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Perché l’Italia non ha ancora inviato il Samp-T in Ucraina

Samp/t

Il dossier sulla fornitura a Kiev del sistema antiaero Samp-T è rimasto fermo (nonostante le pressioni americane), in attesa delle decisione dell’esecutivo sul sesto decreto di aiuti militari all’Ucraina. Tutti i dettagli

 

Fermo al palo il pacchetto di aiuti militari dall’Italia (comprensivo del sistema missilistico Samp-T) destinato a Kiev.

Soltanto due settimane il governo Meloni aveva garantito al presidente ucraino Zelensky di valutare la possibilità di trasferire in Ucraina il sistema di difesa aerea. Proprio lo scorso mese il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha confermato a Reuters che il sistema di difesa aerea franco-italiano Samp-T era tra gli aiuti militari che Kiev aveva richiesto a Roma. Ma l’esecutivo non ha ancora approvato questa decisione nel sesto decreto sugli aiuti militari all’Ucraina.

“Probabilmente non arriverà prima di febbraio. Il momento della verità, trapela adesso da fonti dell’esecutivo, è fissato a fine gennaio, quando il governo stabilirà quali e quanti mezzi spedire agli ucraini. In ballo non c’è solo il possibile invio Samp-T, ma anche i missili Aspide”, rivela oggi Repubblica.

Nel frattempo, secondo il quotidiano diretto da Maurizio Molinari anche gli Stati Uniti hanno sollecitato l’Italia di fornire al più presto all’Ucraina il prossimo pacchetto di aiuti, in particolare i sistemi missilistici antiaerei Samp-T. L’attuale versione di questo sistema ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio. Ma l’Italia ha in servizio cinque batterie di difesa aerea Samp-T funzionanti e una batteria di addestramento. Inviarne anche solo uno in Ucraina significa privarsene per la difesa nazionale. Senza dimenticare la questione costi: quasi 700 milioni di euro a batteria.

Tutti i dettagli.

L’ITALIA A LAVORO SUL NUOVO PACCHETTO DI ARMI ALL’UCRAINA

L’Italia sta preparando un nuovo pacchetto di assistenza militare per l’Ucraina e ne sta discutendo con Parigi per quanto riguarda i sistemi di difesa aerea prodotti congiuntamente, ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera pubblicata ieri: “Stiamo discutendo anche con i francesi per perfezionare dal punto di vista tecnico l’invio di sistemi di difesa aerea che si basano su tecnologie congiunte fra Roma e Parigi. Ma il titolare della Farnesina ha assicurato che “il sesto pacchetto di difesa è ancora da perfezionare” e “non ci sarà alcun invio prima di un’informazione al Parlamento”.

PRESSIONI USA?

Come conferma anche il sito dell’ambasciata americana a Roma, ieri  Jake Sullivan, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti, ha discusso la questione della fornitura all’Ucraina di un nuovo pacchetto di aiuti dall’Italia con Francesco Talò, consigliere diplomatico del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

I due funzionari hanno condannato l’aggressione in corso della Russia contro l’Ucraina, compresi i attacchi contro le infrastrutture critiche dell’Ucraina, comunica l’ambasciata Usa. Hanno ribadito il loro impegno a fornire assistenza all’Ucraina, compreso il sostegno alla resilienza energetica dell’Ucraina e all’equipaggiamento militare necessario per difendere la sovranità e la democrazia dell’Ucraina.

Secondo Repubblica, Sullivan ha chiesto a Talò di accelerare il trasferimento dei sistemi di difesa aerea, in particolare il complesso missilistico antiaereo italo-francese Samp-T.

Tuttavia, sempre Tajani al Corriere ha respinto le voci di pressioni americane per l’invio più spedito di armi a Kiev e mette in chiaro che comunque l’argomento vedrà un passaggio in parlamento. “I colloqui con Washington sono costanti e normali, noi siamo un interlocutore importante, ma non si è parlato di armi” ha sottolineato il ministro degli Esteri.

COS’È IL SISTEMA DI DIFESA MISSILISTICO SAMP/T

Samp/t è il sistema europeo di difesa aerea e antimissilistica, sviluppato dall’Italia congiuntamente con la Francia a partire dagli anni 2000.

Si tratta di un sistema missilistico terra-aria di ultima generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam (costituto dalle società Mbda Italia, Mbda Francia e Thales) per l’Italia e la Francia. Lo scopo è di sostituire il sistema missilistico Hawk. Il sistema d’arma è caratterizzato da un’elevata mobilità tattica e strategica (può essere facilmente rischierato per via aerea, navale e ferroviaria).

Il sistema Samp/T è in grado di neutralizzare minacce Tbm, Tactical Ballistic Missile. Monta infatti missili Aster 30 che possono intercettare aerei in un raggio di 100 km e missili entro 25 km.

LA DOTAZIONE DELL’ESERCITO ITALIANO

Ma l’Esercito italiano ha in dotazione 5 batterie presso il 4° reggimento artiglieria controaerei in Mantova.

Dall’entrata in servizio del sistema nel 2013, la Forza armato ha schierato il Samp/T in molteplici attività operative ed addestrative. Come si legge sul sito dell’esercito: “fra il 2015 ed il 2016 un’unità Samp/T è stata schierata a Roma per la sorveglianza dei cieli della Capitale in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia; contemporaneamente una seconda batteria ha operato in Turchia nell’ambito dell’operazione Nato “Active Fence” dal giugno 2016 al dicembre 2019 contro missili balistici tattici provenienti dal territorio siriano. Inoltre il Samp/t è inserito nel programma Nato Active Layered Theatre Ballistic Missile Defence (ALTBMD). Quest’ultimo nato con la finalità di realizzare la difesa di aree o di obbiettivi vitali di interesse dell’Alleanza dalla minaccia missilistica”.

Secondo Repubblica “Una è attiva in Kuwait, inviata per difendere l’area ai tempi dell’escalation tra Iran e Arabia Saudita e oggi utile a difendere la base da cui partono i voli militari sull’Iraq. Un’altra è stata promessa dal precedente governo agli Stati Uniti: verrebbe schierata in Slovacchia e servirebbe a sostituire una batteria americana di Patriot posizionata nel Paese dell’Europa orientale, che sarebbe a sua volta dirottata in Ucraina. La “staffetta” dovrebbe concretizzarsi a gennaio, e il Samp-T resterebbe comunque di proprietà italiana. La decisione è stata confermata politicamente dall’attuale esecutivo. In questo modo, però, già due esemplari sono impegnati. Un altro paio sono ciclicamente in manutenzione”.

IL NODO COSTI

Infine, ci sarebbe la questione costi da risolvere per Roma. Un Samp-T completo costa circa 750 milioni di euro. Quello che il governo dovrebbe fornire agli ucraini vale però circa 250 milioni, sottolinea Repubblica. Sarebbe infatti privo di alcune componenti, e dei missili, quest’ultimi assicurati dai francesi.

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