Innovazione

Ecco che cosa combina Google in sordina con Huawei

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Mentre l’amministrazione Trump sta pressando Google per le sue attività in Cina, Big G porta avanti progetti con Huawei, il colosso tecnologico cinese boicottato dagli Usa

Washington non lo deve sapere. Il nemico tecnologico numero 1 al momento degli Stati Uniti, il colosso cinese Huawei, ha lanciato il suo ultimo smartphone P30 la scorsa settimana. Tra un bombardamento pubblicitario e l’altro, l’azienda di Shenzen ha “dimenticato” di menzionare la partnership con Google per la messa a un punto di un’app con intelligenza artificiale integrata. Ecco i dettagli.

HUAWEI PRESENTA TRACK AI

Il secondo produttore di smartphone al mondo, oltre ad aver presentato il suo ultimo super modello, ha pubblicizzato in realtà un altro prodotto. Si tratta di Track AI, uno strumento di valutazione basato sull’intelligenza artificiale progettato per rilevare e diagnosticare i primi segni di disturbi visivi nei bambini. Il software è abbinato ai dispositivi Huawei e consentirà anche ai non professionisti di diagnosticare le condizioni di salute degli occhi dei più piccoli. Fin qui tutto bello, ma per sviluppare Track AI utilizzando, Huawei si è avvalsa di TensorFlow.

MERITO DI TENSORFLOW, MADE IN MOUNTAIN VIEW

TensorFlow è uno degli strumenti più popolari per la creazione di applicazioni di machine learning ed è utilizzato dagli sviluppatori di tutto il mondo. TensorFlow è infatti open-source, quindi chiunque e ovunque può utilizzarlo e Google non può controllarne l’accesso.

COLLABORAZIONE IN SORDINA

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Chris Brummitt, un portavoce di Google, ha confermato che un team pubblicitario che collabora con i clienti della società di Mountain View ha fornito consulenza nell’attività di marketing a Huawei, sebbene nessun ingegnere sotto la guida di Sundar Pichai abbia lavorato al progetto Track AI. Anche un portavoce di Huawei ha confermato questa partnership. Vero è che l’iniziativa Track AI non rappresenta una priorità strategica per nessuno dei due giganti della tecnologia, ma sottolinea le importanti relazioni commerciali che Google ha cercato di costruire con aziende cinesi come Huawei da decenni.

GLI SFORZI DI BIG G NELL’AI

L’intelligenza artificiale è un’importante area di investimento per entrambe le aziende. Google ha passato gli ultimi cinque anni a segnalare agli investitori e al pubblico che è la principale azienda al mondo nel campo dell’Ai, ma ha bisogno di ingegneri di talento per mantenere questo vantaggio e molti esperti di intelligenza artificiale si trovano in Cina al momento. Non a caso nel 2017 Google ha aperto a Pechino un laboratorio di intelligenza artificiale, che negli ultimi tempi gli è valso le critiche da parte dell’esercito statunitense.

UN PARTNER DIFFICILE

Dall’altra parte sempre l’amministrazione Trump ha messo al bando Huawei, fornitore leader nelle apparecchiature tlc, in quanto possibile minaccia per la sicurezza nazionale quale veicolo per lo spionaggio di Pechino. A causa della politica annunciata da Xi Jinping della “fusione tra civili e militari”, in Cina non esiste più alcuna significativa distinzione tra ricerca civile e militare, specialmente in aree come l’Intelligenza artificiale dove la Cina deve dominare secondo il presidente Xi. A poco sono valse le continue dichiarazioni della società di Shenzen che ha negato qualsiasi coinvolgimento governativo. Dunque Huawei non rappresenterebbe il miglior partner per Google né in casa propria, né fuori.

AMICIZIA DI LUNGA DATA

Eppure, come ricorda Bloomberg, Huawei e Google hanno anche lavorato a stretto contatto in passato. I telefoni della società con sede a Shenzhen utilizzano il software Android di Google e, al di fuori della Cina, fanno molto affidamento sulle app dell’azienda statunitense, tra cui la ricerca, Chrome e Maps.

SOTTO LA LENTE DEL CONGRESSO USA

Ma lo scorso giugno, il sodalizio tra i due giganti tecnologici è finito sotto il fuoco politico. Cinque senatori statunitensi hanno scritto una lettera al numero uno di Google Sundar Pichai dicendo che la partnership della società con Huawei “avrebbe potuto rappresentare un serio rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per i consumatori americani”.

GOOGLE SORVEGLIATO SPECIALE?

Dopo meno di un anno, la faccenda è tornata all’attenzione del Pentagono. La settimana scorsa Pichai ha incontrato sia il generale Joseph Dunford, presidente del Joint Chiefs of Staff, il comitato consultivo militare di più alto rango negli Stati Uniti, sia il presidente Donald Trump. Entrambi hanno criticato il gigante della tecnologia di Mountain View per il suo lavoro in Cina.

Proprio il generale Dunford ha avviato la controversia su Google lo scorso 14 marzo durante un’audizione alla Commissione per i servizi armati del Senato. “Il lavoro che Google sta facendo in Cina sta indirettamente avvantaggiando l’esercito cinese”, aveva dichiarato l’alto funzionario militare.

Anche Trump ha fatto riferimento alla questione,  spiegando su Twitter che durante il tête-à-tête si è “discusso della correttezza politica e di varie cose che Google può fare per il nostro Paese”, aggiungendo: “L’incontro si è concluso molto bene!”.

 

Di rimando Big G ha rilasciato questa nota: “Siamo lieti di aver intrattenuto conversazioni produttive con il Presidente riguardo all’investimento nel futuro della forza lavoro americana, la crescita delle tecnologie emergenti e il nostro costante impegno a lavorare con il governo degli Stati Uniti”. Pace fatta dunque? Per il momento sì, fino al prossimo progetto in settore strategico con partner cinese al seguito.

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