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Luna Russia

Perché è fallita la missione Luna-25 della Russia

La sonda lunare della Russia si è schiantato sulla Luna. La navicella spaziale robotica Luna-25 doveva atterrare sul suolo lunare, pochi giorni prima dell'atterraggio del Chandrayaan-3 indiano. Si trattava della prima missione russa sul satellite terrestre dal 1976.

 

Fallita la missione della Russia verso il nostro satellite: la sonda russa Luna-25 si è schiantata sulla superficie lunare dopo essere entrato in un’orbita incontrollata.

È quanto riferito il 20 agosto dall’ufficio stampa di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa.”Secondo i risultati di un’analisi preliminare, a causa della deviazione dei parametri effettivi rispetto a quelli calcolati, il veicolo spaziale Luna-25 è finito in un’orbita non prevista ed è stato distrutto a seguito di una collisione con la superficie lunare”, si legge nella nota.

Ora “una commissione interministeriale” avrà il compito di fare luce sulle “ragioni” dell’incidente che ha causato la “perdita” di Luna-25, ha annunciato Roscosmos, che non ha dato dettagli sulle possibili cause che hanno provocato il problema tecnico.

La prima sonda lunare russa lanciata dal 1976, Luna-25, era entrata mercoledì nell’orbita lunare dopo essere decollata nella notte tra il 10 e l’11 agosto. L’allunaggio della sonda era previsto per oggi a nord del cratere Bogouslavsky, all’altezza del polo sud del satellite terrestre. Il polo sud lunare è di particolare interesse per gli scienziati, che ritengono che i crateri polari permanentemente ombreggiati possano contenere acqua. L’acqua ghiacciata nelle rocce potrebbe essere utilizzata per alimentare missioni verso destinazioni nello spazio profondo come Marte.

Ad oggi, solo tre Paesi hanno effettuato con successo allunaggi: Unione Sovietica, Stati Uniti e Cina. Mosca puntava ad essere le prime ad atterrare al Polo Sud lunare, insieme a Nuova Delhi (che ha una missione in arrivo negli stessi giorni di quella russa). C’è attesa infatti per la missione lunare Chandrayaan-3 dell’India, partita lo scorso 14 luglio che dovrebbe arrivare sulla superficie della Luna il 23 agosto. Anche le future missioni di Stati Uniti, Cina e altri paesi dovrebbero prendere di mira l’area del nostro satellite.

Tutti i dettagli.

FALLITA LA MISSIONE LUNA-25 DELLA RUSSIA

La russa Luna-25 doveva arrivare a destinazione il 23 agosto. La sonda era entrata con successo in orbita lunare mercoledì scorso dopo essere decollata nella notte tra il 10 e l’11 agosto dall’estremo oriente russo. Dopodiché Roscosmos ha comunicato di un incidente avvenuto durante una manovra precedente all’allunaggio della sonda Luna-25. Nel comunicato si spiegava che era “stato emesso un impulso per trasferire la sonda nell’orbita prima dello sbarco sulla luna”. “Durante l’operazione, a bordo della sonda si è verificata una situazione di emergenza che non ha consentito di eseguire la manovra con i parametri specificati”, proseguiva il comunicato dell’agenzia spaziale russa.

L’OBIETTIVO MANCATO

La sonda doveva toccare il suolo in prossimità del Polo Sud lunare, obiettivo delle missioni occidentali, ma anche di Cina e India, perché vi sono crateri con la presenza di ghiaccio ed è considerato il ‘lato’ ideale per sviluppare una base per umani.  In occasione del lancio, Roscosmos aveva dichiarato di voler dimostrare che la Russia “è uno stato in grado di trasportare un carico utile sulla Luna” e “garantire alla Russia l’accesso al la superficie della Luna”. Pavel Luzin, un esperto del programma spaziale russo, aveva affermato prima della missione che la Russia aveva bisogno di Luna-25 “per dimostrare di essere in grado di fare qualcosa anche senza l’occidente”, riporta il Guardian.

LE CONSEGUENZE

“Era la prima missione lunare della Russia in quasi 50 anni e il suo fallimento è un duro colpo per le ambizioni spaziali della nazione” commenta Axios. Si tratta di “una battuta d’arresto significativa al tentativo del programma spaziale russo di far rivivere il suo prestigio dell’era sovietica” osserva ancora il Guardian.  Mosca fu la prima infatti a lanciare un satellite in orbita attorno alla Terra, lo Sputnik 1, nel 1957. Inoltre il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin divenne il primo uomo a viaggiare in spazio nel 1961.

IL COMMENTO DI GREGORY ALEGI

Come ha spiegato stamani al Gr 1 Gregory Alegi, esperto di spazio e docente di Storia delle Americhe alla Luiss “La missione russa mirava a cercare acqua, che sarebbe una cosa eccezionale per costruire una presenza permanente, senza diventa tutto più difficile”.

Inoltre, per Mosca il momento era doppiamente cruciale. Le sanzioni internazionali dopo l’invasione russa dell’Ucraina rendono più difficile l’accesso alla tecnologia occidentale, con un impatto sul suo programma spaziale.

“La Luna è sempre un obiettivo difficile: negli ultimi anni diversi paesi, compreso Israele, hanno fallito il tentativo di mandare con successo macchine sulla Luna. Nel caso russo più che problemi tecnologici legati alle sanzioni, probabilmente ha inciso una certa fretta per mandare un messaggio positivo, vista la crisi della guerra, e per battere per esempio l’India, che sta facendo una missione similare, la cui sonda è ancora in viaggio” ha concluso l’esperto Alegi.

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