Innovazione

Norme sul digitale? Ecco cosa chiedono Google, Tim, Eni e Unicredit

di

indagine Google

Chi c’era e che cosa si è detto fra i rappresentanti di Google, Tim, Eni e Unicredit a un seminario organizzato a Roma il 16 novembre in cui ha parlato il Deputy Head dell’Unità Ue su Antitrust e Telecomunicazioni, Massimiliano Kadar

Urge una regolamentazione per il mercato digitale.

E’ quello che ha detto il Deputy Head dell’Unità Ue su Antitrust e Telecomunicazioni, Massimiliano Kadar, invitato a Roma per fare il punto sulle policy comunitarie in materia di digitale, prendendo spunto dalla consultazione che la Commissione europea ha lanciato di recente sul tema della Shaping competition policy in the era of digitization (il cui report finale è atteso per marzo 2019).

Dopo l’introduzione di Valeria Falce, Jean Monnet Professor in Eu Innovation Policy, Kadar ha sottolineato l’urgenza di una regolamentazione per il mercato digitale, perché la dimensione di alcune imprese “è già diventata un problema”.

CHI C’ERA AL SEMINARIO

A rispondere al Keynote speech di Kadar, per il settore Digital c’era Andrea Stazi (Regulatory Affairs Lead, Italy and Academic Outreach Lead, Emea, Google); per l’Energy, Domenico Durante (Senior Vice President Antitrust, Consumer Protection, Privacy and Financial Regulations Legal Compliance, Eni), per il Finance, Rodolfo Zingariello (Head of Regulatory Counsel, Unicredit) e per le Tlc Agostino Nuzzolo (General Counsel, Tim). Le conclusioni sono state affidate alle authority con Marco del Mastro (direttore del Servizio Economico-Statistico, Agcom) e Guido Stazi (Comitato per le valutazioni economiche, Agcom).

CHE COSA HA DETTO KADAR

«La Commissione non deve però fare da arbitro per regolare le posizioni dominanti – ha detto Kadar – ma deve assolutamente impegnarsi per mantenere il mercato aperto». L’Agcom, per bocca di Guido Stazi, ha parlato dello Sherman Antitrust Act del 1890, spiegando che la politica di oggi, come quella di allora, deve rimettere mano alla cassetta degli attrezzi e stabilire un regolamento che tuteli il benessere del consumatore mantenendo aperto il mercato, con una concorrenza sana al suo interno.

LE POSIZIONI DELLE AZIENDE COME GOOGLE, TIM E UNICREDIT

Ma quali posizioni delle aziende sono emerse? Google dissente rispettosamente dall’Antitrust, Tim ha detto di aver paura di fare la fine di Kodak per colpa dei servizi gratis offerti da Google, mentre Unicredit sembra determinata nel chiedere una regolamentazione che offra soluzioni e non ulteriori problemi.

GLI AUSPICI

Tutti comunque hanno ammesso che l’economia digitale è solo un modo diverso di chiamare l’intera economia odierna e il parere è unanime: è necessario acquisire urgentemente maggiori competenze digitali e dare vita a una politica seria, che la si chiami politica sul digitale o politica economica.

LE CONCLUSIONI

Tutto ciò è stato detto alla Tavola Rotonda Digitizzazione e policyUe. La risposta delle key industries, che si è tenuta a Roma il 16 novembre, a Palazzo del Drago. Si sono analizzate le implicazioni concorrenziali della digitalizzazione, come il consolidarsi di servizi web-based e l’emergere di piattaforme online, l’acquisizione e gestione di grandi basi dati (e connesse tematiche privacy), il ricorso agli algoritmi e a tecniche di intelligenza artificiale anche nella definizione delle politiche commerciali.

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