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Esa Gps

Non solo Galileo, ecco le nuove missioni dell’Esa per il Gps del futuro

L'Agenzia Spaziale Europea ha firmato contratti con diverse aziende europee (tra cui Thales Alenia Space e Ohb Italia) per un importo totale di 233 milioni di euro per sviluppare due programmi di navigazione satellitare (Genesis e LEO-PNT) che completeranno la costellazione Galileo.

L’Agenzia spaziale europea (Esa) sta preparando il GPS del futuro.

Ieri l’Esa ha firmato contratti con diverse aziende europee per un importo complessivo di 233 milioni di euro per sviluppare Genesis e un dimostratore LEO-PNT (Low Earth Orbit positioning navigation and timing), due nuove missioni di navigazione che completano la costellazione Galileo.

“Con Genesis e LEO-PNT rispondiamo alle esigenze in rapida crescita di una navigazione più resiliente e precisa e garantiamo all’Europa la leadership nella navigazione satellitare globale, il più grande mercato spaziale downstream. Sono entusiasta di vedere la nostra industria competitiva dare vita a queste due missioni», afferma Javier Benedicto, Direttore di Navigazione dell’Esa.

In particolare, la costellazione Leo-Pnt funzionerà in modo combinato con Galileo e altri sistemi di navigazione satellitare per offrire una precisione di posizionamento centimetrica garantita, robustezza, resistenza alle interferenze e agli attacchi per furto d’identità (spoofing), nonché bassa latenza (acquisizione ultrarapida).

Il Consiglio Ministeriale dell’Esa del 2022 aveva approvato entrambe le missioni nell’ambito del programma FutureNAV, nella Direzione di Navigazione dell’Agenzia spaziale.

Tutti i dettagli.

IL CONTRATTO PER LA MISSIONE GENESIS AL CONSORZIO GUIDATO DA OHB ITALIA

Il contratto per Genesis ammonta a 76,6 milioni di euro. Un consorzio di 14 enti guidato da OHB Italia avrà il compito di sviluppare, fabbricare, qualificare, calibrare, lanciare e gestire il satellite Genesis, compresi tutti i suoi payload. L’obiettivo è la realizzazione di un osservatorio spaziale che misurerà dall’alto la Terra a livello millimetrico. Il satellite si avvarrà per la prima volta nella storia spaziale dell’utilizzo simultaneo di quattro tecnologie geodetiche per mappare il nostro Pianeta, spiega la nota di OHB Italia. In qualità di Prime Contractor, l’azienda italiana sarà responsabile della gestione e del coordinamento del progetto di ingegneria di sistema, della realizzazione del Ground Segment e dell’approvvigionamento dei servizi di lancio, nonché della attività operativa satellitare biennale.

Questa missione è sostenuta da Italia, Belgio, Francia, Svizzera, Ungheria e Regno Unito.  Il lancio del satellite Genesis è previsto nel 2028, seguito da anni di sfruttamento scientifico.

DUE CONTRATTI PER IL DIMOSTRATORE LEO-PNT

Per quanto riguarda LEO-PNT, sono stati firmati due contratti paralleli di 78,4 milioni di euro ciascuno per due dimostratori in orbita end-to-end di posizionamento, navigazione e timing in orbita bassa (LEO-PNT).

LEO-PNT è una piccola costellazione di satelliti dimostrativi che voleranno vicino alla Terra e testeranno l’uso di nuovi segnali e bande di frequenza, rendendo possibile un’eccezionale resilienza, precisione e velocità di navigazione che potenzialmente consentirà un lungo elenco di nuove applicazioni e servizi.

I contratti comprendono la progettazione e lo sviluppo dei satelliti e dei payload, del segmento terrestre, del segmento di test user e i lanci di satelliti, le operazioni, la sperimentazione e la dimostrazione dei servizi con gli utenti finali.

UNO ALLA SPAGNOLA GMV

Uno dei contratti per il dimostratore LEO-PNT è guidato dalla spagnola GMV Aerospace and Defence, come responsabile del sistema complessivo, e OHB System AG (DE) come partner principale e responsabile del segmento spaziale.

L’ALTRO A THALES ALENIA SPACE

L’altro riguarda invece Thales Alenia Space in Francia e in Italia che sarà il prime contractor del programma, con il sostegno di imprese della filiera europea dei nanosatelliti, principalmente situate in Spagna e in Germania. Telespazio joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%), parteciperà fornendo le sue competenze in materia di gestione operativa e analisi delle prestazioni del sistema.

LEO PNT beneficerà del solido know-how di Thales Alenia Space in materia di navigazione, dai programmi EGNOS a Galileo Seconda Generazione (G2), e dell’esperienza acquisita dall’azienda nell’ambito di sistemi di posizionamento nativi o dell’Internet delle Cose (IoT) come ARGOS, Angels, Kineis o Omnispace, spiega una nota della società guidata da Hervé Derrey.

Il lancio del primo satellite LEO-PNT è previsto entro 20 mesi dal kick off e la costellazione completa dovrebbe essere in orbita entro il 2027.

GLI OBIETTIVI

La costellazione dimostrerà i vantaggi di lavorare in combinazione con Galileo e altri sistemi globali di navigazione satellitare in un approccio multistrato.

Nello specifico, LEO-PNT assicurerà segnali per migliorare la robustezza del Global navigation satellite system (GNSS) esistente nell’orbita terrestre media, come disturbi di fenomeni naturali e interferenze. Inoltre, fornirà servizi in luoghi in cui gli attuali sistemi satellitari non possono raggiungere le aree urbane profonde e persino gli ambienti al chiuso. Questa missione dimostrerà anche la capacità di una costellazione di navigazione LEO di fornire una capacità di monitoraggio dei segnali Galileo ed EGNOS dallo spazio.

Un altro obiettivo di questa missione è dimostrare l’interoperabilità del PNT con gli standard di comunicazione aperti, tra cui 5G/6G, aprendo le porte a nuove applicazioni per l’Internet-of-Things, i servizi di emergenza e i dati a bassa latenza per il posizionamento e il timing.

LE RICADUTE

“L’aggiunta della costellazione LEO-PNT all’attuale sistema globale di navigazione satellitare Galileo, in combinazione con il miglioramento dei ricevitori utilizzati, renderà possibili nuove applicazioni e stimolerà la crescita economica, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2”  ha dichiarato Hervé Derrey, ceo di Thales Alenia Space.

Infine, le applicazioni che una costellazione di navigazione in orbita terrestre bassa può rendere possibili insieme al GNSS esistente spaziano dai trasporti, compresi quelli automobilistici, i veicoli autonomi, le ferrovie, alla mobilità marittima e alla mobilità digitale in generale, alle infrastrutture critiche, ai dispositivi mobili, al tracciamento delle risorse o agli ambienti interni.

 

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