Innovazione

Linux, perché consiglio l’open source per fare business

di

programmi

L’articolo di Giordano Alborghetti (LibreItalia e The Document Foundation) 

 

L’introduzione sarà un po’ lunga, vi prometto di non annoiare, ma avvicinare incuriosendo le persone al software libero. Prima scena: siete a casa di un vostro amico, vi prepara una carbonara talmente buona che gli chiedete la ricetta. La risposta? “Mi spiace la ricetta è segreta ti devi fidare di me”. Seconda scena: guardate le due foto qui in basso e ditemi se trovate differenza.

Non vi faccio perdere tempo, a sinistra è cibo confezionato, non conoscete gli ingredienti, vi dovete fidare dell’etichetta del produttore, a destra una pastiera napoletana (il mio dolce preferito), ma la ricetta la potete trovare, quindi non solo la mangiate, ma la potete rifare, modificare condividendo le modifiche con altre persone. Ora provate a traslare questo nel mondo digitale – digitale è immateriale, ma reale –, ci sono due grosse famiglie di software, da una parte quelli che tengono la  ricetta segreta – software proprietario –, dall’altra il software libero, per ogni programma tu lo puoi eseguire, modificare, redistribuire, migliorare, proprio come la ricetta della pastiera. Per cui di fatto è trasparente e tutti possono vedere com’è fatto. Ma Linux è difficile da usare, è solo per chi è già capace! Anche questo non è vero. Quella sotto è la foto del mio desktop.

È solo un piccolo esempio per riuscire a farmi capire. Con pochi e semplici passaggi una volta installato, si può tranquillamente essere operativi con la posta elettronica, Thunderbird, un browser, Firefox, un programma per scrivere, LibreOffice, e tanti altri programmi. Per chi ha una piccola o media impresa lo può usare al posto di Windows, così come a casa. Ma se ho bisogno di assistenza? Sicuramente nella vostra zona ci sono informatici che si occupano di software libero che vi possono aiutare. Perché il bello è questo, io azienda investo i miei soldi sul territorio e rimangono sul territorio. Con l’open source si può fare business! Sempre con l’attenzione verso la comunità. Nelle prossime puntate proverò ad entrare più nel dettaglio.

Giordano Alborghetti

Articolo pubblicato su Zafferano.news

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