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Oto Melara (Leonardo), il governo Meloni sta studiando la proposta di Rheinmetall

Rheinmetall Oto Melara

Prima dell’estate Rheinmetall si era fatto avanti con una proposta a Leonardo per rilevare una quota di minoranza di Oto Melara (Leonardo). “Al momento la proposta è all’esame del nuovo esecutivo che dovrà decidere quale direttrice prendere”, fa sapere la società. Fatti e approfondimenti

 

Il dossier Oto Melara (con la proposta di Rheinmetall) è sul tavolo del governo Meloni che dovrebbe prendere una decisione nelle prossime settimane.

Lo fa sapere Rheinmetall Italia nel corso dell’evento “Prospettive e Supply Chain Growth” organizzato dalla società guidata da Alessandro Ercolani, radar house del colosso tedesco Rheinmetall, in collaborazione con Aiad.

“Al momento la proposta è all’esame del nuovo esecutivo che dovrà decidere quale direttrice prendere” sottolinea la società. Il gruppo della difesa tedesco Rheinmetall vuole investire in Italia acquistando fino al 49% di Oto Melara, la controllata armamenti terrestri messa in vendita da Leonardo insieme all’altra unità Wass. A fine maggio l’azienda guidata da Armin Papperger ha presentato un’offerta non vincolante a Leonardo del valore tra 190 e 210 milioni di euro per la ex Oto.

“L’idea nostra è quella di consolidare il terrestre e creare un terzo polo della difesa terrestre che si affianchi al già esistente polo aeronautico e polo navale. Creare cioè un polo terrestre che possa essere soprattutto capace di andare in Europa e raccogliere i fondi dell’Edf (Fondo europeo della difesa) sia all’estero con quella massa critica necessaria per poter fare l’export” spiega Rheinmetall Italia.

Su Oto Melara-Wass hanno espresso interesse anche il consorzio franco-tedesco Knds e Fincantieri. “L’amministratore delegato di Leonardo Alessandro Profumo ha dichiarato il 28 luglio che il gruppo sta lavorando per raggiungere un accordo per la vendita della controllata sulle armi da fuoco, Oto Melara, e di quella specializzata in siluri navali,  Wass, ma aveva bisogno di un nuovo governo per poter finalizzare qualsiasi potenziale accordo”, hanno evidenziato gli analisti di Banca Akros lo scorso settembre, ripresi da MF.

L’ultima parola spetta infatti al governo, che controlla Leonardo (attraverso il Mef al 30%). Attese novità già nelle prossime settimane secondo la società.

Tutti i dettagli.

LA PROPOSTA DI RHEINMETALL PER OTO MELARA

Come già esposto in audizioni parlamentari dall’ad di Rheinmetall Italia Alessandro Ercolani, Rheinmetall si propone come partner strategico del nostro paese nel settore terrestre. In questo modo si rafforzerebbe l’asse italo-tedesco sulla difesa, avviato proprio con l’acquisizione del 25,1% di Hensoldt, società tedesca di elettronica della difesa, da parte di Leonardo.

Come emerge dalla proposta inviata a Leonardo  — di cui Startmag ha preso visione — la strategia di crescita per Oto Melara sarebbe individuata nei futuri programmi terrestri per la fanteria.

A partire dal nuovo carro leggero — Aifv  — per la sostituzione del Dardo fino alla partecipazione al programma del futuro carro armato europeo.

“Il programma Mbt è previsto dal 2035, e l’Italia potrebbe giocare un ruolo essenziale: non solo tra 15 anni ma anche nella fase di studio attualmente in corso”, aveva sottolineato Papperger al Sole 24 Ore a primavera.

In tali programmi, la combinazione di Rheinmetall e Oto Melara darebbe vita a un polo militare nazionale funzionale al consolidamento del settore terrestre italiano.

DARE VITA A UN POLO TERRESTRE DELLA DIFESA ITALIANO

Tutto questo si inserisce nella visione che ha come obiettivo quello di una creazione di un centro di eccellenza nazionale nel settore terrestre, guidato e gestito dalla stessa Oto Melara che dovrà, da subito, focalizzarsi sul programma per il nuovo Carro Leggero (Infantry Fighting Vehicle) e sul futuro carro armato europeo Mbt.

“Proprio negli stabilimenti di Oto Melara vediamo l’epicentro dell’attività industriale terrestre fungendo da “aggregatore” per gli altri attori nazionali così da raggiungere quella dimensione “internazionale ed europea” necessaria ad affrontare le imminenti sfide” spiegava in audizione alla Camera lo scorso dicembre Alessandro Ercolani, ad di Rheinmetall Italia.

In particolare sui programmi di veicoli cingolati, Rheinmetall è leader fornitore, garantirà un’integrazione di alto livello con Oto Melara, con la possibilità di creare un centro di competenza in Italia.

Se l’Esercito dovesse scegliere il Lynx tedesco proposto da Rheinmetall per sostituire il Dardo, si tratterebbe comunque di un Lynx italiano, prodotto negli stabilimenti di Oto Melara. Inoltre il nostro paese potrebbe ottenere di integrare sul mezzo la torretta prodotta da Oto-Melara e sensori Leonardo.

Sempre nella sua offerta non vincolante Rheinmetall cita infatti la possibilità di approfondire relazioni industriali anche con la stessa Leonardo.

“L’idea è di mettere insieme il settore terrestre italiano in un circolo virtuoso” osserva Rheinmetall, per affrontare sia “una competizione all’esterno sia all’interno con le proprie qualità e le proprie eccellenze (come le torrette di Oto Melara o l’elettronica) entrando in un mondo che è un po’ quello dell’aeronautica in cui prendendo ad esempio Leonardo si producono componentistiche fondamentali a dei programmi che garantiscono cicli di lavoro di 30/40 anni (come i programmi Eurofighter e Tornado”.

COSA DECIDERÀ IL NUOVO GOVERNO?

Dunque ora aspetta all’esecutivo Meloni decidere il futuro di Oto Melara-Wass. In particolare ai ministri che seguono il dossier (Guido Crosetto alla Difesa, Giancarlo Giorgetti al Mef e Adolfo Urso al ministero delle Imprese e del Made in Italy).

“È ingenuo pensare che un polo militare italiano possa essere competitivo da solo, però quando andiamo a discutere di industria della difesa europea dobbiamo presentarci al meglio delle possibilità per giocare le nostre carte. Abbiamo eccellenza, qualità, competenza, dobbiamo assolutamente farlo, è l’indirizzo dato dal Governo, anche perché è evidente che la domanda di difesa in Europa sarà particolarmente cospicua e accelerata nei prossimi anni” aveva osservato in precedenza Giancarlo Giorgetti (all’epoca titolare del Mise e ora al Tesoro) rispondendo a una domanda sul polo militare italiano, a margine della visita a Fincantieri di Monfalcone lo scorso maggio.

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