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intelligenza artificiale

Un’Ia irresponsabile può amplificare le disuguaglianze. Parla Chiriatti (Lenovo)

La rivoluzione dell'intelligenza artificiale deve essere guidata dall’intento umano per evitare che la conoscenza digitale diventi elitaria. L'intervista di Edoardo Lisi intervista Massimo Chiriatti di Lenovo Italia tratta dall'ultimo numero del quadrimestrale di Start Magazine.

L’AI rivoluzionerà le decisioni e i processi. In futuro diventerà sempre più multimodale, contestuale e proattiva. Infatti, anticiperà i nostri bisogni e troverà da sola le soluzioni. Sono alcune delle ragioni per cui definiamo l’Intelligenza Artificiale “disruptive”, spiega Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer di Lenovo Italia, professore dell’Università Luiss e membro della commissione di esperti nominata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) per elaborare la strategia nazionale italiana su tecnologie quali blockchain e registri condivisi. Quest’innovazione, però, deve essere guidata dall’intento umano per evitare che la conoscenza digitale diventi elitaria e costruire un futuro dove l’AI sia davvero al servizio di tutti, avverte Chiriatti.

Perché si dice che l’AI, in particolare, è disruptive? In quali settori avrà l’impatto maggiore?

Perché con l’AI non ci limitiamo a migliorare processi esistenti: li reinventiamo. È un approccio che cambia le regole del gioco, trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e creiamo. L’IA non è solo automazione, ma collaborazione aumentata: ci affianca, ci potenzia, ci anticipa. I settori dove l’impatto sarà più profondo sono quelli ad alta intensità informativa: sanità, manifattura, mobilità, finanza, retail, education, ma anche creatività, sport e intrattenimento. L’AI generativa e agentica sta già rivoluzionando il modo in cui si sviluppano contenuti, si prendono decisioni e si gestiscono flussi ad alta complessità. In Lenovo, stiamo portando l’AI in ogni ambito: dai PC AI-ready alle workstation ad alte prestazioni, fino alle soluzioni edge e cloud. Il nostro approccio “Smarter Technology for All” riflette la volontà di democratizzare l’AI, rendendola utile, sicura e accessibile.

Come sarà l’IA del futuro? I Large Language Models diventeranno i protagonisti indiscussi del panorama dell’intelligenza artificiale?

I Large Language Models sono una pietra miliare, ma non l’unico orizzonte. Il futuro dell’IA sarà multimodale, contestuale e proattivo. L’AI non si limiterà a rispondere: agirà, anticipando bisogni e orchestrando soluzioni. Lenovo sta già sviluppando la prossima generazione di AI: i Super Agent, capaci di coordinare più agenti specializzati per eseguire compiti complessi in tempo reale. Questi agenti non solo comprendono il linguaggio, ma percepiscono, decidono e agiscono. Sono veri e propri aiutanti dei nostri sistemi cognitivi, che operano su cloud, edge e dispositivi personali, adattandosi al contesto e alle esigenze dell’utente. I nostri AI PC, ad esempio, integrano NPU dedicate e software ottimizzati per l’AI locale, riducendo la dipendenza dal cloud e migliorando la privacy e la reattività. L’AI del futuro sarà ibrida, personalizzata e orchestrata.

Creare modelli linguistici di grandi dimensioni con hardware analogico invece che digitale (come auspica Hinton) è una soluzione per l’eccessivo consumo di energia dell’IA? Se sì, come potrebbe diventare realtà?

L’idea di Hinton è visionaria e affronta un tema cruciale: la sostenibilità dell’AI. L’hardware analogico potrebbe offrire vantaggi in termini di efficienza energetica, ma siamo ancora lontani da una sua applicazione industriale. La sfida è integrare efficienza, scalabilità e affidabilità. Lenovo affronta già il tema dell’AI sostenibile con soluzioni concrete: dal raffreddamento liquido nei data center al packaging plastic-free, fino al Smart Energy Efficiency System (SEES), che usa AI e IoT per ottimizzare i consumi nei nostri campus. Inoltre, stiamo lavorando su modelli AI più leggeri e ottimizzati per l’on-device, riducendo il carico computazionale e l’impatto ambientale.

L’Italia e l’Europa a che punto sono nella corsa all’Intelligenza Artificiale? Come possono ridurre il gap con i Big dell’IA?

L’Unione Europea ha avviato un percorso importante con l’AI Act e l’AI Pact, a cui Lenovo ha aderito volontariamente. Questi strumenti puntano a garantire etica, trasparenza e sicurezza, elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile dell’AI. L’Italia ha eccellenze industriali e creative che possono diventare laboratori di innovazione AI. Per ridurre il gap, servono investimenti in competenze, infrastrutture e adozione tra le PMI. Lenovo collabora con partner locali per portare l’AI “alla fonte del dato”, con soluzioni ibride che rispettano la sovranità digitale e abilitano la competitività territoriale. La nostra campagna “Smarter Technology for Italy” nasce proprio da questa visione: partire dal globale per calarlo nel locale, valorizzando l’approccio glocal di Lenovo.

Parliamo delle possibili implicazioni negative dell’IA. Il costo della ricerca e dello sviluppo di soluzioni AI-based rischia di aumentare il gap tecnologico tra grandi aziende e PMI, oltre che tra Paesi più e meno avanzati dal punto di vista tecnologico?

L’uso dell’AI può amplificare le disuguaglianze se non viene governata con responsabilità. I costi elevati, la complessità dei modelli e la necessità di infrastrutture avanzate possono escludere le PMI e i Paesi con minori risorse. Per questo Lenovo promuove un approccio inclusivo e scalabile. Offriamo soluzioni AI “as a service”, modelli pre-addestrati e strumenti on-device per abbattere le barriere d’ingresso. Inoltre, collaboriamo con enti pubblici e privati per diffondere la cultura dell’AI e supportare l’adozione anche in contesti meno strutturati.

Esiste il rischio di consegnare la conoscenza e i nostri dati nelle mani di un ristretto gruppo di aziende e dei loro algoritmi? Come trovare un equilibrio? Se la conoscenza si sposterà sempre più nel mondo digitale non rischia di diventare più elitaria?

Sì, per questo serve pluralità, trasparenza e governance. La conoscenza deve essere accessibile, verificabile e condivisa, non proprietà esclusiva di pochi. Lenovo ha istituito un Responsible AI Committee che valuta ogni soluzione AI secondo criteri di privacy, sicurezza, affidabilità, spiegabilità e impatto sociale. Abbiamo aderito a iniziative internazionali come l’AI Pact europeo, il Codice canadese sull’AI generativa e le raccomandazioni UNESCO sull’etica dell’AI. L’AI, nella nostra visione, non è un’entità che controlla, ma uno strumento che amplifica. Deve essere guidata dall’intento umano, trasparente nelle decisioni e accessibile a tutti. Solo così potremo evitare che la conoscenza digitale diventi elitaria e costruire un futuro dove l’AI sia davvero al servizio di tutti.

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