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Lo smartphone scomparirà, tra pochi anni

Copia Privata Smartphone Agcm Tim

Quella che sembra essere una delle invenzioni più rivoluzionarie degli ultimi anni, lo smartphone, è destinata a scomparire a breve, a causa di intelligenza artificiale e realtà aumentata

 

Questa sera, prendendo il vostro smartphone, ringraziatelo per tutto quello che fa per voi, per essere un vostro amico fedele, per ricordarvi tutti gli appuntamenti della giornata, per mettervi in contatto anche con chi è più lontano, per permettervi di rilassarvi ascoltando buona musica o semplicemente perchè vi aiuta a ritrovare vecchi parenti e amici.

Grazie alle applicazioni che ritroviamo sul nostro telefono intelligente possiamo davvero fare quasi tutto. Ma un giorno (non troppo lontano, qualcuno ipotizza tra 4 anni), gli smartphone scompariranno e diventeremo nostalgici verso degli strumenti che tanto ci hanno fatto compagnia (virtuale, ma pur sempre compagnia). Dunque, anche il telefonino intelligente farà la stessa fine delle cassette e delle videocassette, dei lettori cd e del fax.

FastwebA mandare in pensione lo smartphone sarà la realtà aumenta e l’intelligenza artificiale, che nel futuro prossimo dialogherà con noi come se fosse un nostro amico. Ma il progresso della tecnologia non è solo questo e, al momento, non sembra avere limiti, spingendoci verso scenari che abbiamo solo visto nei film di fantascienza: cervello e computer si collegheranno per caricare e scaricare informazioni. Andiamo per gradi.

Smartphone, nessuna caratteristica per un rapporto a lungo termine

Sono in tanti a pensare allo smartphone come ad un oggetto rivoluzionario. Ed in parte lo è: piccolo ma potente, ci consente di gestire un numero sempre maggiore di attività quotidiane. E grazie a e telecamere e sensori GPS, ci permette di utilizzare app come Facebook, Snapchat e Uber.

Diciamocelo, se scompariranno è solo per colpa delle loro stesse caratteristiche. Dobbiamo ricordarci di prenderli con noi, sono gadget non indossabili e, soprattutto, la loro sopravvivenza quotidiana è legata ad una batteria che si scarica pochi minuti prima di un appuntamento telefonico importante o nel mentre la tua cara auto si ferma nel bel mezzo di una strada deserta e poco trafficata.

Non ci sono le basi, dunque, perchè lo smartphone resti a lungo un gadget a cui possiamo fare affidamento per un lungo periodo.

Addio agli smartphone, entro 5 anni

realtà aumentataC’è chi, in realtà, ha già messo un limite temporale alla vita de telefoni intelligenti. Tra 5 anni andranno in pensione, per volere di intelligenza artificiale e cuffie per la realtà aumentata. Saranno queste due nuove tecnologie ad offrirci la intrattenimento, applicazioni e servizi. Ne sono convinti gli esperti intervistati da Ericsson per lo studio “10 Hot Consumer trends for 2016”.

Se è vero, comunque, che l’innovazione è anche vero che cinque anni sembrano ancora troppo pochi per questa grande rivoluzione. E, ancora, se predirne la morte definitiva è prematuro (così come lo è predire l’addio a PC, televisioni e radio), è anche vero che Microsoft, Facebook, Amazon e i grandi guru della tecnologia, come Elon Musk, stanno costruendo un futuro in cui l’utilizzo dello smartphone non sarà più necessario.

Cosa sostituirà lo smartphone?

L’intelligenza artificiale e la realtà virtuale. L’85% degli intervistati dello studio a firma Ericsson, infatti, è convinto che grazie alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale in un futuro molto prossimo avremo a che fare con assistenti elettronici indossabili e con sensori interni misureranno il nostro benessere e migliorare la nostra vista, udito e la memoria.

Intervista a parte, c’è da dire che il mondo sta andando verso questa direzione. Anche gli smartphone, in fondo, stanno provando ad adeguarsi. Si pensi al nuovo Samsumg Galaxi 8 che vanta la presenza di Bixby, un nuovo assistente virtuale che in futuro ci permetterà di controllare ogni singola funzione e app con solo la voce. Anche il prossimo iPhone, almeno secondi indiscrezioni, avrà gli aggiornamenti per l’assistente Siri. E poi c’è Amazon Echo, c’è il robot Sophia e i giochi in realtà virtuale che ci permettono di vivere a pieno ( e in modo realistico) l’esperienza che ci propongo i videogames.

Il futuro prossimo di intelligenza artificiale e realtà aumentata

Microsoft, Facebook, Google, Apple, Magic Leap e tante numerose altre start up tecnologiche sono a lavoro per dar vita a cuffie autonome per la realtà aumentata. Una volta realizzate lo schermo dello smartphone non sarà più necessario. Forse non sarà più necessario alcuno schermo, dal momento che la nuova tecnologia ci proietterà le immagini 3D (dettagliate) dritto negli occhi.

A cosa servirà uno schermo se tutte le chiamate, chat, film e giochi potranno “materializzarsi” dinanzi a i nostri occhi?

Anche l’intelligenza artificiale farà passi da gigante nei prossimi anni. Gli assistenti, anche quelli che conosciamo (prendi Siri e Alexa di Amazon) diventeranno più intelligenti e potranno anche dialogare con noi.

La tecnologia sarà sempre più invasiva. Meglio, vita e tecnologia si mescolano, i confini tra mondo reale e mondo virtuale saranno sempre più sottili, con vantaggi enormi per l’uomo.

L’innovazione estrema: l’idea di Elon Musk

Accennavamo prima che la tecnologia non si pone limiti. Meglio Elon Musk non si pone limiti e dopo aver scommesso sull’auto elettrica e sui viaggi nello Spazio, ora il guru punta a collegare computer e cervello.

elon muskQualche settimana fa, infatti, Elon Musk ha presentato Neuralink, società di ricerca medica, nata lo scorso luglio, in California, e impegnata a creare dispositivi che possono essere impiantati nel cervello umano, con l’obiettivo di aiutare gli esseri umani a fondersi con il software e tenere il passo con i progressi dell’intelligenza artificiale. Uno scenario che ricorda Matrix e la più recente serie Black Mirror.

La società californiana ha lo scopo primario di curare patologie neurodegenerative ed, in un secondo tempo, anche di migliorare le capacità degli essere umani per evitare che siano messi in difficoltà o restino indietro rispetto alle macchine intelligenti.

Secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal farebbero parte della società che ha l’obiettivo di collegare il cervello ai computer Vanessa Tolosa, esperta di elettrodi flessibili; Philip Sabes, esperto di modelli di controllo del movimento del cervello, e Timothy Gardner, famoso per aver studiato il canto degli uccelli attraverso piccoli elettrodi impiantati nella corteccia cerebrale dei fringuelli.

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