Innovazione

Il Regno Unito farà marameo a Trump su Huawei

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Fatti, numeri e ultime novità su Huawei

Conti in volata per Huawei, la società cinese ha registrato un fatturato in crescita di quasi il 40%, a 179,7 miliardi di yuan (23,72 miliardi di euro).

D’altronde, nonostante l’azienda sia ostacolata dagli Usa per questioni di sicurezza (e non solo), raccoglie ancora consensi. Dopo un tentennamento iniziale, il Regno Unito ha deciso di affidarsi alla tecnologia Huawei per la realizzazione della sua rete 5G.

Andiamo per gradi.

TUTTI I NUMERI DEL PRIMO TRIMESTRE DI HUAWEI

L’azienda di Shenzen ha chiuso il primo trimestre con un fatturato in crescita del 39% a 179,7 miliardi di yuan (23,72 miliardi di euro). Il margine netto sui ricavi si è attestato all’8%, ovvero a 14,4 miliardi di yuan, “in lieve rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

Cresce ancora la parte consumer degli smartphone e tablet, con 59 milioni di telefoni consegnati nel trimestre.

UN 2018 DA RECORD

Bene anche la chiusura del 2018: la società ha registrato un aumento dei ricavi del 19,5% che ha permesso alla società di superare il muro dei 105 miliardi di dollari.

PROSPETTIVE ANCORE MIGLIORI

E il 2019 dovrebbe registrare numeri ancora migliori, secondo Huawei, che in una nota ha scritto: “Sarà un anno di diffusione su larga scala di 5G in tutto il mondo. Ciò significa che il business Carrier di Huawei ha opportunità di crescita senza precedenti”.

OLTRE 40 CONTRATTI COMMERCIALI

D’altronde, nonostante tutte le accuse che arrivano dagli Usa sul potenziale sfruttamento della tecnologia da parte del governo cinese per spiare i Paesi terzi, Huawei continua a firmare accordi: alla fine di marzo il colosso tlc ha firmato 40 contratti commerciali per il 5G con i principali operatori globali e ha spedito oltre 70mila stazioni base 5G nei mercati di tutto il mondo (dati rivelati dalla stessa società).

Tra gli ultimi ad aver accordato fiducia alla tecnologia Huawei, ci sono il Bahrain, quartier generale della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti per pattugliare diverse importanti rotte di navigazione, che prevede di lanciare una rete mobile commerciale 5G entro giugno utilizzando in parte la tecnologia Huawei, e la Germania che ha deciso di non escludere il gigante della tecnologia cinese dalla gara per le reti 5G del Paese, in assenza di “indicazioni concrete” da parte americana contro il gruppo di Shenzhen (qui i dettagli).

LA FIDUCIA (TITUBANTE) DEL REGNO UNITO

L’ultima novità su questo fronte è rappresentata dalla Gran Bretagna. Theresa May, che presiede il National Security Council, ha dato il via libera al gigante delle telecomunicazioni cinese per la costruzione della nuova rete 5G del Paese.

La società di Shenzen, però, dovrà occuparsi delle sole parti “non core”, come antenne e altre infrastrutture, come scrive il Telegraph.

Sajid Javid, il Ministro degli Interni, Jeremy Hunt, Segretario agli Esteri, Gavin Williamson, Segretario alla Difesa, Liam Fox, Segretario al Commercio Internazionale, e Penny Mordaunt, Segretario per lo Sviluppo Internazionale, hanno espresso preoccupazione per la decisione della May.

SI PUNTA ANCHE ALL’AUTOMOTIVE

E i contratti dovrebbero aumentare ancora. L’azienda cinese, infatti, ha lanciato il primo modulo 5G per il settore automotive, chiamato MH5000 e basato sul modem Balong 5000 5G.

“Questo modulo 5G è un importante prodotto di comunicazione che servirà per il futuro dell’auto intelligente che si guida da sola, e permetterà all’industria automobilistica di spostarsi più velocemente in quella direzione”, ha affermato l’azienda.

GLI USA HANNO PROVE DELLA COLPEVOLEZZA AMERICANA?

Intanto, l’America continua ancora ad indagare per cercare prove della colpevolezza di Huawei. Secondo il Times, la CIA avrebbe prodotto prove importanti, ma non concrete, degli investimenti del governo cinese in Huawei.

L’investimento arriva presumibilmente dall’Esercito popolare di liberazione, dalla Commissione nazionale per la sicurezza nazionale e da un terzo ramo della rete di investimenti del governo.

Le “prove” sono state viste solo da una manciata di alti funzionari dell’intelligence, fino ad oggi, e potrebbero essere la dimostrazione della collusione di Huawei con il Governo cinese, cosa che la società ha sempre negato.

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