Innovazione

Guerra dei chip. La russa Angstrem-T rischia il collasso per le sanzioni Usa

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La Russia punta a sviluppare chip russi ma, a causa delle sanzioni statunitensi, l’azienda Angstrem-T non può far fronte al pagamento di prestiti

La supremazia mondiale si gioca sui chip. La scorsa settimana l’azienda cinese Huawei ha svelato due nuovi chip con intelligenza artificiale a bordo, in linea con la strategia di Pechino per ridurre la sua dipendenza dalle tecnologie avanzate dell’americana Silicon Valley.

Allo stesso tempo anche il presidente Putin ha sottolineato la necessità di sviluppare l’industria tecnologica interna per rendere la Russia meno dipendente dall’attrezzatura occidentale. Ma gli sforzi di Mosca di produrre microchip russi e altri prodotti high tech sono stati vanificati dalle sanzioni statunitensi contro una serie di compagnie tecnologiche russe, come riporta Reuters.

CHIP RUSSI A RISCHIO

Un caso emblematico è quello di Angstrem-T, azienda russa che produce semiconduttori, destinata ad essere rilevata dalla banca di sviluppo statale VEB.

Come ha riferito a Reuters Leonid Reiman, presidente del cda di Angstrem-T e già ministro russo delle comunicazioni e delle tecnologie informatiche, l’azienda non è riuscita a saldare il debito a favore della VEB per un prestito di 815 milioni di euro (944,75 milioni di dollari) risalente al 2008.

TUTTA COLPA DELLE SANZIONI USA

Fondata nel 2005, Angstrem-T ha acquistato la maggior parte delle sue attrezzature dalla multinazionale statunitense Advanced Micro Devices e ha acquistato una licenza per produrre chip da IBM.

Secondo Reiman, l’incapacità di saldare il debito sarebbe legata alle restrizioni statunitensi in quanto la società fa molto affidamento sui prodotti made in Usa, ma le sanzioni le impediscono di fare affari con le aziende americane.

“Anche se inizialmente abbiamo ricevuto il consenso del Dipartimento di Stato americano per questo progetto le sanzioni hanno tirato per le lunghe le scadenze per il suo completamento”, ha dichiarato Reiman a Reuters, “La fabbrica è attiva, i prodotti vengono ultimati, ma la questione degli appalti rimane”.

RUSSIA RIMASTA INDIETRO

Nel frattempo, il tempo passa e la tecnologia vola. Pertanto, le sanzioni e i ripetuti ritardi del progetto hanno reso antiquati i prodotti di Angstrem-T secondo una fonte citata da Reuters. Il mercato dei microchip da 90 e 130 nanometri, prodotti da Angstrem-T, si è significativamente ridotto negli ultimi anni. Secondo Reuters, una volta che VEB avrà preso pieno controllo dell’azienda, Angstrem-T dovrebbe spostare la produzione verso i chip più moderni a 28 nanometri, quelli utilizzati da aziende come Apple, Samsung e Sony. La Russia si prepara alla rincorsa.

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