Innovazione

Che cosa c’entrano Leonardo-Finmeccanica, Ifnfn e Asi con la sonda Insight della Nasa

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La sonda Insight della Nasa è atterrata con successo su Marte. A bordo anche tecnologia italiana: la bussola realizzata da Leonardo (ex Finmeccanica) e Larri, un microriflettore laser sviluppato dall’Infn con il supporto dell’Asi

L’ammartaggio è ancora prerogativa americana, grazie anche alla “bussola” italiana a bordo. Ieri sera la sonda interplanetaria Insight è atterrata sul suolo marziano segnando l’ottavo atterraggio perfetto su Marte per la Nasa. A bordo anche tecnologia italiana, come quella di Leonardo (ex Finmeccanica).

SETTE ANNI IN SETTE MINUTI “DI TERRORE”

Partita lo scorso 5 maggio dalla base di Vandenberg, in California, dopo sette anni di lavoro Insight ha percorso 458 milioni di chilometri dalla Terra in sette mesi di viaggio.

Ma se arrivare su Marte è già un’impresa, l’atterraggio resta ancora oggi un passaggio critico per le missioni marziane per via dell’atmosfera rarefatta del pianeta che non fa da ‘freno naturale’ durante la discesa. L’atterraggio morbido sul Pianeta Rosso è riuscito solo al 40% dei veicoli che lo ha tentato e il primato è ancora prerogativa esclusiva degli Stati Uniti.

Alle 20.47 (ora italiana) è iniziata dunque la fase delicata – ribattezzata sette minuti di terrore non a caso – conclusasi un secondo dopo le 20.53 quando la sonda è atterrata sulla superficie di Marte.

SCATTI DAL PIANETA ROSSO

“C’è una bellezza quieta. Non vedo l’ora di esplorare la mia nuova casa”. Cinguettava ieri sera InSightNasa su Twitter accompagnando la seconda foto. Dopo la prima che mostrava una nebolusa attraverso la polvere dell’atterraggio ancora presente sull’obiettivo, la seconda mostra uno scorcio del pianeta rosso visto dal braccio meccanico della sonda.

OBIETTIVO DELLA MISSIONE

Marte ha dunque ricevuto il suo nuovo residente robotico per i prossimi 2 anni. È la prima missione il cui obiettivo è esplorare le profondità del Pianeta Rosso per capire come si sono formati i pianeti rocciosi, incluse la Terra e la sua Luna.

Insight utilizzerà un rover per dispiegare i suoi due strumenti primari: un sismometro e un una scavatrice meccanica. Il primo, concepito in Francia, sarà posato direttamente sul suolo marziano e ascolterà le sue vibrazioni minime: onde d’urto della meteora, movimenti del suolo, scricchiolii di strati rocciosi, persino movimenti profondi del magma.

La scavatrice, l’Hp3 di origine tedesca, dovrà scavare tra i 3 ei 5 metri dalla superficie di Marte per misurarne la temperatura.

IL CONTRIBUTO ITALIANO

Nel progetto della Nasa da 993 milioni di euro c’è anche una parte italiana. A bordo di Insight ci sono lo startracker, la bussola spaziale, realizzato da Leonardo (ex Finmeccanica) e un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana.

BUSSOLA TARGATA LEONARDO A BORDO

“È la quarta missione Nasa che arriva su Marte con il nostro sensore stellare” ha dichiarato all’Adnkronos Marco Molina, Responsabile Ricerca e Sviluppo Spazio di Leonardo.

Lo Star Tracker, uno dei sensori fondamentali per la guida della missione, è stato progettato e prodotto da Leonardo negli stabilimenti di Campi Bisenzio.

LARRI DELL’INFN/ASI

Ancora italiano è Larri (Laser Retro-Reflector for Insight) un microriflettore laser a bordo di Insight sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Lo strumento fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. Il neo commissario straordinario dell’Asi, Piero Benvenuti, ha poi ricordato il coinvolgimento della Sardegna Deep Space Antenna, la grande parabola sarda del radiotelescopio SRT, che ha ricevuto i dati e seguito le fasi di atterraggio di Insight”

LE PROSSIME TAPPE MARZIANE

“La sonda Usa – ha precisato infine Benvenuti – apre la strada alle due successive missioni marziane: ExoMars 2020, missione dell’Esa a guida italiana scientifica e industriale e quella sempre statunitense Mars2020. Entrambe porteranno sul suolo del pianeta rosso un rover. In particolare ExoMars studierà per la prima volta il sottosuolo marziano fino a 2 metri nella speranza di trovare tracce di una evoluzione biologica passata o presente”.

Insight_image_pillar – Nasa

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