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Google, tutti i misteri sul down di YouTube, Meet, Drive e Gmail

Google Sindacato

Crash planetario di tutti i servizi di Google: da YouTube al Drive fino a Gmail e Meet. I fatti, la versione di Google e i commenti

 

Lunedì nero per Big G al cinguettio #Googledown.

Questa mattina infatti i principali servizi di Alphabet, la holding americana che controlla Google, Gmail e YouTube, hanno registrato blocchi in tutto il mondo.

Come riferisce il portale della piattaforma specializzata Downdetector, nel giro di pochi minuti, attorno alle 12:30 italiane, sui social network un gran numero di utenti ha segnalato i problemi.

Ma Google è corso subito ai ripari.

Sul Dashboard, il pannello di controllo che Google mette a disposizione e che riporta lo stato di funzionamento dei servizi offerti dall’azienda, si legge che ogni servizio “è già stato ripristinato per alcuni utenti e prevediamo una risoluzione a breve per tutti gli altri utenti”.

Più tardi, il colosso di Mountain View ha fatto sapere che “Google ha riscontrato un’interruzione del sistema di autenticazione per circa 45 minuti a causa di un problema di quota di archiviazione interna”.

Tutti i dettagli.

BRUTTO RISVEGLIO PER GOOGLE

Il malfunzionamento dei servizi è stato rilevato alle 12:55 e le difficoltà sono terminate alle 13:52.

I SERVIZI MALFUNZIONANTI

La homepage del motore di ricerca e alcune funzioni di ricerca erano disponibili ma YouTube, Gmail, Google Docs, Google Calendar, Google Home, Nest, Google Classroom e praticamente ogni altro servizio del colosso erano non funzionanti.

L’interruzione ha interessato anche i dispositivi intelligenti connessi a Google come gli altoparlanti domestici. Come racconta la Bbc, alcuni utenti si sono lamentati sui social media per non essere in grado di spegnere alcune luci nelle loro case.

DOWN GOOGLE IN QUASI TUTTO IL MONDO

Le segnalazioni sono giunte da Europa, dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Australia, dal Sud Africa, dall’India, dall’America Centrale e dall’America del Sud.

IL RIPRISTINO DEI SERVIZI

Dopo le 12:30 italiane Google ha iniziato a ripristinare i propri servizi.

Il problema riscontrato a metà giornata nei servizi Google “dovrebbe essere stato risolto per la stragrande maggioranza degli utenti interessati”, ha fatto sapere con una nota lo stesso colosso di Mountain View.

IL COMMENTO DEL COLOSSO DI MOUNTAIN VIEW

Google ha aggiunto inoltre che continuerà “a lavorare al ripristino del servizio per gli utenti che continuano a riscontrare il problema”, ma non pubblicherà “ulteriori aggiornamenti sulla Dashboard dello stato di Google Workspace”.

“Ti garantiamo — conclude la nota — che l’affidabilità del sistema è una priorità di Google e stiamo apportando continui miglioramenti per rendere migliore il nostro sistema”.

IL TWEET DELLE 15.36: “UN’INTERRUZIONE DEL SISTEMA DI AUTENTICAZIONE”

Ma alle 15.36 italiane, il colosso di Montain View ha riferito nuovamente su Twitter in merito all’accaduto di oggi. A causare i malfunzionamenti dei servizi è stato un problema di quota di archiviazione interna.

“Oggi, alle 3.47 AM PT  (12:47 italiane) Google ha riscontrato un’interruzione del sistema di autenticazione per circa 45 minuti a causa di un problema di quota di archiviazione interna. Il problema è stato risolto alle 4:32 AM PT (13:32 italiane) e tutti i servizi sono ora ripristinati”.

PAURA PER LE AZIENDE CHE SI AFFIDANO A GOOGLE CLOUD

Il malfunzionamento ha interrotto i servizi di Google per molti luoghi di lavoro. Google Suite, uno dei servizi interessati, gestisce non solo la comunicazione e-mail, ma anche la messaggistica interna all’ufficio tramite i servizi Chat e Meet e il lavoro effettivo tramite Documenti, Fogli e Presentazioni Google.

Le aziende che hanno optato per il cloud di Google si saranno dunque innervosite oggi, per quanto il disservizio sia stato breve. Come incalza la Bbc vorranno sapere esattamente cosa è andato storto e avere la certezza che non accadrà più.

VIOLAZIONE DEL GDPR?

