Innovazione

Inwit, che cosa prevede il gioco delle torri fra Tim e Vodafone

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Tutti i dettagli dell’accordo siglato tra Vodafone e Tim per la condivisione delle torri in Inwit

“Nasce la più grande aggregazione di torri in Italia, la seconda più grande in Europa”. Ha esordito così Luigi Gubitosi, ceo di Tim, presentando l’accordo di condivisione delle torri siglato con Vodafone. Accordo che dovrebbe portare ad una accelerazione dello sviluppo del 5G e ad importanti risparmi per le aziende.

Le due società condivideranno anche la struttura attiva, servendo in modo alternato, da regione a regione, i clienti. Andiamo per gradi.

LA PIU’ GRANDE TOWERCO

Tim e Vodafone condivideranno le torri in Inwit, società quotata e controllata al momento da Tim al 60%. Inwit diventerà così la più grande Towerco italiana, con un portafoglio di oltre 22.000 torri distribuite sull’intero territorio nazionale, e la seconda a livello europeo.

LA NUOVA STRUTTURA SOCIETARIA

Vodafone farà confluire la propria infrastruttura passiva di rete in una nuova società che successivamente sarà incorporata in Inwit. Inwit acquisterà una quota della nuova società in modo che le azioni che Vodafone riceverà con la fusione portino Vodafone e Tim ad avere la stessa partecipazione.

“Vodadone separerà le sue torri e formerà Vodafone Tower, che controllerà al 100%, Inwit comprerà una quota di Vodafone Tower, 360 milioni di azioni, e pagherà la differenza in cassa, 2 miliardi”, ha spiegato Luigi Gubitosi. “Questa operazione porterà Vodafone e Tim ad avere la stessa quota ll’interno di Inwit, ovvero il 37,5% ciascuno”. Il 25% del capitale resta sul mercato.

 

PARI DIRITTI DI GOVERNANCE

Oggi Inwit è soggetta a direzione e coordinamento di Tim, ma ad operazione conclusa, le due società avranno anche pari diritti di governance e controlleranno congiuntamente Inwit (patto parasociale).

IMPORTANTI VANTAGGI

Unire le strutture passive sarà “la nostra operazione ha un grande senso industriale e ha importanti ricadute economiche per tutte le aziende coinvolte”, ha spiegato Aldo Bisio, ad di Vodafone Italia.

In particolare, Vodafone potrà vantare sinergie per oltre 800 milioni di euro, oltre ai benefici indiretti derivanti dalle sinergie di Inwit. Vodafone riceverà altresì un corrispettivo di 2.140 milioni di euro e si aspetta di ricevere proventi incrementali nel tempo pari a oltre 1 miliardo di euro che intenderà utilizzare per ridurre il debito.

Anche per Tim ci saranno sinergie dell’ordine di oltre 800 milioni di euro, che si aggiungono alle sinergie stimate per la nuova Inwit in termini di miglioramento dell’Ebitda per 200 milioni di euro l’anno entro il 2026.

ACCELERARE SUL 5G

L’accordo tra Tim e Vodafone porterà ad una acceleazione degli investimenti nel 5G e consentirà di ridurre il gap di sviluppo tecnologico tra i grandi centri urbani e le aree rurali del Paese e permetterà di accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative per le imprese.

“Il 5G è una tecnologia bellissima dal momento che permette di raggiungere in maniera economica zone che difficilmente sarebbe raggiungibili con la fibra. Il 5G e’ molto superiore alle aspettative per le potenzialità”, ha aggiunto Gubitosi, spiegando che “Nord, Sud e Isole avranno lo stesso sviluppo”.

CONDIVISIONE ANCHE DELLE STRUTTURE ATTIVE

“Tim e Vodafone condivideranno anche le strutture attive, condivideremo le antenne e le stazioni radiobase per convoglia il segnale. Non condivideremo invece lo spettro”, ha detto Aldo Bisio.

Cosa significa tutto questo? Che Vodafone e Tim serviranno 10 regioni ciascuna. “La Lombardia, per fare un esempio, sarà servita da Vodafone ed il Piemonte da Tim. Le due aziende serviranno anche i clienti dell’altro operatore. A Cuneo, Vodafone smonterà i suoi apparati radio, mentre Tim ne monterà altri per servire anche i clienti Vodafone”.

Una scelta, questa, che avvantaggia i clienti, che “il the best of”, ha detto Luigi Gubitosi, aggiungendo che “per i clienti sarà meglio perché i vantaggi verranno condivisi. Inwit sceglierà all’interno del parco torri tutte le strutture migliori”.

IN ATTESA DI APPROVAZIONE

L’operazione, come ha chiarito Giovanni Ferigo di Inwit, “dovrà essere esaminata dall’Antitrust e in assemblea da parte degli azionisti di minoranza di Inwit”.

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