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Leonardo, che succede al sito Elettronica per la Difesa di Taranto

Leonardo SCIOPERO

Mobilitazione per la chiusura della sede di Taranto di Elettronica per la Difesa di Leonardo e il suo trasferimento nel sito industriale di Grottaglie. Lo sciopero indetto da Fiom Cgil, le preoccupazioni di Uilm e la posizione di Fim Cisl

 

Giornata di sciopero ieri per i dipendenti di Elettronica per la Difesa di Leonardo della sede di Paolo VI a Taranto.

La Fiom Cgil aveva indetto per il 26 aprile un sit in di protesta contro la chiusura della sede di Elettronica per la Difesa di Leonardo e il suo trasferimento a Grottaglie, a pochi chilometri dal capoluogo pugliese, nello stabilimento Aerostrutture della stessa Leonardo.

Lo scorso 29 Marzo la direzione aziendale della Divisione elettronica aveva illustrato infatti al coordinamento di FIm-Fiom-Uilm il piano di riorganizzazione della Divisione con la conferma della chiusura, e relativo accorpamento, di 5 siti sul territorio nazionale. Nella stessa occasione l’azienda ha confermato investimenti sul prodotto pari a 200 milioni l’anno (300 contando anche la parte UK) a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per l’ammodernamento delle attuali infrastrutture.

“A Grottaglie la divisione investirà circa 10 milioni di euro per allestire la nuova base” ha aggiunto il Sole 24 Ore.

Per la Fim Cisl “il piano presentato ha caratteristiche ambiziose e di sviluppo generale che possono dare gambe ad una reale crescita tecnologica e di prospettiva dell’intera divisione in un mercato sempre più evoluto e specialistico”.

Tuttavia, la Fiom teme contraccolpi occupazionali e di attività per questo trasferimento.

Anche la Uilm è intervenuta: la volontà dell’azienda Leonardo “di mettere al centro dei propri obiettivi industriali l’espansione del business della divisione Elettronica, attraverso un ambizioso piano di investimenti che supererebbe un miliardo di euro nei prossimi cinque anni, stride notevolmente con la volontà aziendale di cancellare parallelamente importanti siti industriali”.

Fonti dell’azienda hanno spiegato che il trasferimento non genererà nessuna ricaduta negativa per le attività e l’occupazione.

Tutti i dettagli.

LO SCIOPERO INDETTO DA FIOM CGIL

Si è svolto ieri davanti alla sede di Leonardo di Paolo VI, il presidio di lavoratori che si oppongono alla chiusura del sito e al trasferimento di parte della forza lavoro nella sede di Grottaglie.

COSA FA LA DIVISIONE ELETTRONICA PER LA DIFESA A TARANTO

Elettronica per la Difesa, una delle divisioni di Leonardo, a Taranto si occupa di sistemi di comando e controllo per la Marina Militare.

La sede di Paolo VI “si occupa di sviluppo di prodotto Data-Link per piattaforme terrestri, navali e avioniche” aggiunge la Gazzetta del Mezzogiorno.

I dipendenti sono 150 a cui si sono già aggiunti 25 provenienti dal sito di Aerostrutture di Grottaglie. A breve si prevedono ulteriori 25 trasferimenti. Quindi l’organico finale di Elettronica per la Difesa si assesterà a circa 200 unità, comprensive di alcune nuove assunzioni esterne. La sede non sarà più Taranto ma un’area distinta dello stabilimento di Grottaglie dove Leonardo costruisce le fusoliere del Boeing 787.

Col trasferimento non è previsto alcun taglio di posti di lavoro, sostiene l’azienda.

LA RAZIONALIZZAZIONE DELLA DIVISIONE ELETTRONICA

Lo spostamento di Elettronica per la Difesa a Grottaglie rientra in un riassetto generale della divisione. Come si legge nella nota di Fim Cisl, “tale razionalizzazione manifesterà i suoi effetti più impattanti nelle Laziali e Campane”.

Sarà realizzato a Pomezia un Hub Logistico che assorbirà tutti gli attuali magazzini degli stabilimenti laziali di elettronica allo scopo di liberare spazi interni, nei siti di Cisterna di Latina e di Tiburtina. Quest’ultimi saranno riconvertiti in facility e laboratori atti ad assorbire e contenere le attività / missioni del sito di Pomezia che l’azienda ha dichiarato voler chiudere.

Le attività del sito di Carsoli saranno delocalizzate sul sito di Tiburtina. Ulteriore razionalizzazione impatterà il sito di Giuliano, integralmente trasferito nell’attuale sito di Fusaro.

COSA LAMENTA LA UILM

Tornando al trasferimento della sede di Taranto di Elettronica per la Difesa a Grottaglie, resta perplessa la Uilm

“Non abbiamo ricevuto nessun tipo di approfondimento su come si sposi un piano di ingenti investimenti annunciati, anche per le attività riguardanti il sito di Taranto, con la necessità di avviare una non meglio precisata ottimizzazione che interessa la chiusura dello stesso sito trasferendone i dipendenti” rileva la Uilm. “Oltre a rassicurazioni sulla prioritaria tutela occupazionale di tutti i lavoratori (siano essi di Leonardo che dell’intera filiera delle aziende dell’Indotto), è necessario conoscere – sostiene la Uilm – quale valore aggiunto in termini di ricadute e prospettive l’azienda ha intenzione di generare nei confronti di un patrimonio di competenze come quelle del sito tarantino, che è parte integrante della storia industriale della città”. Pertanto “in assenza di risposte convincenti”, il piano prospettato da Leonardo per Elettronica per la Difesa “non avrà condivisione alcuna” da parte della stessa Uilm, ha concluso il sindacato.

LA POSIZIONE DELL’AZIENDA

Sul sito di Grottaglie – ha dichiarato Leonardo Elettronica per la Difesa – saranno “implementate le attività svolte attualmente su quello di Taranto-Paolo VI, che dista 14 km. Il sito di Grottaglie continuerà a rappresentare uno dei principali presidi industriali di Leonardo nel Mezzogiorno, dove le lavorazioni avanzate per le aerostrutture saranno progressivamente affiancate.

Come ha segnalato Fim Cisl “l’azienda ha voluto specificare che il piano presentato non ha né impatti negativi sui livelli occupazionali, ma un incremento a regime degli organici esistenti, né sulle filiere di sub fornitura, anche se una parte importante dello stesso si realizza attraverso una razionalizzazione dei siti oggi presenti, derivante dall’applicazione del modello fondato sui centri di eccellenza”.

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