Ma quanto accaduto oggi è collegabile a una violazione dei dati personali? Come ha sottolineato Stefano Gazzella su Infosec, “da quanto accaduto e noto, la violazione potenzialmente configurabile riguarderebbe il solo aspetto di disponibilità dei dati in quanto non risultano temporaneamente accessibili. Se all’esito di una valutazione della probabilità e gravità di impatto dell’indisponibilità (pur temporanea) dei dati personali su diritti e libertà delle persone fisiche si realizza un rischio probabile, l’organizzazione sarà tenuta a svolgere una notifica all’autorità di controllo ai sensi dell’art. 33 Gdpr e valutare anche la sussistenza di parametri di rischio elevato per cui è richiesta la comunicazione agli interessati ai sensi dell’art. 34 Gdpr”.

COSA EVIDENZIA IL CODACONS IN ITALIA

Nel frattempo in Italia, c’è chi minaccia class action.

“Mezza Italia è paralizzata a causa del down di Google. Ora l’azienda dovrà adeguatamente indennizzare tutti i cittadini italiani coinvolti nei problemi tecnici riconoscendo loro un risarcimento automatico” ha fatto sapere il presidente del Codacons Carlo Rienzi a seguito dei dei malfunzionamenti odierni ai servizi di Google.

“In caso contrario non escludiamo la possibilità di intentare una class action contro Google per conto di tutti gli utenti italiani danneggiati dai problemi tecnici odierni”.

Secondo l’associazione i disservizi avrebbero impedito ai cittadini di lavorare in smartworking e alle scuole di effettuare la didattica a distanza in modo regolare.

IL PARERE DI ZAPPAROLI, ESPERTO DI CYBER DEFENSE

“L’indisponibilità dei servizi di autenticazione di Google di oggi, che ha causato un ‘outage’ durato circa 90 minuti a livello mondiale, potrebbe essere collegato a misure di prevenzione e protezione messe in atto dall’azienda alla luce dell’attacco recentemente scoperto da parte di uno stato verso decine di importanti realtà a livello mondiale ed Usa in particolare”. È il parere all’Ansa di Andrea Zapparoli Manzoni, esperto di offensive security e cyber defense.

Diverse agenzie federali statunitensi sono state prese di mira da pirati informatici legati a un governo straniero, ci sono sospetti sulla Russia.

IN CONCOMITANZA CON L’ATTACCO HACKER ALLE AGENZIE FEDERALI USA

L’attacco a cui fa rifermento l’esperto “va avanti dagli inizi dell’estate 2020, è molto complesso e sofisticato ed è preliminarmente attribuito al gruppo ‘Cozy Bear’ o APT29”, lo stesso gruppo di hacker presumibilmente russi che si ritiene abbia orchestrato una violazione della società di sicurezza informatica FireEye con sede negli Stati Uniti pochi giorni fa, portando al furto di alcuni strumenti informatici sensibili, “ma le analisi pubbliche in merito sono ancora abbastanza confuse e frammentarie, aggiunge Zapparoli Manzoni.

Il gruppo di hacker sarebbe lo stesso su cui hanno lanciato una allerta a inizio estate le agenzie governative di sicurezza inglesi e americane, perché avrebbe cercato di rubare informazioni sul vaccino contro il coronavirus.

“Quello che può essere accaduto è che il livello altissimo di allerta scatenato dall’attacco di APT29 – spiega – abbia portato Google a rivedere la sicurezza dei propri sistemi, ed eventualmente a farli ripartire dopo opportune verifiche e l’applicazione di contromisure ad hoc, con il risultato di creare qualche disservizio agli utenti. Se questo scenario fosse verificato avremmo una ulteriore conferma della fragilità del sistema, che si basa per il suo buon funzionamento sull’assunto che non vi sia conflittualità nel cyberspazio, cosa purtroppo inevitabile e sempre più diffusa”, conclude Zapparoli Manzoni.

COLAJANNI: “DIFFICILE PENSARE A UN ATTACCO ESTERNO TRATTANDOSI DI GOOGLE”

Eppure, secondo Michele Colajanni, professore di sicurezza informatica a Modena sentito da Repubblica, “è difficile pensare sia all’errore umano che a un attacco esterno trattandosi di Google. Loro hanno un proprio sistema di DNS, architetture a doppio livello, server di prossimità, possiedono proprie infrastrutture di rete, e il miglior team di ingegneri al mondo. Viceversa, per fare un attacco a Google devi avere uno scopo e risorse molto ingenti. E poi a chi gioverebbe investire tante risorse per mostrare la fragilità di Google? Qual è il ritorno dell’investimento?” Il professore ha poi aggiunto: “Tipicamente questi eventi hanno una molteplicità di cause. Google è basata su cluster di computer replicati in tutto il mondo che sfruttano i loro propri cavi e satelliti, è una superpotenza informatica, difficile che sia rimasta vittima di un attacco”.

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