Innovazione

Leonardo-Finmeccanica, cosa c’è di nuovo sul Tempest (l’Italia dice sì al progetto britannico)

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Tempest

Che cosa ha svelato il quotidiano La Stampa sull’adesione dell’Italia al progetto di caccia di sesta generazione Tempest del Regno Unito. Il ruolo di Leonardo-Finmeccanica

 

L’Italia aderirà al programma Uk Tempest: la costruzione di un caccia multi-ruolo di sesta generazione, il primo aereo da combattimento stealth europeo.

Lo hanno assicurato al quotidiano La Stampa fonti britanniche. La conferma è arrivata nel corso dell’incontro bilaterale tra il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, e il suo omologo del Regno Unito Ben Wallace, a Helsinki giovedì scorso a margine della ministeriale Ue.

CHE COSA HA SVELATO LA STAMPA SU ITALIA, LEONARDO-FINMECCANICA E TEMPEST

Ha aggiunto La Stampa: “L’11 a Londra ci dovrebbe essere la firma di un’intesa iniziale, durante la ventesima edizione della fiera Defence & Security Equipment (Dse). Parallelamente, le delegazioni tecniche delle due nazioni si vedranno per cominciare a definire l’iter tecnico. Resta solo da capire se il nuovo esecutivo confermerà o meno questa decisione, che porterà benefici alle nostre industrie del settore. In primis Leonardo, che ha sette stabilimenti in Inghilterra”.

LEONARDO-FINMECCANICA E IL PROGETTO TEMPEST

L’Italia – tramite appunto Leonardo (ex Finmeccanica) – aveva da subito manifestato interesse per l’iniziativa, ma finora non aveva mai ufficializzato una decisione in merito, anche se in ambito Difesa si è cominciato a lavorare sin dal principio.

COME VALUTA L’AERONAUTICA ITALIANA IL PROGETTO TEMPEST

Ha commentato di recente con Start l’analista Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa: “Il Tempest ha sponda dell’Aeronautica Militare che, pur mantenendosi neutrale sulla scelta tra il programma ormai britannico-svedese e quello franco-tedesco, ha fatto trapelare, indirettamente, l’interesse a convergere sul Tempest per almeno quattro motivi: 1) AM e RAF hanno entrambe gli F-35 per cui già collaborano con un caccia di V generazione (di recente, una squadriglia di F-35B britannici è stata ospite del 32° Stormo di Amendola, esercitandosi con i nostri F-35A, per cui, come si dice in gergo “parlano la stessa lingua”; 2) avendo Leonardo a pieno titolo nel programma è evidente che il discorso supporto operativo/logistico/addestrativo si svolgerebbe in Italia e/o presso la divisione britannica di Leonardo con ovvi benefici in termini economici/occupazionali; 3) da oltre quaranta anni BAE Systems e Leonardo (all’epoca Aeritalia) collaborano in maniera proficua, prima con il programma Panavia Tornado, ora con il programma Eurofighter Typhoon, quindi, sarebbe logico continuare a percorre la stessa via di partnership; 4) le soluzioni tecnologiche prospettate dal programma concorrente FCAS non convincono più di tanto, perché il programma a guida Dassault paga dazio al ritardo accumulato nel non aver sviluppato alcun caccia di V generazione, il che getta più di un’ombra sulla riuscita del programma (passare direttamente dall’attuale Rafale, ottimo caccia multiruolo di IV generazione e mezza ad uno di VI generazione non è uno scherzo)”.

LE INDUSTRIE COINVOLTE NEL TEMPEST

Il programma Tempest è sviluppato da BAE Systems, un consorzio che include Rolls-Royce, Mbda e la divisione britannica di Leonardo (ex Finmeccanica).

COME SARA’ IL CACCIA DI 6° GENERAZIONE

Ma come e dove nasce il progetto Tempest? Nel 2018 la Gran Bretagna ha acceso i motori per il progetto Tempest: la realizzazione di un caccia multiruolo di sesta generazione, primo aereo da combattimento stealth europeo. Come ha sottolineato l’analista Arcangelo Milito su Start Magazine, il velivolo dovrebbe sostituire tutti i Tornado esistenti e quindi il già collaudato Eurofighter “Typhoon” entro il 2035, integrandosi con l’F-35, ha scritto Chiara Rossi di Start nelle scorse settimane.

ANCHE LA SVEDESE SAAB SALE A BORDO DEL TEMPEST

Con l’ingresso del governo di Stoccolma nel programma britannico, sarà senz’altro coinvolto Saab, principale contraente della difesa svedese. Secondo gli addetti ai lavori assicurare la Svezia come partner rinvigorirà ulteriormente il progetto, dal momento che  gli svedesi porteranno competitività dei costi e un importante bagaglio di competenze industriali.

IL COMMENTO DI BATACCHI (RID)

Come ha rimarcato di recente Pietro Batacchi, direttore di Rid, “Saab porterebbe nell’iniziativa la propria storica esperienza con i caccia leggeri, ma anche una serie non trascurabile di competenze in campo avionico. Senz’altro ci sarà molto da lavorare sui requisiti, ricordando, appunto, la tradizione costruttiva svedese per caccia leggeri, capaci pure di operare da tronchi autostradali, e pure sull’export, con la legislazione in materia del Paese scandinavo molto più restrittiva”.

COMPETIZIONE CON IL FCAS FRANCO-TEDESCO

Il programma britannico sarà in competizione con l’iniziativa del Fcas (Future Combat Air System) franco-tedesco, guidata da Airbus e dalla francese Dassault. A febbraio al programma si è aggiunta anche la Spagna. Il consorzio franco-tedesco punta a consegnare i primi prototipi e a iniziare i voli di prova entro il 2026.

CRUCIALE PARTNER EUROPEO

Nel luglio 2018 il governo britannico ha annunciato un investimento iniziale di 2 miliardi di sterline nel progetto, che è stimato essere solo un terzo del capitale necessario. Il ministero della Difesa non ha nascosto la necessità di partner internazionali al progetto. Proprio per questo oltre alla Svezia, Londra guarda anche a Giappone, Turchia e Italia.

Italia che, proprio durante il passaggio di consegne alla Difesa tra Elisabetta Trenta (M5s) e Lorenzo Guerini (Pd) ha deciso per il sì al progetto Tempest.

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