Innovazione

Modem libero, tutti i dettagli sulla baruffa dopo l’ultima delibera Agcom

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L’Agcom ha rinviato a normativa sul modem libero: il diritto degli utenti a usare un proprio modem per l’accesso a internet. Proteste da utenti, associazioni e anche provider

Prima ha detto sì e ora “vediamo”. Con la delibera “modem libero”, l’Autorità Garante delle Comunicazioni ha sancito il diritto degli utenti di accedere a Internet attraverso un modem di propria scelta, abbandonando quindi quello dato loro in comodato d’uso dagli operatori.

Questi ultimi avevano 120 giorni di tempo per adeguare le politiche sulla fornitura degli apparati necessari alla fruizione del servizio dopo la pubblicazione avvenuta il 2 agosto. Ergo Tim, Vodafone, Fastweb e tutti gli altri fornitori di servizi di connettività avevano tempo fino al 30 novembre per aggiornare offerte e contratti.

IL PASSO INDIETRO DEL GARANTE

Sembrava cosa fatta, ma la scorsa settimana l’Autorità ha fatto dietrofront con la delibera 476/2018 con la quale ha prorogato i termini per l’attuazione della delibera “Modem libero” di 30 giorni.

Gli utenti dovranno attendere ancora, almeno inizio 2019, per essere liberi di accedere a internet scegliendo il modem che preferiscono.

LA DELIBERA AGCOM

Quest’estate il Garante per le comunicazioni aveva preso posizione a favore dei consumatori con la delibera 348/2018 stabilendo il diritto degli utenti finali di utilizzare apparecchiature terminali di accesso ad Internet di loro scelta. L’Agcom si era così allineata alla normativa europea sulla neutralità della rete del 2016, a cui è connessa la libertà di uso di dispositivi d’accesso.

In base a questa delibera, le aziende fornitrici di connettività a internet non possono più imporre i propri modem in abbinamento alle offerte di accesso alla rete, consentendo agli utenti la libertà di scegliere un qualsiasi altro modem, a condizione che questo soddisfi i requisiti di base di natura tecnica e normativa.

1 A 0 PER LE TELCO

Il motivo dietro a questa proroga è da ricondurre a una richiesta delle Telco che sarebbero ancora impreparate al cambiamento.

Come si legge nella delibera 476/2018, l’Autorità ha tenuto conto delle istanze pervenute da alcuni operatori, i quali hanno chiesto una proroga in considerazione del fatto che la decorrenza dei termini per l’applicazione della “delibera modem libero” è coincisa con la sospensione estiva delle attività delle strutture interne ed esterne coinvolte nelle analisi e valutazioni tecniche, senza dimenticare gli impatti tecnici e commerciali derivanti dall’adeguamento.

LA DELUSIONE DI CONSUMATORI E ASSOCIAZIONI

“Decisamente non ci fa piacere che siamo i consumatori a pagare per i problemi degli operatori ad adeguarsi alle decisioni delle autorità (a essere intervenuti sulla questione non solo Agcom, ma anche Antitrust, infatti, ndr)”, ha dichiarato Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo a Repubblica.

Il ritardo dell’Agcom è ritenuto ingiustificabile anche dalla Free Modem Association, che raccoglie i provider internet, costruttori di apparati, commercianti e consumatori.

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