Innovazione

Bnp, Db, Ing, Unicredit e non solo. Tutti i progetti di Epi anti Paypal, Visa e Mastercard

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Epi visa

Ecco i prossimi passi della European Payment Initiative (Epi), svelati dal Financial Times, su pagamenti digitali e carte di credito

 

Entro due anni, le carte di credito europee potrebbero essere affiancate da un nuovo logo accanto a quello di Visa o MasterCard.

L’anno scorso sedici delle più grandi banche europee e processori di carte di credito si sono uniti nella European Payment Initiative (Epi) per creare un gigante dei pagamenti in grado di fronteggiare l'”oligopolio” dominato dagli Stati Uniti.

I pagamenti con carta in Europa sono elaborati infatti prevalentemente da società con sede negli Stati Uniti. Quattro transazioni su cinque in Europa sono gestite da Mastercard e Visa, secondo EuroCommerce, un gruppo di lobby di rivenditori europei.

L’obiettivo di Epi è dispiegare, a partire dal 2022, una rete di pagamento in concorrenza con quelle delle americane Visa e MasterCard.

Ma come sottolinea il Ft, l’iniziativa con sede a Bruxelles, che attualmente impiega 40 esperti di pagamenti, ha tempo fino a settembre per elaborare un progetto per un servizio di pagamenti paneuropeo che può essere utilizzato per pagare online e nei negozi, per regolare le bollette tra i singoli consumatori e per ritirare contanti agli sportelli automatici.

Il progetto gode del sostegno della Commissione europea e della Bce. Si tratta infatti di una questione di sovranità economica ma questo grande progetto tecnologico dovrebbe costare diversi miliardi di euro.

Dopo l’estate, i sostenitori del consorzio decideranno quindi se portare avanti l’idea, il che richiederebbe appunto significativi finanziamenti aggiuntivi. “Come livello di investimento, saranno necessari diversi miliardi di euro”, ha detto Joachim Schmalzl, presidente della European Payment Initiative (Epi) al Financial Times, aggiungendo: “Possiamo raccogliere insieme le risorse necessarie se collaboriamo in Europa”.

Tutti i dettagli.

COS’È L’EPI

La European Payments Initiative (Epi) è stata lanciata lo scorso luglio ed è diventata una società ad interim a dicembre con 22 banche come azionisti.

L’iniziativa punta a costruire e implementare un nuovo circuito di accettazione dei pagamenti per consentire ai privati ​​di pagare i propri acquisti senza passare attraverso le reti di accettazione dei due colossi americani Visa e MasterCard.

Questo nuovo dispositivo dovrebbe consentire di elaborare pagamenti con carta, ma anche bonifici, addebiti diretti e pagamenti mobili.

SFIDARE IL DUOPOLIO DI VISA E MASTERCARD MA ANCHE PAYPAL

“L’idea è quella di costruire un campione europeo dei pagamenti in grado di affrontare PayPal, Mastercard, Visa, Google e Apple”, ha dichiarato Joachim Schmalzl, presidente dell’Epi.

Questi marchi fanno riferimento alle reti di accettazione costruite dai due colossi americani. Sono proprio queste infrastrutture che consentono di collegare la banca di un cliente con quella di un commerciante, permettendogli di accettare pagamenti con carta di credito.

LE BANCHE DIETRO EPI

Le banche dietro l’iniziativa Epi includono Deutsche Bank, BNP Paribas, ING, UniCredit e Santander. Attualmente elaborano più della metà di tutti i pagamenti in Europa.

(Qui l’approfondimento di Start sul perché Intesa Sanpaolo si è sfilata dal progetto Epi l’anno scorso.)

I FINANZIAMENTI RICEVUTI FINORA

Finora Epi ha ricevuto più di 30 milioni di euro dai suoi promotori, secondo quanto dichiarato al Ft da Schmalzl.

LA TABELLA DI MARCIA

Le prime applicazioni — ovvero un sistema per pagamenti elettronici in tempo reale tra consumatori — potrebbero essere lanciate all’inizio del 2022, mentre uno strumento di pagamento più ampio potrebbe arrivare nella seconda metà del prossimo anno, ha affermato Schmalzl al Ft.

“Una rete di pagamenti paneuropea può essere istituita entro il 2025” aveva dichiarato Martina Weimert, amministratore delegato di Epi, a fine febbraio.

Al quotidiano finanzario britannico Schmalzl ha avvertito che una quota di mercato così dominante da parte di Visa e Mastercard potrebbe danneggiare consumatori e commercianti, indicando tariffe relativamente elevate. “Vogliamo offrire un’alternativa a questo oligopolio e offrire ai commercianti e ai consumatori in Europa una vera scelta”, ha precisato il presidente di Epi.

I PRECEDENTI TENTATIVI… FALLITI

Ma l’obiettivo dell’European Payments Initiative non è così nuovo né semplice da realizzare.

I precedenti tentativi paneuropei di sfidare la supremazia statunitense nei pagamenti elettronici sono infatti falliti. Il “Progetto Monnet”, che nel 2011 era sostenuto da 24 istituti di credito europei, non ha avuto successo. Ha incontrato troppi ostacoli perché mancava di sostegno politico e non è riuscito a sviluppare un modello di business praticabile, ha ricordato il Ft.

IL PLAUSO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Ma stavolta Bruxelles è a bordo.

La Commissione europea ha definito l’iniziativa Epi “un progetto nuovo, ambizioso ed europeo”. Come riporta il Financial Times, l’esecutivo Ue “ritiene che i cittadini e le imprese dell’Ue dovrebbero beneficiare di una soluzione di pagamento rapida, efficiente e affidabile. Sarebbe un passo fondamentale e decisivo in quella direzione, in particolare se coprisse un ampio spettro di comunità bancarie europee”.

L’APPOGGIO DELLA BCE

Il progetto gode inoltre dell’appoggio della Banca Centrale Europa, da sempre favorevole al progetto. La Bce “è pronta a fornire assistenza tecnica al progetto che dovrà restare privato e aperto ad altri operatori nel rispetto delle norme antitrust dell’Unione. Nel frattempo Francoforte continuerà a monitorare l’impatto dell’evoluzione dei sistemi di pagamento sulla trasmissione delle politiche monetarie delle banche centrali”, aveva affermatoBenoit Coeurè, membro del board della Bce, a dicembre 2019.

LE CRITICITÀ DI EPI

Tuttavia, oltre agli investimenti necessari, restano comunque degli ostacoli da superare.

Le barriere all’ingresso di questo settore sono elevate perché i sistemi di pagamento sono attraenti per i commercianti solo se molti clienti li utilizzano e viceversa. “Il superamento del problema dell’uovo e della gallina è l’ostacolo principale”, ha dichiarato al Ft Marcus Mosen, consulente per i pagamenti ed ex amministratore delegato della società di pagamenti tedesca Concardis.

In Europa “nessuno può competere da solo con i giganti delle carte di credito statunitensi. Sarà possibile solo se collaboriamo”, ha chiosato il presidente dell’Epi.

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