Innovazione

Perchè Facebook costruirà una cittadina

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Presto prenderanno il via i lavori per la costruzione di una cittadina di Facebook. Una mossa strategica in vista delle elezioni 2020?

 

Da social network famoso a banca, ed ora anche a costruttore edile. E non di un palazzo, ma di una cittadina vera a propria. Facebook ha deciso si dare vita ad un piccolo villaggio in cui ci saranno servizi e appartamenti destinati a tutti, non solo ai dipendenti di Menlo Park.

Ma perchè nasce questo progetto? Proviamo a scoprirlo insieme

Facebook, costruttore edile

Facebook avvierà presto i lavori nella Silicon Valley per dar vita ad nuova cittadina, con farmacia, un negozio di alimentari, trasporti efficienti, tanto verde, e , soprattutto, con 1500 appartamenti destinati non solo ai dipendenti, ma a tutti coloro che vorranno abitarli. Il gruppo ha già presentato il piano al consiglio comunale di Menlo Park, sede dell’azienda di Mark Zuckerberg.

La cittadina dovrebbe sorgere, infatti, proprio alle spalle del quartier generale della società, a poco più di 40 chilometri da San Francisco. Data di fine dei lavori prevista: 2021. La buona notizia è che un 15 percento delle abitazioni, verrà concesso a prezzi inferiori a quelli di mercato.

“La nostra speranza è di creare uno spazio fisico che supporti la nostra comunità”, ha spiegato John Tenanes, in un post pubblicato sul blog ufficiale del social network.

“Spero che sempre più compagnie hi-tech facciano proposte di questo tipo”, ha twittato Kirsten Keith, sindaco di Menlo Park.

Perchè dare vita ad una nuova cittadina?

La motivazione ufficiale, spiegata sul blog del social network in un post di John Tenanes, responsabile degli immobili e delle infrastrutture di Facebook, è che il social intende agevolare i cittadini che desiderano prendere casa all’interno della Silicon Valley. Il boom delle aziende tecnologiche ha portarto ad un aumento della forza lavoro e dunque dei prezzi delle cse nella zona. E una delle città in cui gli affitti sono davvero alti è proprio Menlo Park. Secondo alcune stime di una compagnia immobiliare riportate dal Guardian, a Menlo Park la quota mensile per affittare una casa con due stanze da letto è più che triplicata dal 2011 a oggi, raggiungendo quota 3,349 dollari. Una delle più alte degli Stati Uniti e considerevolmente maggiore dei costi delle case di New York.

Per Facebook il governo ha fallito negli investimenti infrastrutturali. Il gruppo sostiene che il numero di chi lavora a Menlo Park è più raddoppiato in un anno (quota 9.000) e ci si aspetta che cresca ancora, in fretta.

Una mossa strategia di Mark Zuckerberg?

La realizzazione di una nuova cittadina , con case a prezzi più bassi di quelli di mercato, potrebbe essere solo una mossa strategica di Mark Zuckerberg per guadagnare sempre più popolarità e sempre più consensi in vista delle elezioni Usa 2020. Anche se qualche mese fa Zuckerberg ha detto che non si sarebbe candidato, è vero che gli indizi (compreso questo) fanno pensare il contrario.

Dopo aver annunciato, sZUCKERBERGul proprio social, di visitare  tutti i 50 Stati americani entro il 2017 (ha promesso un tour nei 30 Stati in cui ancora non si è recato), il fondatore di Facebook, insieme a sua moglie, ha deciso di mettere a disposizione di cause umanitarie la propria ricchezza. E

di fare in modo che tutte le iniziative non passino inosservate agli occhi della politica.

Come racconta il New York Times, Mark Zuckerberg e sua moglie, la dottoressa Priscilla Chan, stanno dando vita ad una squadra di lavoro che, in futuro, potrebbe governare l’America. I due, infatti, hanno chiesto a David Plouffe, uomo di politica che ha gestito la campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008, di condurre e gestire la Chan Zuckerberg Initiative, la società a responsabilità limitata, istituita dai coniugi Zuckerberg a fini umanitari. David Plouffe sembra aver accettato l’incarico e dovrebbe lasciare a breve la direzione di Uber, per abbracciare la causa del fondatore di Facebook.

Ad unirsi al comitato consultivo della società Chan Zuckerberg Initiative, saranno anche altri personaggi di spicco nel mondo della politica e ex funzionari del governo, oltre ad esperti nel campo della formazione, della salute e della scienza. Nel nuovo consiglio ci sarà anche Kenneth Mehlman, che ha contribuito alla rielezione del presidente George W. Bush, nel 2004, e che ora è capo degli Affari Pubblici presso la Kohlberg Kravis Roberts, società di private equity società.

La coppia Zuckerberg è coinvolta nei progetti a scopo umanitario già da diversi anni. Ricordiamo, tra le altre cose, la costituzione del Biohub, un mega centro di ricerca interamente finanziato dalla famiglia, con dotazione di 3 miliardi di dollari, affidata a Joseph DeRisi, uno degli scienziati più importanti d’America. La costituzione di un comitato consultivo, composto da personaggi provenienti dal mondo della politica potrebbe essere la prova che Zuckerberg stia preparando il terreno per una prossima candidatura.

 

L’evoluzione di Mark Zuckerberg

Quando Facebook è andato online abbiamo iniziato scoprire il volto, le abitudini e le passioni del suo fondatore: Mark Zuckerberg ci regalava un’immagine di sé semplice, fresca, giovane e casual. I suoi abiti: una felpa con cappuccio, un jeans e un sorriso. E si vestiva così per uscire con la propria fidanzata, che per una riunione con gli investitori.

A partire dal 2014, però, qualcosa è cambiato. Mark Zuckerberg sembra curare maggiormente la sua immagine (lo abbiamo più volte visto, in questi mesi, in versione giacca e cravatta) e anche la sua presenza sul social. Ogni giorno ci sono nuovi post: sulla sua bacheca si mescolano notizie di traguardi aziendali e notizie di epifanie personale, foto della sua famiglia e, talvolta, risposte ai commenti degli utenti. Tutti post, però, studiati: l’immagine è controllata.

Mark ZuckerbergIl fondatore di Facebook disporrebbe di uno staff dedicato alla sua comunicazione composto da almeno 12 persone che eliminano i commenti molesti e lo spam dalla sua pagina, altri professioni del settore della comunicazione, invece, scrivono i post e i commenti. E ancora: anche ogni singola foto è scelta tra i tanti scatti fatti dal gruppo di fotografi il cui ruolo è di fotografare esclusivamente il Ceo della piattaforma social, mentre è a lavoro o mentre sta leggendo con sua figlia.

Una crescita personale e professionale, quella del fondatore di Facebook. Ma anche una strategia, che potrebbe sfociare nella candidatura alle elezioni Usa 2020. Se è vero che l’idea di un team di circa 20 persone, dedicato alla comunicazione del Ceo di Facebook, è stata oggetto di alcune polemiche, visti i costi che ne derivano, è anche ero che le scelta di Zuckerberg potrebbe essere studiata a tavolino: non uno spostamento di denaro dai progetti prioritari della piattaforma, ma un investimento importante per il futuro del Ceo e dell’America, in vista delle elezioni 2020.

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