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Tutte le tesi di Kai-Fu Lee, il guru cinese dell’intelligenza artificiale rilanciato da Beppe Grillo

Kai-fu Lee

Il Blog di Beppe Grillo ha pubblicato un estratto del nuovo libro di Kai-Fu Lee sull’intelligenza artificiale. Ecco cosa scrive l’imprenditore cinese, già dirigente di Apple, Microsoft e Google

 

Il Blog di Beppe Grillo ha ospitato ieri un testo sull’intelligenza artificiale scritto da Kai-Fu Lee, imprenditore taiwanese di nascita ma residente a Pechino, tratto dal suo ultimo libro AI 2041: Ten Visions for Our Future.

CHI È KAI-FU LEE

Il fatto è rilevante per due ragioni. Il primo è che Kai-Fu Lee è considerato una sorta di “guru” dell’intelligenza artificiale, oltre a essere una delle personalità più importanti del panorama digitale della Cina: è stato dirigente di Apple, Microsoft e Google, prima di fondare Sinovation Ventures, un venture capital dedicato alla promozione delle startup tecnologiche cinesi.

GRILLO PRO-CINA?

Il secondo motivo è che Beppe Grillo ha spesso ospitato contenuti favorevoli a Pechino, rilanciandone la propaganda, sul suo blog. Assieme agli Stati Uniti, la Cina è uno dei paesi più avanzati al mondo sull’intelligenza artificiale.

COSA SCRIVE KAI-FU LEE

Nell’estratto pubblicato sul blog, Kai-Fu Lee definisce l’intelligenza artificiale come “la tecnologia più trasformativa nella storia dell’umanità”, benché non sia ancora chiaro fino a che punto si spingerà e che cosa potrà significare per l’essere umano. “Alcuni”, precisa Lee, “credono che siamo nel bel mezzo di una ‘bolla IA’ che alla fine scoppierà, o almeno si raffredderà”.

Lee sostiene la natura neutra dell’intelligenza artificiale, in quanto “come la maggior parte delle tecnologie, non è intrinsecamente né buona né cattiva”, ma alla fine produrrà impatti “più positivi che negativi nella nostra società”.

L’IMPATTO SULLA FORZA-LAVORO

Ad esempio, l’intelligenza artificiale e la conseguente automazione industriale “sostituiranno la maggior parte del lavoro degli operai e ‘faranno’ prodotti a un costo marginale minimo” lavorando “24 ore su 24, 7 giorni su 7” senza ammalarsi, lamentarsi o dover essere pagate, scrive. L’intelligenza artificiale non metterà a rischio soltanto i posti di lavoro degli operai, ma anche quelli tutte quelle attività come il telemarketing e la contabilità di livello base. “L’intelligenza artificiale può aiutare ad assistere analisti di ricerca, avvocati e giornalisti analizzando ogni dato nel mondo, compilando […] dati, restituendo ai professionisti il ​​tempo per pensare a questioni più strategiche e complesse”.

LA RIVOLUZIONE DELLA SANITÀ

Oltre a dover ripensare il mondo del lavoro, secondo Lee l’intelligenza artificiale rivoluzionerà la sanità permettendo di renderci “più sani”: la maggiore diffusione dei dati sanitari “crea un’opportunità per l’IA di ridefinire l’assistenza sanitaria come un’industria basata sui dati, rivoluzionando l’intera catena del valore dell’assistenza sanitaria” e permettendo di sviluppare terapie personalizzate per ciascun paziente. Sarà inoltre di supporto ai ricercatori per facilitare la scoperta di nuovi farmaci.

I TRASPORTI

Applicata ai mezzi di trasporto (alle automobili a guida autonoma, ad esempio), l’intelligenza artificiale rivoluzionerà e migliorerà la mobilità, rendendola più efficiente e più sicura. Lee scrive che  le auto autonome “diventeranno i conducenti più sicuri sulla strada, riducendo infine il 90% delle vittime del traffico”; inoltre, i veicoli autonomi per lo sharing “saranno ridisegnati come minicar, dal momento che tendiamo a guidare in auto con solo una o due persone”.

In uno scenario di veicoli connessi e capaci di interagire istantaneamente l’uno con l’altro, Lee immagina che “se un passeggero ha fretta, la sua auto può offrire un incentivo (diciamo cinque centesimi) ad altre auto per rallentare e dare la precedenza”.

PROBLEMI E REGOLAMENTAZIONE

Pur descrivendola come una tecnologia ‘liberatrice’ di tutti quei compiti di routine, Lee riconosce che anche l’intelligenza artificiale, come tutte le tecnologie, “può essere un’arma a doppio taglio”, e rivelarsi dannosa non soltanto per l’occupazione ma anche per la privacy dei dati e la sicurezza stessa (può favorire lo sviluppo di armi autonome, ad esempio).

Secondo Kai-Fu Lee, le problematiche connesse all’intelligenza artificiale possono venire risolte non tanto (o non soltanto) dalla regolazione normativa, ma dal progresso tecnologico stesso. Dice di credere nell’importanza di “perseguire meccanismi del settore privato e nuove soluzioni tecnologiche per risolvere questi problemi e incentivare le aziende a costruire un’IA responsabile” e permettere di “allineare l’interesse aziendale ai vantaggi a lungo termine degli utenti”.

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