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Huawei

Ecco come la cinese Huawei si intrufola nel Nord Africa. Report Cesi

Huawei investirà 430 milioni di dollari nella costruzione di un centro dati in Nordafrica. L'approfondimento del Centro Studi Internazionali (CeSI).

Durante l’evento Huawei Connect del 20-22 settembre a Shanghai, il gigante cinese delle telecomunicazioni ha annunciato un nuovo piano di investimenti in Nord Africa, che include tutti i 28 Paesi africani posizionati al di sopra dell’equatore.

IL PIANO DI HUAWEI PER IL NORD AFRICA

Il piano, chiamato “Intelligent Future” , prevede di investire 430 milioni di dollari per la costruzione di un centro di elaborazione dati, altri 200 milioni per sostenere 1.300 distributori e 200 partner tecnologici locali nella regione e 30 milioni in un programma di formazione in Nord Africa per 100 specialisti tecnologici e 10.000 sviluppatori locali in materia di intelligenza artificiale e tecnologie associate.

Il cloud center, infatti, supporterà applicazioni guidate dall’intelligenza artificiale (AI) e modelli di linguaggio in arabo, che coinvolgeranno proprio i partner locali. Questa iniziativa segue l’interesse che Huawei ha già ampiamente mostrato per il Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo Persico. Il 4 settembre, infatti, la compagnia cinese ha aperto un altro centro dati cloud a Riyadh, in Arabia Saudita, alla luce di un memorandum di intesa firmato lo scorso febbraio, che prevede investimenti simili a quelli promessi per l’Africa Settentrionale.

PERCHÉ ALLA CINA INTERESSA IL NORDAFRICA?

Il Nord Africa è una regione chiave degli interessi della Cina , che ha in Huawei uno strumento fondamentale per ampliare la sua influenza nell’area.

La posizione strategica della regione fra Asia, Africa Subsahariana e Mediterraneo ha fatto sì che la presenza di Pechino sia gradualmente aumentata, specialmente nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI). Il MENA, infatti, è stata la regione che ha ricevuto la quota maggiore di investimenti BRI nel 2022 (circa il 57%), di cui il Nord Africa ha beneficiato in particolare per progetti infrastrutturali e di interconnessione. Il piano annunciato da Huawei potrebbe dare benefici ad entrambe le parti : da un lato la Cina, tramite la compagnia delle telecomunicazioni, potrebbe affermarsi nuovamente non solo a livello economico, ma anche come modello tecnologico, ponendosi anche come alternativa all’influenza occidentale; dall’altra, i Paesi del Nord Africa gioverebbero degli investimenti in un settore che deve ancora essere sviluppato, potendo anche offrire nuove opportunità per una forza lavoro sempre più specializzata.

MAROCCO O EGITTO

Sebbene non sia ancora stato annunciato dove verrà costruito il centro di elaborazione dati, i Paesi papabili sono due: Marocco ed Egitto . Entrambi zone chiave nel commercio marittimo mondiale, data la presenza di due dei più importanti snodi commerciali globali, Tangeri e Suez, i due Paesi stanno vedendo crescere il loro peso negli interessi cinesi. Il Marocco, primo Paese dell’Africa Occidentale a firmare il memorandum d’intesa sulla BRI nel 2017, ha visto diversi investimenti cinesi nello sviluppo logistico del porto di Tangeri, e nel progetto del re marocchino “Mohammed VI Tanger Tech City”, che vedrebbe ospitare proprio l’hub regionale di Huawei, alla quale era stata affidata la realizzazione della rete 5G nel Paese. L’Egitto, invece, è un partner fondamentale per la Cina: il Canale di Suez è una tappa imprescindibile del passaggio di qualunque merce asiatica che transiti per via marittima. Storicamente molto vicini, dopo il 2011 la Cina ha continuato ad avere stretti rapporti con l’Egitto, il quale è diventato il più grande partner commerciale della Cina tra i Paesi del Nord Africa.

Mentre infatti gli investimenti statunitensi ed europei sono diminuiti, quelli cinesi sono aumentati dal 2017 al 2022 (+317%). La creazione di un cloud data center in uno di questi due Paesi, quindi, potrebbe creare un legame ancora più stretto con la Cina, garantendo loro un maggior afflusso di competenze soprattutto nel campo della tecnologia digitale.

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