Innovazione

Come vanno i conti di Huawei?

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Tutti i dettagli sul bilancio consuntivo 2018 del gruppo Huawei. Articolo di Giusy Caretto


Gli Stati Uniti e la campagna contro le tecnologie cinesi non fermano Huawei: la società cresce a ritmi record, anche se il settore che fornisce prodotti per le telecomunicazioni, incluse le apparecchiature 5G, sembra risentire della campagna avviata dagli Usa. Andiamo per gradi.

UNA CRESCITA RECORD

La società tecnologica cinese, il più grande produttore mondiale di apparecchiature per le telecomunicazioni e un marchio di smartphone leader che sta crescendo più velocemente di Samsung e Apple, ha registrato nel 2018 un bilancio record con vendite globali salite a 721,2 miliardi di yuan, circa 105,2 miliardi di dollari, un aumento del 19,5% rispetto all’anno precedente. L’utile netto, invece, è salito del 25,1% a 59,3 miliardi di yuan, in calo rispetto al 28% della crescita dell’anno precedente, come riporta la Cnn.

200 MILIONI DI SMARTPHONE VENDUTI

Huawei ha venduto oltre 200 milioni di smartphone nel 2018, incrementando i ricavi nel settore consumer dell’azienda per circa 349 miliardi di yuan (52 miliardi di dollari), con un incremento di oltre il 45%.

SETTORE TLC IN DISCESA

Per la prima volta, i ricavi derivanti dall’elettronica di consumo hanno superato le vendite generate dal segmento delle apparecchiature di telecomunicazione dell’azienda, che invece mostra segni di cedimento, con ricavi che sono diminuiti dell’1,3% su base annua.

L’OSTACOLO USA

I numeri del settore tlc riflettendo le pressioni del governo statunitense che chiede ai suoi alleati di bandire la tecnologia Huawei dal mercato, dopo aver già messo al bando la società di Shenzeg dal mercato casalingo.

La preoccupazione di Washington è che Pechino possa utilizzare i prodotti dell’azienda per spiare le altre nazioni, nonostante più volte Huawei abbia negato la possibilità. La verità è che l’America vuole vincere la partita del 5G per questioni economiche e di supremazia.

SFORZI CON POCHI RISULTATI

Gli Usa hanno chiesto di abbandonare la tecnologia Huawei anche all’Europa, ma la Commissione europea non ha intenzione di bandire la tecnologia cinese. La Commissione Europea, per ora, infatti, rimanda la palla agli stati membri e ha chiesto ai Ventotto di preparare un piano d’azione entro la fine di giugno, aggiornando i requisiti di sicurezza a cui devono sottostare i fornitori. Ad ottobre dovrebbe essere pubblicata, a livello europeo,  “un’analisi coordinata dei rischi” ed entro il 31 dicembre verranno definite le misure per ridurre questi rischi con la definizione di standard minimi di sicurezza Ue (tutti i dettagli).

LA POSIZIONE DEL REGNO UNITO

Più vicina alla posizione americana sembrerebbe essere quella del Regno Unito. I funzionari di sicurezza britannici hanno ammonito Huawei, sollevando nuove preoccupazioni sul suo lavoro di ingegneria e mettendo in dubbio l’impegno dell’azienda sulla sicurezza.

L’IMPEGNO DI HUAWEI

Impegno, invece, che Huawei continua a ribadire. “La sicurezza informatica e la protezione della privacy degli utenti sono ai primi posti nella nostra agenda”, ha detto Guo Ping, presidente di Huawei, presentando il rapporto annuale della società. Guo Ping, in questa occasione, ha anche affermato che le aziende e i paesi che scelgono di collaborare con il gruppo avranno vantaggi competitivi.

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