Innovazione

La Francia tampona Uber, ecco come

di

autisti uber

Il rapporto tra i conducenti e Uber è classificabile come lavoro dipendente secondo la Corte Suprema francese. Rivoluzione nella Gig Economy?

L’autista Uber può ritenersi un dipendente della società americana. Lo ha deciso la Corte Suprema francese, il più alto grado di giudizio del Paese d’Oltralpe. La sentenza conferma quanto stabilito dalla Corte d’appelli di Parigi a gennaio 2019.

LA DECISIONE

Secondo sentenza del 4 marzo della Corte Suprema francese, il rapporto tra conducente ed Uber può essere qualificato come dipendente. “L’autista che utilizza l’applicazione Uber non costituisce i propri clienti, non fissa liberamente i suoi prezzi e non determina le condizioni prestazione del suo servizio di trasporto”, spiega la Corte, sostenendo che questo stabilisce quindi “vincolo di subordinazione tra il conducente e la società”.

CONFERMATA SENTENZA CORTE D’APPELLO

La sentenza conferma quanto stabilito, nel gennaio 2019, da una sentenza della Corte d’appello di Parigi che aveva sostenuto che il legame tra un ex pilota indipendente e la piattaforma americana può essere definito “dipendente”.

Il tribunale aveva provato “il legame di subordinazione” e le condizioni per il riconoscimento di un contratto di lavoro.

RIVOLUZIONE NELLA GIG ECONOMY?

Questa sentenza, come scrive Le Figarò, mette in discussione il modello economico modellato dal gigante americano e i principi cardine su cui fino ad oggi si è basata la Gig Economy. I

COSA SIGNIFICA QUESTA SENTENZA?

La sentenza potrebbe dar vita ad una sfilza di richieste di sottoscrizione di un vero contratto, con l’autista che può far valere i propri diritti di dipendente: ferie retribuite, mutua assicurazione, indennità di cessazione contratto, l’indennità compensativa per le ferie pagate, ecc.

LA POSIZIONE DI UBER

“Questa decisione non riflette i motivi per cui i conducenti scelgono di utilizzare l’applicazione Uber”, ha detto un portavoce del colosso americano, spiegando che questo lavoro viene scelto “per l’indipendenza e la flessibilità che consente”.

“Negli ultimi due anni, abbiamo apportato molte modifiche per dare ai conducenti un controllo ancora maggiore su come usano l’applicazione, oltre a una migliore protezione sociale. Continueremo ad ascoltarli e ad apportare ulteriori miglioramenti “, aggiunge Uber.

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