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Meta Ue

Marketplace, quanto rischia Meta in Europa per abuso di posizione dominante

Per la Commissione Ue, Meta ha violato le norme antitrust su pubblicità con "abuso di posizione dominante" legando il suo servizio di annunci online Facebook Marketplace con il suo social network personale Facebook

 

Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, è accusata di violazioni della concorrenza dell’Ue sul mercato degli annunci economici online.

La Commissione europea ha informato il colosso social fondato da Mark Zuckerberg del suo parere preliminare secondo cui l’azienda ha violato le norme antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nei mercati pubblicitario online. Nello specifico, l’esecutivo Ue contesta il fatto che Meta leghi il suo servizio di annunci online, Facebook Marketplace, al suo social network personale, Facebook. I rivali sul mercato degli annunci online non beneficiano infatti di tale accesso agli utenti di Facebook e ai loro dati e il collegamento potrebbe costituire un abuso della posizione dominante di Facebook nel mercato dei social media.

Inoltre, la Commissione teme che Meta imponga condizioni commerciali sleali ai concorrenti di Facebook Marketplace a proprio vantaggio.

La Commissione ha affermato che ciò è “ingiustificato, sproporzionato e non necessario” allorché Meta fornisce i propri servizi di annunci display online. Queste condizioni sono un peso per i concorrenti e avvantaggiano solo Facebook Marketplace, ha affermato il ramo esecutivo dell’Ue. “Pensiamo a eBay, che non può contare sulla forza di trascinamento di un social come Facebook” puntualizza Repubblica.

Se confermate, queste pratiche violerebbero l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (“TFUE”) che vieta l’abuso di posizione dominante.

L’Ue ha avviato per la prima volta un’indagine formale sulla concorrenza del Marketplace di Facebook nel giugno 2021. Il parere preliminare, secondo cui l’azienda statunitense avrebbe distorto la concorrenza dei mercati online, è stato già notificato a Meta.

Tutti i dettagli.

IL PARERE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SU VIOLAZIONE REGOLE ANTITRUST

Secondo il parere preliminare della Commissione europea, Meta ha violato le norme antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nei mercati pubblicitari online e abusando della propria posizione dominante che gli avrebbe permesso di imporre condizioni commerciali scorrette ai concorrenti di Facebook Marketplace.

Nella sua valutazione, la Commissione Ue ritiene che Meta sia dominante nel mercato dei social network personali, che si estende a tutta Europa, così come nei mercati nazionali della pubblicità dedicata a “display online” sui social media. L’azienda statunitense avrebbe abusato della sua posizione dominante sul mercato, legando il suo servizio di annunci online Facebook Marketplace con il suo social network personale Facebook. In questo modo, gli utenti di Facebook avrebbero automaticamente accesso a Facebook Marketplace, che lo vogliano o meno. La Commissione teme che i concorrenti commerciali possano essere preclusi dal servizio, poiché il vincolo conferisce a Facebook Marketplace un sostanziale vantaggio di distribuzione, di cui i concorrenti non possono usufruire.

A DISCAPITO DEI CONCORRENTI

In secondo luogo, l’azienda di Mark Zuckerberg imporrebbe unilateralmente condizioni commerciali sleali ai servizi di annunci online concorrenti che pubblicizzano su Facebook o Instagram. Nel parere comunicato, l’esecutivo Ue teme che i termini e le condizioni che autorizzano Meta a utilizzare i dati relativi agli annunci dei concorrenti a vantaggio di Facebook Marketplace, siano ingiustificati, sproporzionati e non necessari per la fornitura di servizi di pubblicità online sulle piattaforme di Meta. Tali condizioni imporrebbero un onere ai concorrenti a vantaggio solo Facebook Marketplace.

PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ART. 102 DEL TFUE

Se confermate, queste pratiche violerebbero l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), che vieta l’abuso di posizione dominante sul mercato. L’invio di una comunicazione degli addebiti non pregiudica l’esito dell’indagine.

RISCHIO MULTA MILIARDARIA

Ora Meta è autorizzata a esaminare i documenti, rispondere per iscritto e richiedere un’audizione orale per presentare le proprie osservazioni, secondo la Commissione. Dopodiché la Commissione prenderà una decisione definitiva sul presunto abuso di posizione dominante della società. Se la violazione della concorrenza fosse confermata, Facebook potrebbe incorrere in una multa pari fino al 10% del suo fatturato sul mercato europeo. Per Meta, che ha realizzato ricavi annuali per 117,92 miliardi di dollari nel 2021, ciò potrebbe significare una sanzione fino a 11,8 miliardi di dollari, quantifica Cnbc.

LA REPLICA DI META

La società ha rispedito al mittente le accuse. “Le affermazioni della Commissione Europea sono prive di fondamento. Continueremo a lavorare con le autorità di regolamentazione per dimostrare che l’innovazione dei nostri prodotti è favorevole ai consumatori e alla concorrenza”: è il commento di Tim Lamb, responsabile della concorrenza Emea di Meta, dopo il parere preliminare di Bruxelles secondo cui l’azienda ha violato le norme antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nei mercati pubblicitario online.

PRIMA VOLTA CHE FACEBOOK RICEVE ACCUSA DI POSIZIONE DOMINANTE

Infine, per il gruppo Meta è la prima volta che viene accusato dall’Ue di abuso di posizione dominante. Come ricorda Politico, la società ha ricevuto una multa da 110 milioni di euro da parte dell’Ue cinque anni fa per non aver fornito informazioni corrette durante la revisione della fusione da parte dell’Ue per l’acquisizione di WhatsApp. Nel 2017 le autorità di regolamentazione antitrust tedesche hanno ritenuto abusive le sue pratiche di raccolta dei dati e hanno ordinato a Facebook di interrompere il tracciamento degli utenti al di fuori del suo social network, un caso che è ancora oggetto di discussione in tribunale. Un’indagine separata dell’Ue sul patto “Jedi Blue” di Meta del 2018 con Google è stata chiusa.

L’eventuale sanzione da parte dell’Ue sarebbe l’ultima battuta d’arresto per Meta, che sta affrontando la pressione degli investitori sul suo perno verso il “metaverso”, tra le altre cose. Il prezzo delle azioni della società è sceso di oltre il 60% quest’anno a causa di un crollo più ampio dei titoli tecnologici.

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