate nella guerra cibernetica.

Sono quindi le aziende responsabili della conservazione e del trasporto dei vaccini Covid-19 gli obiettivi prioritari. Ma è soprattutto la catena del freddo, necessaria affinché certi prodotti farmaceutici mantengano la loro operatività, che interessa gli hacker. Pertanto, l’intero settore è in balia degli hacker, rendendo il vaccino un vero problema di sicurezza nazionale.

Ma il vaccino resta anche, e soprattutto, una prioritaria questione geopolitica. Oltre alla competitività tra aziende o stati nell’accesso alla droga, gli hacker, difficili da identificare, ne approfittano per aumentare e in definitiva distorcere la concorrenza. In effetti, gli attacchi informatici influenzano direttamente il progresso della ricerca scientifica e medica.

Infine, va notato che queste varie operazioni influenzano direttamente la fiducia che i cittadini possono avere in questi vaccini.

Dobbiamo allora domandarci perché il settore sanitario sia così facilmente bersaglio di attacchi informatici.

Possono essere date diverse risposte e fra queste certamente la proliferazione della proprietà intellettuale nell’industria farmaceutica e la natura sensibile dei dati dei pazienti. Poiché diventa difficile controllarli e quindi proteggerli, diventa più facile danneggiarli. Una situazione che si amplifica anche con il flusso di dati che circola in questo tipo di settore. Pertanto, sembrerebbe che le minacce al settore farmaceutico francese provengano direttamente dall’interno delle aziende. La digitalizzazione di questo settore, con l’obiettivo di aumentarne la competitività, ha quindi minato la sua sicurezza.

A questo punto dobbiamo domandarci se il digitale non sia paradossalmente la vera causa della sua stessa pericolosità.

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