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Microsoft-TikTok, ecco i problemi da risolvere

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Microsoft vuole parte di TikTok, ma l’acquisizione presenta importanti problemi tecnici, dicono gli analisti. Tutti i dettagli

 

Microsoft vuole acquistare un’importante fetta (tra cui la divisione Usa) di TikTok, l’app di origini cinese di video sharing, utilizzatissima dagli adolescenti. La questione tiene banco dai primi giorni di agosto. La mossa, però, per la Casa di Redmond è complessa.

Diversi, infatti, sono gli scogli da superare. A sperare (e spingere) per la chiusura di un accordo è Donald Trump, che avrebbe chiesto al gigante tech americano di elaborare un piano per chiudere l’acquisizione (salvando i dati degli americani che utilizzano la piattaforma) entro il 15 settembre. Se l’acquisto non ci sarà allora Washington è pronta a vietare l’utilizzo dell’app. Intanto si fa avanti, come pretendente, anche Twitter.

Andiamo per gradi.

LA SEPARAZIONE

Partiamo dagli scogli che dovrà affrontare e superare il colosso di Redmond. L’acquisizione delle attività dell’app in Usa, Canada, Nuova Zelanda ed Australia impegna la società proprietaria dell’app social, ByteDance, alla separazione delle divisioni, tecnologicamente parlando, dalla stessa ByteDance.

Il processo potrebbe richiedere, afferma Reuters, almeno un anno.

TROPPI LEGAMI (E CONDIVISIONI)

La separazione non sarebbe cosa facile. TikTok, scrive Reuters citando fonti al corrente del dossier, è funzionalmente e tecnicamente simile a Douyin di proprietà di ByteDance, che è disponibile solo in Cina, e condivide risorse tecniche con questa e altre piattaforme di proprietà di ByteDance.

PROCESSO AVVIATO

C’è da dire, comunque, che su questo fronte ByteDance è già a lavoro. Già da diversi mesi, proprio su spinta del governo americano, la proprietaria di TikTok ha avviato il processo di scissione. Il codice per l’app, che determina l’aspetto di TikTok, è stato separato da Douyin, mentre il codice del server (che fornisce, tra le altre cose, la conservazione dei dati) è ancora parzialmente condiviso tra altri prodotti ByteDance.

UN PERIODO DI TRANSIZIONE

Microsoft potrebbe essere soggetta ad un periodo di transizione: nonostante la vendita dovrà fare affidamento sul codice di ByteDance. E la cosa non sarebbe gradita dal Comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS).

SEPARAZIONE REGIONALE

Tra le sfide che deve affrontare Microsoft c’è anche quella della separazione regionale (Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda) dei dati degli utenti dai contenuti prodotti. A rendere attraente TikTok è un algoritmo che consiglia il prossimo video da guardare sulla base di un’analisi del comportamento dell’utente.

Non basterà a Microsoft fare affidamento all’algoritmo, dovrà utilizzare e sfruttare anche i dati.

“Gli algoritmi non valgono nulla senza i dati”, ha sottolineato a Reuters Jim DuBois, ex Chief Information Officer di Microsoft. “Segmentare i dati per quei paesi è un compito importante.”

IL CAVEAU DI TIKTOK

Dati, quelli di cui stiamo parlando, che TikTok ha detto di tenere archiviati negli Stati Uniti, con un backup a Singapore, separato dal resto dell’azienda.

Nonostante questo l’impresa del trasferimento (e della separazione) dei dati non è semplice. “A volte possono essere necessari mesi e mesi solo per identificare” gli IP e altri asset utilizzati, ha fatto notare Karen C. Hermann, avvocato di Venable LLP.

L’ALTRO: TWITTER

Non solo questioni tecniche da risolvere per Microsoft. Secondo quanto rivelato da Wall Street Journal, sarebbero intercorse delle trattative preliminari tra TikTok e Twitter sulle attività statunitensi dell’app di videosharing.

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