Innovazione

L’ultima trumpata di Trump contro Huawei e Zte

di

Huawei

Dal 13 agosto gli enti federali americani non potranno più avere rapporti commerciali con Huawei. Tutti i dettagli dell’ultima mossa della Casa Bianca contro Huawei

 

Dal 13 agosto gli enti federali americani non potranno più avere rapporti commerciali con Huawei. È questa l’ultima mossa di Trump nella partita contro Huawei. Una partita infinita. Rigori, fischi, ammonizioni, espulsioni (si guardi all’arresto della figlia del fondatore della casa tecnologica, Meng Wanzhou), goal e belle ed importanti parate. Traverse e tiri fuori. E il primo tempo deve ancora finire. Un po’ come le partite di Holly e Benji.

LA NUOVA MOSSA DI TRUMP

L’agenzia statunitense responsabile per i contratti governativi, mercoledì 7 agosto, ha rilasciato una norma provvisoria in cui si stabilisce il divieto di acquisto da parte degli enti federali di apparecchiature di telecomunicazione da cinque società cinesi, tra cui Huawei.

Il divieto è stato incluso nel National Defence Authorization Act (NDAA) approvato lo scorso anno, che ha limitato l’uso del denaro federale per acquistare apparecchiature e servizi di telecomunicazione e apparecchiature di videosorveglianza da società di telecomunicazioni ritenute problematiche per la sicurezza nazionale.

NON SOLO HUAWEI

La nuova regola entrerà in vigore tra una settimana, il 13 agosto, e prende di mira anche altri giganti della tecnologia cinese Zte, Hytera e Hikvision.

La norma arriva un anno prima della scadenza del Congresso del mese di agosto 2020 per tutti gli appaltatori federali.

DEROGHE

Il governo concederà deroghe agli appaltatori caso per caso, purché non costituiscano una minaccia alla sicurezza nazionale.

LA RISPOSTA DI HUAWEI

Huawei, che da sempre ha negato di essere una minaccia per la sicurezza nazionale, ha detto che continuerà “a contestare la costituzionalità del divieto in tribunale federale”.

A PAGARNE LE CONSEGUENZE SARANNO I CITTADINI DELLE AREE RURALI

Il portavoce di Huawei, Chase Skinner, come riporta TechCrunch, ha detto che la società si aspettava una mossa di questo tipo, ma che questa non sarebbe la soluzione giusta per garantire la sicurezza del Paese.

“La legge NDAA e le sue disposizioni di attuazione non faranno nulla per garantire la protezione delle reti e dei sistemi di telecomunicazione statunitensi, ma rappresenta solo una barriera commerciale basata sul paese di origine, che invoca azioni punitive senza alcuna prova di un comportamento errato”, ha affermato.

“Alla fine, saranno i cittadini delle aree rurali degli Stati Uniti a subire gli effetti più negativi, poiché le reti che utilizzano per la connettività digitale si basano su Huawei”, ha aggiunto Skinner.

UNA PARTITA INFINITA

Il divieto è solo l’ultima mossa di Trump contro Huawei Technologies, il più grande produttore mondiale di apparecchiature per reti di telecomunicazioni, che Washington accusa di spionaggio e di furto di proprietà intellettuale.

Mentre Trump ha inserito Huawei nella lista nera e provato a chiedere il bando della società anche da parte degli alleati, l’azienda di Shenzen mette a segno una buona semestrale e continua a siglare contratti per il 5G.

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