Innovazione

Facebook, perché i due fondatori di Instagram hanno detto addio a Zuckerberg

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Kevin Systrom e Mike Krieger, i due fondatori di Instagram, hanno presentato le dimissioni e lasceranno la società, che dal 2012 è in mano a Facebook

Lasciamo per lavorare a qualcosa di nuovo. Si sono congedati così Kevin Systrom e Mike Krieger, i due fondatori di Instagram, l’app di condivisione foto, dal 2012 membro della galassia Facebook.
Dopo le indiscrezioni del New York Times, ieri sera è arrivata la dichiarazione ufficiale di Systrom, ceo di Instagram, con la quale ha annunciato le dimissioni sue e del collega Krieger, direttore tecnico dell’app.

L’ADDIO DEI PADRI FONDATORI

“Mike e io siamo grati per gli ultimi otto anni di Instagram e per i sei trascorsi con il team di Facebook. Siamo cresciuti da 13 persone a più di mille, con uffici in tutto il mondo. Abbiamo costruito prodotti usati e amati da una comunità di oltre un miliardo di utenti. Adesso siamo pronti ad iniziare un nuovo capitolo” – scrive Systrom sul sito web di Instagram – “Stiamo pensando di prenderci un po’ di tempo libero per stimolare la nostra curiosità e la nostra creatività. Costruire cose nuove richiede di fare un passo indietro, capire cosa ci ispira e abbinarlo a ciò di cui il mondo ha bisogno. Questo è ciò che intendiamo fare”.

L’AUGURIO DI MARK

Oggi il numero uno di Facebook ha salutato i due dimissionari descrivendoli come due “straordinari leader di prodotto”. “Ho imparato molto lavorando con loro negli ultimi sei anni e mi sono davvero divertito, auguro loro tutto il meglio e non vedo l’ora di vedere cosa costruiranno in seguito”, ha detto Zuckerberg.

LA NASCITA DI INSTAGRAM

Lasciano andare la propria creatura nel momento dell’apice. Quando nel 2010 Kevin Systrom e Mike Krieger erano studenti della Stanford University nella Silicon Valley hanno dato vita a una startup da 13 dipendenti.
Oggi quella startup è la piattaforma social numero uno per la condivisione di fotografie, possiede mille uffici in tutto il mondo e vanta soprattutto un miliardo di utenti. Due anni dopo la sua fondazione, è stata puntata da Mark Zuckerberg, fondatore e ceo di Facebook, che se l’è accaparrata con un’acquisizione da un miliardo di dollari.

INGLOBATA IN MENLO PARK

Con meno di due anni di attività e soli 30 milioni di utenti, Instagram aveva fatto gola a Zuckerberg che in quel momento stava preparando l’offerta pubblica iniziale per il suo social network. Come sottolinea il Financial Times, all’epoca l’accordo era considerato un prezzo elevato da pagare per il gruppo Facebook. Ma Mark ci aveva visto giusto: oggi l’accordo è considerato un affare nella Silicon Valley, permettendo a Facebook di assorbire uno dei suoi più grandi potenziali rivali. Come base dell’accordo, Zuckerberg aveva acconsentito affinché Instagram continuasse a funzionare indipendentemente.

IL MOTIVO DELLA DISCORDIA

Sarebbe questa promessa di indipendenza e autonomia tra Instagram e la leadership di Facebook poi non mantenuta la causa scatenante di questi due congedi. Anche la volontà di una maggiore integrazione tra le due piattaforme, auspicata da Zuckerberg, non sarebbe stata condivisa da Systrom e Krieger. In un momento di difficoltà di Facebook, tra utenti in calo e il datagate Cambridge Analytica, Zuckerberg ha pensato bene di fare affidamento su Instagram. Che cresce di più, ha un pubblico più giovane ed è riuscito a passare indenne dalla bufera Cambridge Analytica.

Nella conferenza successiva all’ultima trimestrale, Zuckerberg aveva infatti indicato alcuni dati. Con un incremento degli utenti fiacco, il fondatore aveva inaugurato una nuova metrica: il numero degli utenti che utilizzano almeno un’app del gruppo (Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger): 2,5 miliardi. Più che un dato, oggi appare un messaggio sulla volontà di maggiore integrazione tra le piattaforme di Menlo Park. Se Facebook è in difficoltà, Instagram deve correre in aiuto.

I GIRI DI VALZER NEL MANAGEMENT

Se oggi fa scalpore l’uscita di scena dei fondatori di Instagram, in realtà non dovrebbe stupire più di tanto. All’inizio dell’anno infatti già i due fondatori di WhatsApp (anche questa app di proprietà Facebook) Jan Koum e Brian Acton, si sono dimessi dopo essersi scontrati con Mark Zuckerberg sulla privacy e sulla protezione dei dati in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica.

Nel team Instagram si percepiva inquietudine già negli ultimi mesi: alcuni dipendenti senior di Instagram hanno cambiato ruolo o hanno mollato. A giugno il vicepresidente del prodotto di Instagram, Kevin Weil, è passato alla divisione blockchain di Facebook, sostituito da Adam Mosseri, precedentemente a capo del news feed del social network blu e che riporta direttamente a Chris Cox, un altro membro della cerchia ristretta di Zuckerberg. Senza dimenticare Nicole Colaco, direttore delle politiche pubbliche di Instagram, che ha rassegnato le dimissioni all’inizio dell’anno. Insomma, tanti cambiamenti per Instagram, sia per lato umano sia per il prodotto, che forse non sono piaciuti ai due fondatori.

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