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Lockheed Martin, chi e come sfruculia gli F35 negli Usa

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F 35

Lockheed Martin continua a fornire componenti degli F-35 che non sono pronte per l’uso. È quello che emerge da un’indagine di un comitato del Congresso Usa riportato da Bloomberg

 

Nuove grane per il programma Jsf, il più costoso del Pentagono. Gli equipaggi che lavorano con l’F-35 hanno dichiarato di lavorare ore extra per far volare i caccia perché Lockheed Martin, prime contractor del programma, continua a fornire parti che non sono pronte per l’installazione.

È quanto è emerso da un rapporto del comitato di supervisione e riforma della Camera dei rappresentanti che sta esaminando la “mancata fornitura di pezzi di ricambio F-35 che soddisfano i requisiti contrattuali” di Lockheed Martin. Lo ha riportato ieri Bloomberg in base alla lettera datata 18 giugno inviata dal comitato congressuale a James Taiclet, nuovo ad di LM, subentrato questo mese a Marillyn Hewson.

COSA HA RISCONTRATO IL COMITATO DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTATI USA

A partire da fine 2019, il personale del comitato “ha appreso informazioni preoccupanti su come i problemi irrisolti con i pezzi di ricambio dell’F-35 comportino costi in eccesso”. Dal momento che i militari devono “deviare il personale per risolvere questi problemi e utilizzare soluzioni alternative per mantenere i velivoli F-35 in volo”, si legge nella lettera riportata da Bloomberg.

Il comandante della Luke Air Force Base in Arizona, con una delle più grandi flotti di F-35, (dove il 27 aprile i velivoli F-35A italiani impiegati per l’addestramento di piloti ed istruttori di volo hanno raggiunto il traguardo delle 2000 ore di volo) ha rivelato agli investigatori del Comitato che da giugno a novembre 2019, il 60% delle componenti ricevute ha avuto problemi.

I comandanti hanno espresso preoccupazione per il fatto che le carenze nei registri elettronici, necessari per tenere traccia delle informazioni vitali di ciascuna componente, “aumenteranno e diventeranno ancora più difficili da affrontare” man mano che la flotta F-35 si espande e si dispiega in missioni di combattimento.

LE RICHIESTE A LOCKHEED MARTIN

Alla luce di queste problematiche, il comitato della Camera ha chiesto al numero uno di Lockheed Martin entro il 30 giugno una serie di documenti, tra cui presentazioni interne ed esterne. In particolare i membri del comitato vogliono ricevere informazioni sull’impegno LM agli sforzi per ridurre il numero di componenti dell’F-35 che richiedono registri elettronici e sugli investimenti effettuati per ridurre il numero di difetti nei registri forniti.

LA REPLICA DEL COLOSSO DELLA DIFESA

“Forniremo tutte le informazioni pertinenti” al comitato di supervisione ha dichiarato via mail Brett Ashworth, portavoce di Lockheed Martin. Sottolineando come l’azienda abbia “già apportato numerosi miglioramenti all’automazione e ha migliorato i processi di responsabilità dei fornitori che stanno riducendo i costi e migliorando le prestazioni”.

QUESTI PROBLEMI RISCHIANO DI GONFIARE I COSTI?

I problemi con le componenti rappresentano un anello debole nel complesso programma F-35. In quanto lo sforzo extra necessario per far volare gli aerei rende più difficile risolvere il problema a lungo termine del programma, riducendo i costi di gestione e supporto della flotta da combattimento.

COSA AVEVA RIVELATO IL MESE SCORSO IL GAO

Problemi già portati all’attenzione due mesi fa. All’inizio di maggio il Government Accountability Office (Gao), che vigila sulla regolarità delle procedure d’appalto pubbliche negli Stati Uniti, ha presentato l’annuale rapporto segnalando una serie di problemi con il programma F-35 Joint Strike Fighter.

La modernizzazione dell’F-35 Lightning II è in ritardo di due anni e il suo costo è aumentato di 1,5 miliardi di dollari.

Secondo il Gao i ritardi potrebbero derivare anche dalla ricerca di fonti alternative per le componenti precedentemente fabbricate in Turchia (esclusa al momento dal programma Jsf).

“Il programma ha identificato nuove fonti per 1.005 parti prodotte da fornitori turchi, ma sta valutando l’effetto di 15 parti chiave attualmente non prodotte al tasso di produzione necessario”. Si legge nel rapporto del Gao.

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