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Giorgio Saccoccia, ecco chi è il prossimo presidente dell’Asi (Agenzia spaziale italiana)

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Tutti i dettagli su procedura e nomina del prossimo presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Il presidente nominato dal governo Conte sarà con tutta probabilità Giorgio Saccoccia

Il successore del commissario Piero Benvenuti alla guida dell’Asi sarà l’ingegnere Giorgio Saccoccia. Manca solo l’ufficializzazione, ma secondo quanto ha scritto ilfattoquotidiano.it la firma sul decreto di nomina arriverà nelle prossime ore.

Saccoccia, secondo il giornale on line diretto da Peter Gomez, prenderà dunque il posto del presidente Roberto Battiston, che è stato silurato dalla maggioranza di governo giallo-verde (qui e qui gli approfondimenti di StartMag).

CHI E’ GIORGIO SACCOCCIA PROSSIMO NUMERO UNO DELL’ASI

Nato nel 1963 a Belluno, una laurea in ingegneria aerospaziale a Pisa e un master in business administration in Olanda, Giorgio Saccoccia è attualmente a capo del settore propulsione spaziale dell’Estec, il Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale, il maggiore centro di ricerca e sviluppo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per i veicoli spaziali e per la tecnologia spaziale in genere. Saccoccia è membro associato dell’American Institute of Aeronautics and Astronautics.

ECCO IN SINTESI IL CURRICULUM DI SACCOCCIA

Formazione scolastica:

B.Aerospace Engineering, Università di Pisa, Italia, 1988.

Carriera:

Ingegnere progettista Ingegneria e società di ricerca-TRAST, Pisa, 1988-1989. Assistente professore Università Pisa, 1989-1990. Project manager Laboratory Research, Centrospazio, Pisa, 1989-1991.

Con l’Agenzia Spaziale Europea, Noordwijk, Paesi Bassi, dal 1991, capo sezione di propulsione elettrica Paesi Bassi, dal 1997, divisione di propulsione e aerotermodinamica dei Paesi Bassi, dal 2003.

ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI PIERLUIGI CARDONE DEL FATTO QUOTIDIANO; QUI L’ARTICOLO INTEGRALE

Capacità scientifiche e manageriali, insomma: esattamente quello che chiedevano i nuovi requisiti fatti inserire dal governo Lega-M5s nel bando per la candidatura alla poltrona che fino al 6 novembre scorso è stata di Roberto Battiston. A cui, vale la pena sottolinearlo, Saccoccia è considerato vicino, non solo per posizioni scientifiche. Il particolare non è di poco conto. Perché se è vero, come è vero, che il governo ha voluto fortemente alla guida dell’Asi un presidente con capacità manageriali, è innegabile che la cinquina di nomi proposta dal comitato di esperti (coordinato da Amalia Ercoli Finzi e composto da Alessandra Rotundi, Ezio Bussoletti, Andrea Maltoni e Mauro Ferrari) non ha fatto fare i salti di gioia a chi lo aveva nominato.

Tra forti tensioni interne e diversità di vedute, i cinque hanno inviato sul tavolo del titolare del Miur una lista con nessun nome chiaramente assimilabile alla Lega (che nel governo per quanto riguarda le questioni spaziali è nettamente predominante rispetto al M5s) e con più della metà dei prescelti considerati vicini (o molto vicini) al Partito democratico o al tanto odiato Battiston. Il commento migliore è stato di un esponente di spicco del Carroccio, che a ilfattoquotidiano.it ha ammesso che quella autonomia della scienza per cui il governo è stato molto criticato, alla fine ha partorito una rosa di nomi davvero poco leghista.

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