Innovazione, Reti per la crescita

Internet 5G, lancio atteso nel 2018

di

Tim 5g

Le statunitensi AT&T e Verizon sono pronte a lanciare la nuova tecnologia entro il 2018. Qualcosa si muove anche in Italia

 

Più efficienza, velocità, servizi. Internet 5g promette la rivoluzione della connessione mobile. Ma quanto bisogna attendere? I pareri sono discordanti. Mentre qualcuno dice che le Telco sono già pronte, c’è chi invece sostiene che un cambiamento vero nel settore potrà arrivare solo tra 10 anni.

Ma la scossa arriva dagli Usa: AT&T e Verizon sarebbero (quasi) pronte a lanciare la nuova tecnologia. Qualcosa si muove anche in Italia.

Cosa è internet 5G

Banda LargaParlando di internet 5G intendiamo la quinta generazione di internet, facendo riferimento all’insieme di requisiti, per dispositivi e reti, che determinano la compatibilità con un certo standard.

Facendo un passo indietro, ricordiamo che le reti di seconda generazione (2G) sono nate nel 1991 come un insieme di standard che regolavano la telefonia mobile, senza particolari preoccupazioni riguardo la trasmissione dati. La terza generazione di internet ha provato a migliorare la voce e le prestazioni di Internet in mobilità. Internet 4G, invece,si è concentrata sulla telefonia via IP (VoIP), la videoconferenza e il cloud computing e sul video streaming.

I vantaggi dell’Internet 5G

I vantaggi sono davvero numerosi. La velocità di internet, che sarà superiore da cento a mille volte rispetto a quella delle reti 4G, offrirà agli utenti nuovi modi di sfruttare il traffico dati, attraverso onde radio tra 30 e 300 GHz, la banda di frequenza più alta possibile.

Grazie al 5G, per intenderci, potremo scaricare un film in pochi secondi, o guardare la tv direttamente dal nostro smartphone, grazie ad una velocità di “10 gigabit al secondo o anche di più, con uno o anche diverse centinaia di Mbps al margine della cella” , spiega Ted Rappaport, direttore del centro di ricerche NYU Wireless.

Il 5G incentiverà anche lo sviluppo e la diffusione dell’Internet of Things, rivoluzionando le nostre abitudini.

Quanto vale la rivoluzione del 5G

Il 5G creerà un business dal valore di più di 12 trilioni di dollari da qui al 2035, ovvero oltre 12.000 miliardi di dollari. Almeno secondo le previsioni della società inglese IHS Markit, che ha provato a contabilizzare i vantaggi della diffusione della nuova tecnologia a partire dalla data del suo debutto, previsto nel 2019.

Sempre secondo il rapporto, a beneficiare maggiormente dell’arrivo di Internet superveloce sarà la Cina, qui il business del 5G dovrebbe arrivare a valere quasi 1.000 miliardi, mentre in Germania creerà valore aggiunto per 202 miliardi e 1,2 milioni posti di lavoro in più. 

“L’impatto stimato di 12,3 trilioni su scala globale equivale quasi al totale dei consumi degli Usa nel 2016, e a più di quelli di Cina, Giappone, Germania, Regno Unito e Francia messi insieme, sempre lo scorso anno. Vale quasi quattro volte l’attuale Pil dell’India”, si legge sullo studio.
Grazie alla nuova tecnologia avremo ben 22 nuovi milioni di impieghi e numerosissimi nuovi prodotti che rivoluzioneranno il campo dei trasporti della sanità, della finanza e dell’industria, dei servizi pubblici e del turismo, dell’agricoltura e della scuola.

Una rivoluzione che arriva tra 10 anni

internet 5gSecondo il report Global Mobile Trends 2017, pubblicato in occasione del Mobile World Congress Americas, che si è tenuto nel mese di Settembre a San Francisco, i tempi sono ancora acerbi, a causa del cambio radicale che deve essere realizzato nel paradigma delle architetture di rete. Questa rivoluzione potrà essere realizzata solo attraverso la collaborazione tra Industria e settore media: e per una vera rivoluzione bisogna attendere almeno 10 anni.

Ericsson: le telco sono pronte

Di parere diverso, invece,  un report di Ericsson, dal titolo “5G Readiness”, secondo cui gli operatori sarebbero già pronti alla rivoluzione di internet mobile: le tlc hanno già avviato (78% degli intervistati) sperimentazioni in questo ambito, accelerando anche le attività di adozione della tecnologia. Sempre secondo lo studio, ben il 28% degli operatori analizzati, sarebbe pronto ad implementare il 5G già a partire dal 2018.

America pronta al 5G

Per ora, gli annunci sembrano dar ragione a questo secondo report. E mentre gli operatori giapponesi e coreani (Corea del Sud) vorrebbero far debuttare la nuova tecnologia in occasioni delle prossime Olimpiadi, c’è chi dall’altra parte dell’Oceano accelera nel lancio dei nuovi servizi. La statunitense AT&T ha annunciato che sarà la prima azienda nel mondo a offrire servizi mobile in oltre 10 mercati già entro la fine di quest’anno: sta già testando gli standard pre-5G per i servizi fixed wireless. Non sta a guardare la concorrente: anche Verizon, infatti, è a lavoro sul 5G. La società, che ha già avviato i test per alcuni clienti 5G, ha firmato un contratto con Samsung per l’avvio di servizi 5G fisso-wireless a Sacramento, in California, nella seconda metà del 2018. Il colosso tecnologico sudcoreano fornirà a Verizon attrezzatura di rete, router, servizi di pianificazione delle frequenze radio 5G.

Che qualcosa si stia realmente muovendo nel verso giusto per il lancio ufficiale del 5G entro i prossimi 12 mesi sembra essere chiaro dall’annuncio del 3GPP TSG Ran: è stato approvato, con sei mesi di anticipo, 5G New Radio Non-Standalone operation (Nsa), il primo standard “chiavi in mano” per il 5G.

E in Italia?

Dopo aver vinto il bando del Ministero dello Sviluppo Economico, Open Fiber e Wind Tre realizzeranno un progetto sperimentale sulla tecnologia 5G nelle città di Prato e L’Aquila.

La sperimentazione pre-commerciale 5G riguarderà la porzione di spettro 3.6-3.8 GHz nell’area 2 di Prato e L’Aquila (attraverso l’utilizzo dei diritti d’uso delle frequenze da 3.7-3.8 GHz) e durerà fino al 31 dicembre 2021. Le due società condivideranno competenze, infrastrutture e investimenti e il modello sperimentale sarà replicabile in altre città italiane.

Nel progetto sono coinvolte anche Università (Firenze, Polo di Prato, L’Aquila, Genova, Bologna), centri di ricerca (come Fondazione Bruno Kessler, Nextworks), aziende (tra le altre, e-distribuzione di Enel, ZTE, Estra).

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