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Google ha avuto accesso ai messaggi di WhatsApp?

WhatsApp Google

Il procuratore del Texas sostiene che Google ha stretto un accordo con Facebook per accedere a milioni di messaggi privati ​​e foto degli utenti di WhatsApp

 

Google ha avuto accesso ai messaggi privati di Whatsapp. Ne è convinto il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che ha aperto un’inchiesta antitrust di vasta portata, in cui tra le altre cose si parla di un accordo tra il colosso di Mountain View e quello di Menlo Park.

Andiamo per gradi.

GOOGLE HA AVUTO ACCESSO AI MESSAGGI FACEBOOK?

Partiamo dalla denuncia. Secondo l’accusa della procura del Texas Google ha stretto un accordo con Facebook per accedere a milioni di messaggi privati ​​e foto degli utenti di WhatsApp, subito dopo l’acquisizione dell’app.

I PASSAGGI OSCURATI

L’accusa, grave, arriva a pagina 57 del documento d’inchiesta, ma i passaggi relativi all’accordo esclusivo, come scrive The Verge, sono stati oscurati.

ACCESSO POSSIBILE?

Ma davvero Google ha potuto aver accesso ai messaggi privati? WhatsApp è crittografato end-to-end, il che significa che Facebook stesso non aveva un accesso centralizzato ai messaggi degli utenti al momento dell’acquisizione. Un accordo di questo tipo, dunque, non è pensabile.

ACCESSO AI FILE DI BACKUP?

O forse sì. Le accuse del procuratore del Texas, che arrivano dopo mesi di indagini, secondo Alex Stamos, della Stanford Internet Observatory, potrebbero riferirsi ai file di backup, che vengono avviati dall’utente e si trovano al di fuori della crittografia end-to-end del servizio. Ma anche allora, la tesi del Texas non regge bene. Stamos ricorda che Google rende disponibile l’archiviazione dei backup di WhatsApp su Google Drive per gli utenti Android, ma non c’è nulla di esclusivo nell’accordo e non è chiaro il motivo per cui avrebbe richiesto un contratto scritto.

https://twitter.com/alexstamos/status/1339326648160669696

GOOGLE E FACEBOOK RESPINGONO LE ACCUSE

Le accuse vengono respinte dai due colossi. E nel farlo, quello di Mountain View, ha sottolineato la politica aziendale del rispetto della privacy: “Non vendiamo le tue informazioni a nessuno e non utilizziamo le informazioni nelle app in cui memorizzi principalmente contenuti personali, come Gmail, Drive, Calendar e Foto, per scopi pubblicitari, punto”, aveva scritto Sundar Pichai in una dichiarazione a giugno.

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